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il 3 Ott 2015

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Antonio Smeraglia bannato da PokerStars: “Le regole sono regole e, per quanto ingiuste e ghettizzanti, vanno accettate”

Antonio Smeraglia bannato da PokerStars: “Le regole sono regole e, per quanto ingiuste e ghettizzanti, vanno accettate”

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“Ultimamente tra il Sunday Million e la gente che mi chiedeva che fine avevo fatto non ce l’ho più fatta… ho pubblicato il post e gg.”

Oggi su Facebook Antonio Smeraglia ha pubblicato un lungo post di addio al suo amato account di PokerStars, ‘Aitnoon’, bannato dal supporto della room per aver giocato dall’estero con l’aggravante di un collegamento ad alcuni account già bannati da PokerStars.

Il fatto è successo molto tempo fa, ma solo ora Smeraglia è uscito allo scoperto raccontando tutto, spiegando di come “le regole per quanto ingiuste e ghettizzanti vadano accettate” e che a nulla è servito combattere contro il servizio clienti per difendere l’account che, è evidente, amava in maniera particolare.

Il fatto, nudo e crudo: Pokerstars mi ha bannato. Aitnoon RIP.È successo un pó di tempo fa, qualcuno lo sapeva,…

Posted by Antonio Smeraglia on Sabato 3 ottobre 2015

Abbiamo scambiato due parole con Antonio, per farci raccontare di cosa sia successo e di come abbia affrontato la situazione:

“Il ban è scattato molto tempo fa, ad inizio anno. Sino ad oggi non avevo mai avuto il ‘coraggio’ di renderlo pubblico, un po’ perché diciamo che ho sempre sperato che tornassero sui loro passi, ma ormai sono passati mesi ed ho deciso di spiegare tutto, per tutta la gente che mi chiede che fine abbia fatto e quei ‘piccoli ma grandi tifosi’ che mi seguivano anche online.”

Secondo Antonio PokerStars ha invertito l’importanza delle accuse volte verso di lui: il fatto che abbiano trovato connessioni con altri giocatori di Napoli bannati dalla room è stato molto più critico del fatto di aver giocato dalla Spagna:

“È capitato ad altre persone che conosco di essere stati beccati a giocare dalla Spagna, ma sono state solo avvisate e non bannate. Per me la causa principale sono i contatti con altri account sgraditi. In pratica quello che è successo è che anni fa andai a giocare a casa di amici random di Napoli. Alcuni non li ho sentiti neanche più, e a quanto pare si sono fatti bannare e Stars ha usato la cosa come aggravante.

Chiaramente Antonio non si è arreso, e convinto di essere dalla parte della ragione ha cercato di salvare il suo ‘Aitnoon’ in tutti i modi possibili:

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“Praticamente il supporto mi ha detto che che queste persone non erano gradite su Stars, e secondo loro io avrei potuto farli giocare dal mio account. Visto che non erano gradite non volevano correre il pericolo di trovarle ai tavoli ‘tramite me’… ovviamente ho provato a spiegargli che MAI avrei fatto giocare gente a caso dal mio account, intendo rischiare il mio account per gente che giocava solo il Mininos. Ho mandato mille mail cercando di far capire che gioco 1K di tornei a sera e sarebbe stato assurdo rischiare il mio account per far giocare gente che gioca 15€. “

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Un estratto della mail ricevuta da Smeraglia. Sotto la censura c’è il nickname dell’amico di Antonio.

Come Antonio scrive nel post, il servizio di sicurezza di PokerStars è uno dei punti di forza della room, e lui stesso l’ha elogiato e beneficiato di esso più volte (ricordiamo essere stato il primo ad ottenere un rimborso per un caso di multiaccounting), ma bisogna saper accettare anche il rovescio della medaglia.

Smeraglia sul suo post ha dimostrato di saperlo bene, pur non condividendo la posizione di Stars né la reazione:

“Secondo me è abbastanza ingiusto, perchè non si tratta di account sharing, multiaccount, collusion o simili, giocare dall’estero non danneggia nessuno! Loro hanno l’IP di quando giocai a casa dei miei amici ed è stato inutile discutere. Giocare dalle Canarie però è stata una scelta di vita, e lo rifarei (andare all’estero e provare a ‘lavorare’ da qui lo stesso). Il fatto di non poter più giocare (nemmeno sul .es) è ovviamente la cosa più importante, anche se stavo giocando sempre meno e i miei soldi ormai li ho fatti, però scomparire del tutto, non avere possibilità di fare nulla… è stato brutto.”

Ora il futuro pokeristico di Smeraglia è un po’ in stand by, il ‘focus’ si è trasferito soprattutto sui suoi ristoranti, ma forse sentiremo ancora parlare di lui:

“Giocare mi manca ma non troppo, mi concentro sui ristoranti di cui sono socio qui alle Canarie e magari ogni tanto andrò a fare qualche live. Giocare online senza Stars però è impossibile, spero sempre ci ripensino. C’è il punto-es, il mercato spagnolo, ma ha poco traffico, pochi tornei e comunque essendo bannato dal punto-it non potrei giocare nemmeno là.”

 

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