Wednesday, Feb. 19, 2020

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il 20 Gen 2020

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Le montagne russe di Nicola Angelini: quest’anno, vi assicuro, ne vedrete delle belle!

Le montagne russe di Nicola Angelini: quest’anno, vi assicuro, ne vedrete delle belle!

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Chi bazzica nei circuiti live italiani lo avrà sicuramente notato.

Non tanto per la chioma ossigenata in stile Ken di Street Fighter, quanto per i risultati ottenuti al tavolo verde: da due anni a questa parte infatti, in grinder romagnolo ha cominciato a dettare legge anche dal vivo e i 220mila dollari di incassi lordi – fonte the hendonmob – sono lì a dimostrarlo.

Dopo il tavolo finale centrato all’IPO di Campione nel maggio 2018 – primo risultato ufficiale nei tornei dal vivo – conclusosi con un agrodolce settimo posto, Nicola s’è messo a far sul serio…

Un anno da incorniciare

Nel 2019 Nicola è riuscito a centrare la sua prima vittoria in un MTT live di No Limit Hold’em al German Poker Days Main Event, mettendo in riga un field da 2.124 iscritti per 78K di prima moneta.

Un successo arrivato nemmeno un mese dopo lo splendido runner-up all’Italian Poker Sport di Nova Gorica per la bellezza di oltre 90mila dollari, a cui ne è seguito un altro a metà novembre.

A cambiare è solo il nome del torneo – VPC Main Event – ma sia la location che il risultato sono gli stessi.

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E c’è mancato poco che non la combinasse anche a Praga, dove ha sfiorato il final table al side da 2.200€ chiudendo soltanto in 12 posizione.

Per lui si trattava della prima apparizione all’European Poker Tour e il bilancio totale, nonostante l’amarezza per la deep run sfumata è sicuramente positivo.

Questione di testa

Nonostante i risultati più che incoraggianti, Nicola non si ritiene pienamente soddisfatto della sua annata:

Quest’anno sarebbe potuto andare decisamente meglio se non avessi fatto le cazzzate che combinato ad aprile. Ho alzato sproporzionatamente l’abi passando da 300/500 a giocare tornei ad abi 1.000/2.000, senza contare le partite cash game high stakes.

Ho fatto un bel bagno per due mesi, ma quanto è fatto è fatto e non si può tornare indietro. Mi servirà da leziono diciamo, quindi ci rimbocchiamo le maniche e proviamo a tornare più forti di prima.

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Passare dal field italiano a quello europeo non  un gioco da ragazzi, ma per quanto constatato sul campo Nicola non ha alcun timore reverenziale:

Forse perché ne ho giocati ancora pochi, ma non ho visto questa differenza così abissale in termini di field. Sicuramente è molto più duro, nessuno ti regala niente e soprattutto nessuno va lì per perdere. Anzi, se possono sono tutti pronti a buttarti fuori alla prima occasione possibile ma sinceramente non ho paura di nessuno e penso di potermela giocare ad armi pari. 

Non dico di essere al di sopra degli altri perché c’è sempre qualcuno più preparato tecnicamente…Ad esser sincero è stato questo il mio leak principale, dato che nel poker, come nella vita, ho sempre fatto tutto da solo. Chiamiatelo intuito, talento, estro, sta di fatto che sono sempre riuscito a cavarmela. 

Ora però è arrivato il momento di approcciare il poker in modo differente e mettermi a studiare: per poter battere il field europeo è indispensabile e ne sono pienamente cosciente. I solver? Mai usati in vita mia!

Viva Las Vegas

Uno come lui, che ambisce ad arrivare in cima, prima o poi dovrà farcelo un salto a Sin City. Che sia questo l’anno buono?

Al momento non è un obiettivo, principalmente perché ho paura dell’aereo! L’ho già preso ovviamente ma per viaggi brevi, due ore al massimo. So che questo è un grande limite che prima o poi dovrò superare, me lo sono promesso.

Sarebbe stupido precludersi un’opportunità di questo tipo per un motivo banale.”

Tra i progetti futuri c’è anche quello di trasferirsi all’estero per giocare online e misurarsi con il field internazionale:

“Se dovessi lasciare l’Italia andrei probabilmente a Vienna, ma non subito. Tra un anno, forse due, ci potrebbe stare, anche per una questione di tasse nel caso riuscissi a sconfiggere la mia paura di volare.

Le mie intenzioni per il futuro? Vincere più tornei possibili, alzare qualche trofeo e soprattutto vincere tanti soldi. In questo gioco sono i soldi a fare la differenza, anche se a me piace tutto: soldi, visibilità, riconoscimento. Sai, sono fatto un po’ così, sono uno egocentrico…Non so se si dice, sono un po’ ignorante da questo punto di vista, lo ammetto…Ma ci siamo capiti e ce la metterò tutta!

Se vi siete persi il racconto del final table IPO da incubo di Nicola Angelini DATE UNO SGUARDO QUI

Photo Credits Stefano Atzei

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