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il 1 Set 2019

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Pasquale Braco dopo l’exploit all’EPT Barcellona: Ho dimostrato di potermela giocare con chiunque

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Pasquale Braco dopo l’exploit all’EPT Barcellona: Ho dimostrato di potermela giocare con chiunque

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Un tavolo finale sfiorato all’EPT National e uno centrato al Main EPT.

Se glielo avessero proposto a inizio trasferta Pasquale Braco ci avrebbe indubbiamente messo la firma, ma dopo un undicesimo e un ottavo posto è fin troppo facile vedere il bicchiere mezzo vuoto.

Eppure i risultati parlano da soli: si tratta della vincita più grossa in carriera per il player campano, che ha raggiunto i premi in ogni torneo al quale a preso parte in questa spedizione catalana.

Il racconto di Pasquale Braco

Pasquale, siamo degli inguaribili ottimisti e vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno: questa trasferta é stata un successo. Poteva essere un tripudio ma a conti fatti si tratta del miglior risultato in carriera. Che ricordo porti da questa esperienza?

Sì, parlando in generale della trasferta non posso che essere soddisfatto. Tre ITM su altrettanti tornei non sono roba da tutti i giorni, poi con field così corposi da 4.700/4.800 giocatori come al National uscire con A-K vs A-J mettendole al 70% non mi ha fatto certo piacere…Comunque non ho perso tempo e mi sono schierato al National High Roller, dove ho fatto ITM anche lì uscendo subito dopo il Day2. 

Subito dopo è arrivato il Main EPT. Non è facile approcciare un torneo simile dopo che hai subito una brutta botta in una fase cruciale come accaduto al Main del National, ma sono riuscito a mettermi tutto alle spalle provando a fare il mio gioco, giorno dopo giorno. 

Undicesimo al National e ottavo all’Ept: qual é stata la chiave per arrivare in fondo a entrambi?

Non c’è nessun segreto, è da tempo che faccio tornei di questo calibro anche se non sono mai riuscito a fare il botto. Non è capitato nemmeno ora nonostante vada orgoglioso di questi risultati, ma come ben sapete devono coincidere tanti fattori per far bene in un torneo e io, pensandoci a mente fredda, vanto un bel credito con la fortuna, ora come non mai.

Parliamo di differenze: quante e quali hai riscontrato tra i due field?

A fare la differenza era più che altro la struttura dei due tornei. I giocatori erano più o meno gli stessi, c’erano soltanto più Day1 al National ma il field non era troppo diverso.  

Non avere rimpianti è quasi impossibile. Uno stimolo a migliorare o un’occasione sfumata?

Si tratta più che altro di un trampolino di lancio per fare bene in futuro. Ci guadagno in consapevolezza, so che me a posso giocare con tutti e ogni anno che passa miglioro tecnicamente. Poi sappiamo sempre che si tratta di un gioco di carte e il fattore varianza non è mai da sottovalutare, soprattutto nei tornei in cui questa è molto più alta rispetto al cash game, dove ogni mano è una partita a sé stante.

Cosa cambia a livello mentale dopo questo piccolo exploit?

Come detto prima, ero già consapevole di potermela giocare con tutti e questa trasferta mi ha permesso di dimostrarlo coi fatti. Perché non ho fatto risultati simili in passato? Nel poker puoi essere anche il giocatore più forte al mondo e non arrivare mai per 50, 100, 1.000 tornei, questo è quanto. Se poi ci aggiungiamo il fatto che in un anno solare di tornei ne giocherò dieci, massimo venti… Magari mi concederò qualche partita più alta a cash ma in quanto a tornei resto coi piedi per terra. 🤣

Mi viene ancora il magone a pensare di esser stato a un passo dal poter dare una svolta alla mia carriera in due tornei abbordabili, avendo sempre la consapevolezza di potercela fare. Ma se mi avessero detto prima di partire che sarei tornato con più  200K di cash…La risposta la lascio a voi!

Ringrazio infine tutte le persone che mi hanno seguito in questi giorni, che sono state tantissime specialmente sui social, senza contare gli amici pokeristi che erano lì con me!

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