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il 8 Mar 2018

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Dominik Nitsche e quella thin value bet river all’HU del WSOPE High Roller for One Drop

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Dominik Nitsche e quella thin value bet river all’HU del WSOPE High Roller for One Drop

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Dominik Nitsche ha recentemente spiegato ai microfoni di PokerNews il thinking process di uno degli spot più interessanti dell’heads up finale giocato contro Andreas Eiler nell’High Roller for One Drop delle World Series of Poker Europe 2018.

3 novembre 2017, questa la data del fatidico testa a testa che ha assicurato all’ambasciatore di 888Poker una prima moneta di 3.487.463€ e il quarto braccialetto WSOP in carriera.

Durante lo scontro finale il suo connazionale Eiler era partito in leggero vantaggio ma il campione tedesco ha poi saputo ribaltare abilmente le sorti dell’incontro.

Tuffiamoci immediatamente nell’action della mano in questione ed ascoltiamo le motivazioni che hanno spinto Nitsche a rivalutare il suo plan in corsa d’opera.

Blinds 1.5M/3M, Nitsche gioca con uno stack di 56x, 28x per Eiler.

Il tedesco apre con Q 2 a 6M da SB, calla Nitsche con 8 7 da BB.

Flop 2 8 5 – Nitsche check/calla la cbet 4.5M di Eiler.

Turn 5 – Nitsche esce in puntata di 10.5M e Eiler chiama.

River K – Nitsche betta appena 6M su pot di 34M, call ancora per Eiler.

TP DI DOMINIK NITSCHE

“Preflop standard, decido di callare l’open di Eiler anche se posso optare per una 3bet a frequenze molto basse. Flop ottimo, 285 rainbow, checko e Eiler cbetta 4.5M. Chiamo con l’intenzione di checkare nuovamente quasi tutti i turn; solitamente avrei check/raisato top pair forti come A8-K8 ma non 87 off in questo preciso spot. Il turn è un 5 di fiori che paira il board, apre flush draw e che mi costringe a rivalutare il plan della mano: io ho sempre tutti i 5 nel mio range di check/call e Eiler avrebbe checkato back al flop molti dei 5x presenti nel suo range, dunque punto circa mezzo pot per valore e per evitare che il mio avversario realizzi equity random checkando back con mani come J9, Q6, Q7 o combo simili con due overcards. Una mossa del genere ha senso quando la nostra top pair è vulnerabile, su flop K52 avrei checkato praticamente sempre il mio K al turn. Eiler chiama e il river è un K. Sicuramente non il migliore dei river ma non una carta così terribile come potrebbe sembrare: il mio avversario ha Ax, Qx e molti 2x nel suo range, quindi ho pensato che value bettare contro queste mani fosse la scelta migliore. Potrebbe andar bene anche il check/call per bluff-catchare tutte le combo di flush draw fiori missato, ma le motivazioni sopra citate mi hanno spinto a bettare, ovviamente con una size molto contenuta come un ¼ pot. Un ipotetico raise di Eiler mi metterebbe nei guai ma la size scelta ha l’obiettivo di costringerlo al call con le combinazioni precedentemente elencate. Alla fine il mio avversario ha chiamato proprio con Q2!”

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