Wednesday, Oct. 23, 2019

Strategia

Scritto da:

|

il 29 Apr 2019

|

 

Parliamo di 6+ Hold’em: l’analisi del Big Shove turn di Phil Ivey

Ricevi tutti i nostri articoli via email, inserisci qui

Autorizzo, ai sensi del d.lgs. 196/2003 s.m.i., l’utilizzo dei miei dati personali, anche per conto di terzi, per finalità promozionali e di marketing. Leggi l'Informativa sulla Privacy.

AutorizzoNon Autorizzo

Parliamo di 6+ Hold’em: l’analisi del Big Shove turn di Phil Ivey

Area

Vuoi approfondire?

Dopo aver appreso le regole e i concetti base del 6+ Hold’em di PokerStars, continuiamo ad esaminare alcune tra le mani più interessanti che sono state interpretate dai professionisti.

In questo caso analizzeremo uno scontro heads-up tra Jungleman Dan Cates contro Phil Ivey al tavolo finale del Triton Super High Roller Series Montenegro di maggio 2018.

Si è rivelato uno degli scontri più interessanti per quanto concerne il 6+ Hold’em.

I due campioni si sono scontrati alla fine dell’evento dal buy-in di circa 30.000 dollari.

Phil Ivey ha conquistato il primo posto del torneo per un premio di 600.000 dollari.

Il secondo posto per un valore di 200.000 dollari è stato ottenuto da Dan Cates.

Con una Top Hand, Ivey è stato l’autore di uno spettacolo che ha colto di sorpresa anche i commentatori.

All’inizio della mano i due giocatori hanno uno stack di circa 9 milioni di chips, con ante a 100.000 e 200.000 per il doppio ante da bottone.

Nelle mani precedenti Cates ha piazzato continue overbets e fatto vedere al tavolo diversi bluff.

L’azione

Ivey limpa da button, Cates rilancia per 700.000 chips con 10 8 .

Ivey chiama  con 10 9 .

Flop: 10 Q 7

Entrambi i giocatori checkano dopo che il flop viene mostrato.

Turn: 9

Cates ragiona per un intero minuto per poi puntare 1.075.000 chips.

Ivey allo stesso modo si prende il suo tempo per pensare e poi effettua uno shove da circa 8.500.000 chips.

Cates con la testa tra le mani folda, lasciando il piatto ad Ivey.

Concetto e analisi

Cates ha aperto rilanciando con 10 8 : in molti la definiscono un’azione standard quando ci si ritrova in late position nel 6+ hold’em.

Dal momento in cui Ivey gli passa l’azione, Cates deve capire che nello short deck è indietro con la sua mano di 10 8 .

C’è da considerare che nonostante sia una buona mano le carte suited non garantiscono un vantaggio significativo.

Nel 6+ hold’em la possibilità di combinare il colore è molto più bassa che nel regular Hold’em.

Nel No Limit Hold’em la doppia coppia è una mano che molti giocatori inserirebbero nel range di check al flop per poi chiamare le bet al turn.

Tuttavia non sempre si può checkare postflop rischiando di perdere troppo valore. Il concetto può essere considerato valido sia nel regular che nel 6+ hold’em come già abbiamo visto per il gioco postflop.

Proseguendo con il turn di 9 entrambi i giocatori hanno preso valore. Ivey però con la sua doppia era  in testa sul board.

Cates ha puntato quasi la size del piatto con 1.075.000 chips su 1.400.000 già presenti, lasciando il suo stack a 7.400.000.

A questo punto i commentatori prevedevano un semplice call da parte di Ivey.

Ivey invece ha rilanciato per circa tre volte la size del piatto, costringendo il suo avversario ad affrontare il suo all-in.

Con quel rilancio Ivey si è distaccato dal gioco standard che i commentatori avevano previsto.

Il semplice call in quello spot è infatti una delle mosse più scontate per molti giocatori.

Ivey è invece stato capace di deviare dai ragionamenti classici dimostrando di poter rendere più vario il gioco.

Nelle precedenti discussioni di 6+ Hold’em, Jason Somerville ha descritto i metodi più efficaci per trarre vantaggio sugli avversari.

Tra i consigli dispensati dal pro player statunitense il più incisivo consiste nel far ripiegare l’equity degli avversari con big shove e overbets.

Ivey infatti con un big shove ha ottenuto un vantaggio considerevole sul suo avversario in uno scontro heads-up.

Tuttavia Ivey aveva una doppia molto vulnerabile in questo spot.

Qualsiasi mano con 8 o più outs ha una equity del 25% contro la doppia di Ivey. Quali mani avrebbe dovuto avere Jungleman per batterelo?

Un tris e le regine avrebbero messo Ivey in una posizione di svantaggio, tuttavia con quelle mani Cates avrebbe dovuto puntare al flop.

Anche K-J è favorito contro la mano di Ivey e probabilmente meritava una puntata al flop.

Anche scale deboli ottenute con J-8 e 8-6 avrebbero messo in difficoltà Ivey.

Ivey guardando Cates rilanciare così basso ha accantonato l’idea che potesse aver ottenuto scala al turn.

Inoltre, anche se Cates avesse combinato una scala al turn, Ivey avrebbe ancora 1 possibilità su 8 di batterlo al river.

Infine e forse di maggior importanza, Cates ha costretto Ivey in spot molto difficili per il Call-or-Fold.

Considerando questo scenario sono pochissime le carte che Ivey vorrebbe ricevere al river.

Tra le combinazioni possibili, la migliore è ottenere un full.

A causa della natura del 6+ Hold’em, ogni carta al river che non fornisce una coppia rende possibile una scala.

Inoltre c’era anche un progetto di colore, anche se questo è meno preoccupante nel 6+ Hold’em rispetto ad altri formati di gioco.

In questo spot la spinta di Ivey ha funzionato dandogli il comando della partita.

In seguito Ivey ha avuto la meglio su Cates portandosi a casa il torneo.

Articoli correlati

Lascia un commento

ItaliaPokerClub non è un operatore di gioco a distanza, ma un portale informativo dedicato ai giochi. Tutte le poker room partner del nostro portale hanno regolare licenza AAMS. Il gioco è riservato ai soggetti maggiorenni e può causare dipendenza e ludopatia.
Consigliamo, prima di giocare, di consultare le probabilità di vincita dei singoli giochi presenti sui siti dei concessionari