Monday, Nov. 18, 2019

Strategia

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il 11 Ott 2019

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Gli errori comuni dei principianti negli heads-up

Gli errori comuni dei principianti negli heads-up

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Il testa a testa, secondo molti giocatori, è l’essenza del poker.

C’è chi sostiene addirittura che i veri giocatori si riconoscano dalle loro capacità in heads-up, perché è lì che entrano in gioco tutti gli elementi che costituiscono il sale del gioco: pazienza, tecnica, freddezza, lucidità, resistenza…

Chi raggiunge un heads-up a un torneo si trova a giocare, salvo deal preventivi, per lo scalino più alto fino a quel momento: una fase cruciale che se affrontata nel migliore dei modi può spostare sensibilmente i guadagni a fine anno.

Andiamo insieme a scoprire quali sono gli errori più comuni commessi dai principianti in questo frangente.

Giocare troppo tight

Il primo errore, madornale, è quello di giocare la fase heads-up con gli stessi range con cui si gioca un normale tavolo 6-handed/9-handed.

La difesa dei blind, così come l’aggressione da bottone, sono armi fondamentali contro il nostro avversario.

Nella fase preflop di un heads-up non è sempre così semplice intuire i range in gioco, dal momento che il ventaglio si amplierà a dismisura sia in posizione che fuori posizione.

Ecco perché è fondamentale saper giocare il board: il gioco nel testa a testa si sviluppa prevalentemente postlfop, specie quando gli stack sono profondi, e avere una buona starting hand non significa necessariamente dover forzare la mano.

Generalmente in posizione va giocato non meno dell’80% del range totale, che poi lo si faccia con un limp o con un rilancio dipende dalla strategia utilizzata e dagli stack effettivi in gioco.

Stesso discorso per quanto concerne la difesa dal grande buio: almeno il 70% delle mani vanno difese, adottando degli accorgimenti in funzione delle caratteristiche dell’opponent.

Non ingrossare i piatti in posizione

Giocare in posizione rappresenta un vantaggio enorme per svariate ragioni.

Abbiamo la possibilità di vincere la mano in diversi modi, pur senza avere il punto migliore se la texture avvantaggia il nostro range e l’action è coerente.

Molti giocatori quando centrano un punto molto forte tra flop e turn, tendono a non puntare a sufficienza nella speranza che l’avversario prenda l’iniziativa in qualche modo.

In posizione invece l’aggressività è fondamentale per avere risultati nel lungo periodo. Il motivo è molto semplice: statisticamente il nostro avversario prenderà un pezzo del board una volta su quattro e in tutti gli altri casi si troverà ad avere un qualche progetto o aria totale.

Se ingrossassimo i piatti solamente in bluff/draw potremmo diventare facilmente exploitabili, così come se non aggrediamo a sufficienza non riusciremmo mai ad estrarre i massimi o evitare di dare odds favorevoli all’avversario o addirittura free-card.

C-bettare poco

In virtù di quanto detto sopra, la c-bet negli heads-up è uno dei modi più profittevoli per fare chip.

Se tre volte su quattro l’avversario si troverà ad inseguire, va da se che la fold-equity giocherà a nostro favore anche quando non abbiamo valore di showdown sufficiente a vincere il colpo.

Di base, rilanciare da bottone e c-bettare è quanto di più standard può verificarsi in una dinamica heads-up.

Salvo i casi in cui ci si trovi davanti un “heads-uppista” esperto, sarà in questo modo che riuscirete a mantenere costante pressione sull’avversario e ammonticchiare qualche big blind quando l’action sembra non decollare.

Più gli avversari sono preparati e più arriveranno call a first e second barrel, quindi attenzione ad usarle con intelligenza.

Foldare le pair sulla c-bet

Un altro grosso errore, fatto stavolta da chi difende e non da chi aggredisce, è quello di foldare troppo spesso alle puntate avversarie anche con mani di medio-basso valore.

Se, come detto in precedenza, la combo raise/c-bet è tra le più abusate, a maggior ragione quando troveremo aiuto sul board non dovremmo farci intimidire dalla puntata avversaria.

La maggior parte dei giocatori quando punta in bluff non arriva oltre la second-barrel per ovvie ragioni: le cinque carte comuni sono state girate e non c’è una valida ragione per insistere nell’aggressione (salvo particolari letture) sapendo che l’avversario ha mostrato resistenza fino al river.

Ragione che rende profittevole chiamare anche con mani di medio-basso valore in diverse circostanze, proprio perché è possibile arrivare allo showdown al river con la mano migliore.

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