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Tuesday, Apr. 7, 2020

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il 10 Nov 2013

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Musica per domenicali: tre dischi acustici

Musica per domenicali: tre dischi acustici

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Secondo diversi studi, ascoltare musica può ampliare le capacità intellettive.

Non per questo, ma per trovare il mood giusto a dare il meglio ai tavoli, molti grinder affrontano la sessione con le cuffie sulle orecchie.

Come ho già detto, dal canto mio non sempre trovo comodo preparare una playlist, o affidare la scelta delle canzoni a servizi pur ottimi come Stereomood.

Così, un po’ per fatica un po’ per capriccio, se metto musica in sottofondo mentre gioco, di solito è quella di dischi che scelgo in base all’umore.

Di domenica le orde di ‘amatori’ richiamati dai ricchi montepremi mi fanno puntualmente perdere le staffe con le loro giocate discutibili, e dunque preferisco ascoltare musica che mi tenga tranquillo.

Dopo tre dischi elettronici, questa domenica presento tre dischi ‘acustici’ che su di me hanno comprovati effetti di rilassatezza e concentrazione. Ovviamente questa è una percezione soggettiva: se su di voi non dovessero avere lo stesso esito, spero comunque di avervi fatto conoscere o riscoprire musica di vostro gradimento.

1) Micah Hinson and the Red Empire Orchestra

Nato nella culla del blues, ovvero Memphis, e scappato di casa dopo il trasferimento in Texas per inseguire il sogno d’amore con una modella di Vogue, Micah P. Hinson si è buttato anima e corpo nella musica dopo essere stato scaricato. Le sue canzoni sono perlopiù storie di amori, perdite e sofferenze, ma stranamente sembrano intrise di una quiete che mette in pace col Mondo (e anche con gli avversari ai tavoli).

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2) Bobo Rondelli – Per amor del cielo

Dopo aver raggiunto la notorietà di nicchia come cantante degli Ottavo Padiglione negli anni ’90, il livornese Roberto ‘Bobo’ Rondelli si è lanciato in una carriera solista che gli è valsa il plauso di pubblico e critica, e un documentario, L’uomo che aveva picchiato la testa, dedicatogli dal concittadino Paolo Virzì. Questo disco del 2009 è senza dubbio l’apice del suo percorso in solitaria, con l’unico neo, forse, di non rendere a pieno la natura istrionica del bravo Bobo, che negli spettacoli dal vivo mescola lirismo e becera ironia livornese come il più navigato degli showman.

 

3) Devendra Banhart – Nino Rojo

Questo fricchettone cresciuto in Venezuela e sbocciato a San Francisco è uno dei massimi esponenti del cosiddetto genere indie-folk (o psych-folk per le tinte psichedeliche delle canzoni). Fidanzato con l’attrice Natalie  Portman dal 2004 al 2008, Devendra ha sorpreso tutti quando si è dichiarato un estimatore della tradizione folkloristica italiana, con una sorta di venerazione per il cantante Matteo Salvatore, dalle nostre parti sconosciuto ai più.

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