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il 16 Giu 2012

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WSOP 2012 – Visdiabuli e Zumbini: perché si sono accorciate le size?

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WSOP 2012 – Visdiabuli e Zumbini: perché si sono accorciate le size?

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Rispetto a due anni fa, il modo di giocare i tornei è cambiato. Una delle evoluzioni più importanti riguarda probabilmente la dimensione delle puntate. Mentre durante le WSOP 2010 gli open-raise oscillavano intorno a 2,5 volte il buio, quest’anno è il mini-raise che va per la maggiore, e tale pratica, che prima veniva usata esclusivamente nei late-stage dei tornei, oggi viene adoperata dalla maggior parte dei torneisti anche nei primi livelli di giornata. Di conseguenza, anche le dimensioni delle 3bet hanno subito variazioni, diventando più piccole. Perché questa evoluzione? Ce lo spiegano Massimiliano “Visdiabuli” Martinez  del Team Pro PokerStars e Flavio “confiteor” Ferrari Zumbini del Team Pro Glaming.

Zumbini: Si sono accorciate le size per due motivi.

Primo: i giocatori tendono a puntare più spesso in bianco, quindi conviene contenere l’investimento. In realtà anche i raise si sono accorciati: tanti giocatori teorizzano che sia profittevole diminuire la dimensione delle puntate con l’ingresso e il progressivo aumentare delle ante. Questo è un paradosso: si dovrebbe alzare la size per non offrire odds favorevoli al call, eppure i giocatori tendono a farle più light. Scegliere bene la size significa anche guardare gli stack effettivi in gioco: si deve cercare di non dare un trampolino di lancio perfetto che dia la fold-equity necessaria a subire un repush, se non vogliamo essere chiamati.

Secondo: ci sono spot in cui la size è ininfluente, perché l’avversario non ha una mano per chiamare in nessun caso, e quindi non fanno testo le proprie carte mentre puntare il minimo offre comunque la massima fold equity. Al crescere del numero della bet (3bet, 4bet, 5bet), cresce anche la size, ma se considerate in valore assoluto, le chip sono tantissime: una bet del 35% del piatto al river può essere in valore assoluto più grande di una bet di 2/3 del piatto al flop.

Visdiabuli: Penso che le size si siano accorciate principalmente in base a ciò che è successo nel poker online: i giocatori più forti hanno capito che posso sfruttare al meglio la propria edge sugli avversari riducendo le size. Avendo più margine di manovra postflop, tenendo il piatto piccolo, le size che seguiranno avranno tutte un importo inferiore. Di conseguenza, i bui da sfruttare a disposizione del giocatore saranno maggiori, e questi daranno un’edge maggiore al giocatore capace. Anche i miniraise si basano su questo concetto: si ha più margine di manovra sia nel preflop, che nel postflop, e questo può indurre avversari inesperti a commettere più errori, i quali dovranno di conseguenza 3bettare più light. Chi ha edge maggiore cerca di investire il meno possibile nel piatto, perché tanto, quando ci sarà da massimizzare, lo potrà fare anche nel postflop.

 

A questo proposito, è interessante notare come stiano prendendo piede le overbet. Prima erano poco diffuse, l’azione strong era solitamente denotata da un pot-pot-pot. Adesso, invece, capita di c-bettare mezzo piatto per poi overshovare due volte pot al river. Un giocatore forte, capace di leggere le menti avversarie, estrarrà più valore in questa maniera, ma riuscirà, allo stesso tempo, anche ad avere un maggiore margine di bluff.

 

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