Wednesday, Nov. 13, 2019

Strategia

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il 14 Set 2019

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L’importanza delle strade di gioco nel poker: il flop

L’importanza delle strade di gioco nel poker: il flop

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Proseguiamo la nostra serie sull’importanza delle strade di gioco nel poker analizzando la seconda delle quattro fasi: il flop.

In questo frangente abbiamo finalmente la possibilità di capire quale sia l’equity della nostra mano e come questa giochi contro quella dei nostri avversari, in base ai range stimati che possiamo attribuire in base a posizione, stack in gioco, fase del torneo, stile di gioco e via dicendo.

Troppo complicato? In termini più semplici veniamo innanzitutto a conoscenza di un dato fondamentale: il valore della nostra mano.

Descrizione e definizione

Il flop è il momento successivo al primo giro di puntate, nel quale il dealer stende le prime tre carte comuni.

In questo frangente possiamo formare un punto completo con cinque carte, ma non necessariamente il nostro punto risulterà essere ancora quello migliore nelle altre due strade, ovvero turn e river, nelle quali vengono svelate altre due carte comuni.

Nel Texas hold’em il punto di ciascun giocatore si forma con le 5 migliori carte scelte tra le due hole cards, quelle coperte che ricevono tutti i partecipanti, e le cinque presenti sul board. 

Cosa succede in questa strada

Molto semplicemente, si da inizio a un nuovo giro di puntate. Mentre nella fase preflop il primo a parlare è sempre il giocatore alla sinistra del Big Blind, ovvero il player in posizione di Under The Gun, dopo il flop si partirà sempre dal piccolo buio, ovvero dalla posizione immediatamente successiva al bottone.

Quali opzioni hanno a disposizione i giocatori?

  • check – cedere la parola al giocatore a sinistra.
  • bet – puntare (da un importo minimo di un big blind a un massimo pari alle chip di cui si dispone)
  • call/raise (dopo una bet) – se qualcuno prima di noi ha puntato o se noi dopo aver checkato ci troviamo a fronteggiare una bet, abbiamo la possibilità di chiamare o di effettuare un rilancio, che a differenza del preflop non sarà una 3-bet (in quanto non vi sono bui che fungono da puntata iniziale).
  • fold (dopo una bet) – E’ possibile passare anche prima di una bet in linea teorica (non su tutti i siti online), ma non vi è alcun vantaggio nel farlo in quanto il check non comprometterebbe l’azione e in caso di check degli avversari avremmo la possibilità di vedere una carta gratis. Il fold dopo una puntata invece è la prassi.

E’ possibile che tutti i giocatori coinvolti nel colpo decidano di andare all-in e in quel caso si arriverà allo showdown (i giocatori dovranno girare le proprie carte).

In caso di tre o più giocatori con stack differenti verranno formati piatti diversi:

  • un main pot che sarà 2/3/4…volte (dipende da quanti giocatori sono coinvolti) l’entità dello stack del più corto
  • uno o più side pot (in caso di all-in a 4 il primo side sarà la differenza tra lo stack del penultimo e lo stack dell’ultimo moltiplicato per il numero di giocatori coinvolti, in questo caso 3 e non più 4, e il secondo side pot sarà la porzione di stack rimanente del secondo più grosso per due).

Nella maggior parte dei casi invece, dopo un classico giro di puntate si arriva alla strada successiva.

Come migliorare il proprio gioco sul flop

Riassumere in poche righe in che modo giocare una strada così complessa come il flop è un’impresa titanica, perciò non vi sveleremo nemmeno questa volta il segreto per diventare ricchi col poker, che ovviamente noi conosciamo alla perfezione (il problema è che si tratta di quello sbagliato).

Tuttavia è possibile capire a grandi linee quali sono le situazioni da evitare assolutamente e quali invece risultano essere più profittevoli limitandoci a calcolare la forza della nostra mano (equity) in base a diversi fattori. Immaginiamo di trovarci da bottone ed aver rilanciato 2 bui e mezzo con A 8, chiamano sia piccolo che grande buio (tutti e tre giochiamo con oltre 100 bui), si va al flop con un pot da 8,5 big blind (comprese le ante).

Al flop casca K Q A, noi abbiamo la coppia migliore ma esiste la possibilità che i nostri avversari possano avere un punto superiore o un progetto. Che scelta fare in questo caso? Il ventaglio di mani (range) col quale SB e BB entrano in gioco senza effettuare una 3-bet con uno stack così corposo è sicuramente ampio, perciò esistono tante mani dalle quali potremmo farci pagare una puntata.

In base alla conoscenza dei nostri avversari, del livello a cui ci stiamo approcciando, ai dati estrapolati da un HUD (i software di aiuto adoperati da chi gioca online), alla nostra immagine al tavolo e tanti altri piccoli fattori, possiamo fare una stima più o meno accurata dei range avversari e in base a questa stabilire se checkare, se puntare ed eventualmente quanto puntare.

Se, come in questo caso, il piatto è di 8,5 big blind, puntare una cifra superiore all’entità del pot stesso sarebbe controproducente, in quanto le mani dalle quali riceveremmo un call sarebbero molte di meno (e quindi molto più forti) rispetto a quelle che ci chiamerebbero a fronte di una puntata più piccola. Il motivo è molto semplice e risulta chiaro anche a chi gioca a poker pur non essendo un drago in matematica: non ci sono le pot odds necessarie a giustificare un call. (CLICCA QUI per l’approfondimento sul call nel poker)

Poniamo caso che il giocatore sul BB abbia una mano come Q 10, ovvero una coppia di Dame e un draw secco con un ipotetico Jack che chiude scala. Se il BTN puntasse 10 BB su pot da 8,5, dopo il fold del giocatore sul piccolo buio, la scelta sarebbe tra passare o investire 10 big blind per vincere un piatto da 28.5 totali.

Una spesa eccessiva per un evento (quello di chiudere scala) troppo raro per costituire una scommessa vincente. La mano potrebbe migliorare anche con una terza Dama, ma chi ci dice che non ce l’abbia anche il BTN? Le cose non migliorano con il colore: altri due cuori ci darebbero il flush più alto possibile, ma quante volte capiterà di vederne 4 sul board?

I fattori da tenere a mente quando si aggredisce, così come quando si difende, sono relativi a:

  • equity della mano – quante volte in percentuale vinceremo il colpo?
  • folding equity – quanto spesso il nostro avversario passerà dopo una puntata?
  • odds – qual’è il rapporto chip investite/ritorno economico?
  • implied odds – quante carte migliorano la mia mano tra turn e river in modo da giustificare un call teoricamente fuori odds?
  • range percepito – In base a stack, posizione, immagine al tavolo e stile di gioco, qual è il ventaglio di mani con cui i miei avversari si aspettano di trovarmi data una certa azione?
  • stima del range avversario – In base a stack, posizione, immagine al tavolo e stile di gioco, quale ventaglio di mani attribuiamo ai nostri avversari data una certa azione?

Se vi siete persi l’articolo sul preflop DATE UNO SGUARDO QUI

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