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il 5 Feb 2019

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Che fine ha fatto Valter Farina, il primo campione WSOP italiano?

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Che fine ha fatto Valter Farina, il primo campione WSOP italiano?

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Nell’albo d’oro italiano alle World Series Of Poker di Las Vegas, un posto d’onore è tutto per lui.

A rompere il ghiaccio dell’Italia con le WSOP, nel lontano 1995, fu infatti Valter Farina, poi ribattezzato “Il pioniere” dal giornalista della Gazzetta dello Sport Enzo Bianchi.

Il genovese cinse al polso il braccialetto del 1.500$ Seven Card Stud il 25 aprile 1995 per una prima moneta di 144.600$.  Così qualche anno dopo, quando l’Italia conobbe il Poker, il suo nome era circondato da un’aura di leggenda.

Gli appassionati, in numero sempre maggiore, dovettero aspettare undici anni prima di vedere un altro azzurro laurearsi campione del Mondo (Max Pescatori nel 2006).

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata: nel database di risultati live Hendon Mob, l’ultimo premio vinto da Farina a un torneo di poker risale a dieci anni fa: l’1 giugno 2009 arrivò un 46° posto da 4.282$ al 1.500$ PLO WSOP.

Che fine ha fatto dunque ‘Il Pioniere’? Dove vive oggi e cosa lo ha impegnato in questi anni? Per rispondere a queste domande siamo riusciti a raggiungerlo al telefono.

 

Cosa fa Valter Farina oggi?

“Buongiorno…” Qui in Italia sono le 17.30 ed è già buio, Valter invece si è svegliato da poco.

Il suo fuso orario continua a essere ore indietro al nostro: dopo aver risieduto a lungo a Las Vegas, da quindici anni Farina si è trasferito ai Caraibi.

Location diversa, ma il suo rapporto con le carte non è cambiato. Ancora oggi Valter fa il giocatore di poker di professione.

“Gioco cash game qui nei Caraibi, dalle 4 alle 6 ore al giorno, 7 giorni su 7. Sono stabile a Saint Maarten ma a volte vado in Guadalupa. A volte vado anche a Panama e ad Aruba a giocare, ma ultimamente mi sposto sempre meno perchè gli anni iniziano a farsi sentire e non sono più performante come prima. In Italia sono tornato l’anno scorso con la mia compagna, per un mese abbiamo fatto la classica vacanza da turisti, Firenze, Venezia, Roma…”

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Le location delle partite cash di Valter ai Caraibi, nel puntino rosso Saint Maarten (elaborazione mappa Google Maps)

 

Le partite cash nei Caraibi

Valter ci racconta i dettagli delle partite cash che gioca ogni giorno:

“Nei periodi in cui sono tanti turisti – Natale, Ferragosto e anche Pasqua – sono anche abbastanza grosse. Giochiamo PLO 10/25$ con straddle 50$ a Mississippi game, ovvero con la possibilità di fare lo straddle da ogni posizione. Altrimenti c’è la partita 25/50$ straddle 100$ a Texas Holdem, ma io gestisco meglio l’Omaha. A Texas Holdem mi salvo grazie all’esperienza…”

A tutti gli effetti Valter, il decano dei pokeristi italiani, ha esperienza per affrontare a viso aperto chiunque, senza stare a pensare alla table selection:

“Nei periodi turistici di professionisti veri e propri non ce ne sono tanti, tra questi però ci sono anche alcuni amici che arrivano apposta per giocare. Io mi siedo senza problemi ovunque ci sia azione”.

 

Valter e il poker italiano

Tra gli amici professionisti che arrivano al tavolo perlopiù nei periodi turistici, Valter cita due nostre vecchie conoscenze: Alessio Isaia e Gaspare Triolo.

“Con Alessio e Gaspare ci siamo conosciuti qui ai Caraibi ai tavoli cash, anche oggi ci incrociamo spesso, siamo molto amici”.

A livello di giocatori italiani c’è poi la sua vecchia amicizia con Max Pescatori. Farina comunque si dimostra aggiornato sullo stato del poker azzurro.

“So che le cose sono messe piuttosto male lì, possibile che non riusciate a trovare una sponda politica?” 

Della scena live italiana il primo braccialettato azzurro conosce soprattutto le punte di diamante:

“So che Sammartino e Kanit hanno avuto una vera e propria escalation, Kanit l’ho anche conosciuto ai Caraibi mentre era in vacanza, ma non ha giocato. A livello di tornei sono molto bravi”.

Ma i tornei, per un giocatore come Valter, che da 45 anni siede al tavolo per sbarcare il lunario, sono più o meno il male.

 

 

Questo anno il ritorno alle World Series?

“Sono sempre convinto che serva tanta fortuna per vincere un torneo. Io iniziai coi tornei nel 93 a Vegas… – spiega Valter – Nel mondo ci sono una decina di giocatori che sono al di sopra di tutti, ma anche loro facendo 50 tornei l’anno a volte stanno due tre anni senza vincere. Questo perchè nei tornei serve una fortuna particolare. Ed è per questo che preferisco il cash game”.

Farina ribadisce il ruolo giocato dalla fortuna anche nel suo storico braccialetto:

“Il Seven Card Stud era la variante che preferivo all’epoca, ho giocato benissimo ma sono stato molto molto fortunato perchè per vincere un torneo di quel genere serve tanta tanta fortuna”

Ed è un po’ anche per questo che Valter manca alle World Series da otto anni. Ma forse proprio la 50° edizione che parte a maggio potrebbe segnare il suo ritorno:

“Sto pensando che dopo tanto tempo potrei davvero tornare a Las Vegas, il focus sarebbe sempre sul cash game ma magari potrei partecipare agli eventi dedicati ai senior o ai supersenior visto che ormai ho 65 anni”

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