Sunday, Jun. 7, 2020

Strategia

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il 17 Gen 2020

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Giocarsi tutto con gli Assi all’inizio di un torneo contro il più forte giocatore del mondo

Giocarsi tutto con gli Assi all’inizio di un torneo contro il più forte giocatore del mondo

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E’ sempre lecito giocarsi tutto al primo livello di un torneo con la migliore starting hand del gioco?

La domanda non è di facile soluzione, specialmente in un gioco in cui le parole ‘sempre’ e ‘mai’ sono bandite perchè ogni considerazione deve essere valutata in relazione alla situazione specifica in cui si materializza.

Come se non bastasse, un eventuale raddoppio trovato grazie agli Assi all’inizio di un torneo non sposta più di tanto le aspettative di vincita, essendo non solo il Tavolo Finale ma anche la zona premi del torneo ancora lontanissima.

Spillando una coppia di Assi quando gli stack sono profondissimi, il rischio di giocarla in modo da vincere poco o perdere tanto è più che tangibile.

Lo esemplifica lo spot che poche ore fa ha sancito la prima eliminazione del 50.000A$ Challenge dell’Aussie Millions, di cui è in corso il Day1 a Melbourne.

 

I protagonisti

Sono entrambi giocatori di spiccato valore, come del resto si addice a un torneo da 50 mila dollari australiani di buy-in.

Con gli Assi in mano troviamo il canadese Mike Watson che in tornei live vanta uno score di quasi dodici milioni di dollari vinti.

Il suo avversario nello spot è Alex Foxen, fresco della vittoria del titolo di giocatore dell’anno nella classifica Global Poker Index in cui ha bissato il successo del 2018.

Insomma, i due giocatori sono di chiaro livello e ovviamente al momento di analizzare le dinamiche che si sono create sarà un fattore di cui tenere bene in conto.

 

La mano

E veniamo al racconto della mano. Come detto, il torneo è al primo livello di gioco, blinds 100-200 ante 200.

Sulla apertura di Foxen da early con 67, Watson spilla gli Assi da bottone e tribetta a 1.800, Foxen gioca.

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Flop 966, Foxen check-raisa a 7.000 la cbet di Watson dimensionata a 2.500, il canadese chiama.

Turn 3 Foxen checka, Watson punta 5.000, call.

River Q dopo il check di Foxen Watson va all-in per 25.000, Foxen chiama e fa player out!

Ecco la grafica che riassume la action completa della mano:

mano watson foxen

clicca per ingrandire

 

Shove in bluff o per valore?

La linea di Watson potrebbe far credere che il canadese avesse in testa già all’inizio della mano di spingere i suoi Assi al massimo.

Non a caso la size della continuation bet al flop è abbastanza alta per un board pairato. Sul rilancio di Foxen, Watson avrebbe dovuto farsi due domande: cosa può rilanciare lì un giocatore skillato come lo statunitense?

Al turn, poi, Watson punta meno di un terzo del piatto in modo da lasciarsi una pot sized bet precisa per il river. Al vincitore del POY GPI 2019 questo fatto non sarà sicuramente sfuggito, per questo è assai difficile che Foxen, dopo aver chiamato al turn, su questa linea decida di foldare river.

Anche perchè un push come quello di solito è molto polarizzante su nuts o aria e l’unico punto nuts che potrebbe avere Watson è una coppia di donne (forse overplayata tra flop e turn).

Il call di Foxen è facile e scontato ma Watson non si perde d’animo: dopo l’eliminazione il canadese effettua un re-entry e trova un rapido raddoppio che lo fa veleggiare adesso nelle zone nobili del count del torneo in cui è stato il primo eliminato.

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