Wednesday, Jul. 8, 2020

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il 30 Giu 2013

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Marco Fantini e l’ubriacone al 2/5 del Rio

Marco Fantini e l’ubriacone al 2/5 del Rio

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Qualche giorno fa Giulio Astarita ci ha raccontato la sua disavventura al tavolo del 10-game WSOP con Scotty Nguyen in piena bomba alcolica.

Un episodio simile, per quanto con esiti completamente diversi da quelli di Giulio, è capitato al pro Sisal Marco Fantini, tornato in Italia l’altroieri dopo 17 giorni a Las Vegas.

Durante la sua permanenza nella città delle luci, Marco non ha giocato eventi WSOP, limitandosi a tavoli cash 2/5.

“Sono partito dall’Italia con l’idea di giocare cash. Se fosse andatata bene avrei shottato qualche evento Wsop e fatto il level-up ai tavoli più altipurtroppo le cose non sono girate nel verso giusto. Solamente gli ultimi giorni sono riuscito a vincere 3-4 stack alzando un paio di millini”.

Bazzicando i tavoli cash, Marco ha assistito a un singolare siparietto messo in scena al Rio da un trentenne ubriaco:

“Ho giocato quasi sempre di pomeriggio lasciandomi la serata per godermi le mille meraviglie di Vegas, quindi non ho trovato molti giocatori che facevano cinema ai tavoli – dice Fantini – una mattina, però, al Rio è arrivato un trentenne, si vedeva palesemente che aveva passato la notte in bianco e che era ancora ubriaco”. 

Marco racconta che lo stile di gioco dell’uomo risentiva delle condizioni in cui versava:

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“Se entrava in una mano raisava x10, puntava fortissimo postflop e dava sempre dieci dollari di mancia alla dealer. Purtroppo il suo spettacolo è durato non più di due orbite: tanto gli è bastato per lasciare al tavolo più di mille dollari prima di alzarsi e andarsene barcollando e lanciando improperi che non sono riuscito a capire”.

Per Marco, ubriachi a parte, il livello dei giocatori cash che si trovano a Las Vegas è ben più che battibile:

“In linea generale, il livello è abbastanza basso, il 2/5 live può corrispondere al nl50 online – dice il pro Sisal, prima di offrirci una panoramica delle diverse tipologie di giocatori che si trovano ai tavoli di Vegas.

“La passività è una caratteristica che accomuna tutti gli americani, sia giovani che più grandicelli. Preflop limpano coppiette e bottom range da early position, e sono calling station; postflop giocano abc, quando raisano sono sempre close to nuts. I giocatori americani più anziani, invece, sono dei nitty incredibili: se rilanciano e hai in mano second nuts, sai di non essere buono. I giocatori più bravi, comunque, sono gli europei“.

 

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