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il 9 Dic 2013

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‘La varianza negativa? Non esiste!’ La bestia nera di ogni pokerista spiegata dal professor Luigi Accardi

‘La varianza negativa? Non esiste!’ La bestia nera di ogni pokerista spiegata dal professor Luigi Accardi

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Quanto ci spaventa. Otto innocue lettere che possono mandarci in panico. Non ci siete ancora arrivati? Sto parlando della varianza, parolina magica che in alcuni frangenti può diventare un vero e proprio incubo per i pokeristi, che a volte sembrano fare a gara a chi sia il più colpito da questa ‘malevola signora’.

Ma siamo sicuri che chi la offende e la maltratta sappia esattamente cosa sia?

Frasi come ‘sono in un periodo di varianza negativa’, oppure ‘questa varianza mi sta uccidendo’, sono piuttosto fini a sé stesse per chi comprende bene la sua natura.

Lo spiega chiaramente il Prof. Luigi Accardi, docente di ‘Probabilità e Statistica’ all’Università di ‘Tor Vergata’ di Roma, che, da ‘profano’ di poker, aggiunge di non capire le ragioni per cui i giocatori debbano essere spaventati dalla varianza.

‘Per definirla in modo semplice, la varianza non è altro che la ‘dispersione’ delle osservazioni, ovvero la probabilità con cui i valori che si realizzano vanno a discostarsi dal valore attesoesordisce il professor Accardi per introdurre l’argomento.

Poi continua: ‘Nei giochi ad alta varianza, in cui possiamo inserire il poker, è vero che abbiamo un rischio maggiore, ma a questo è correlata la possibilità di avere un grande ritorno economico. Poi è chiaro che, non essendo il texas hold’em un gioco d’azzardo, entrano in gioco anche altri fattori, quali le strategie e l’abilità di ognuno, che possono ridurre le fluttuazioni legate all’alea‘.

IPC: Spesso, professor Accardi, i giocatori parlano di ‘varianza negativa’: è corretto definirla così?

LA: E’ errato legare la negatività al concetto stesso di varianza perché quest’ultima è sempre positiva. E’ stato provato empiricamente con uno specifico teorema, che non sto a spiegare nel dettaglio perché dovrei dilungarmi troppo. In termini matematici comunque la varianza è sempre indicata con un numero superiore allo zero. I pokeristi farebbero dunque meglio a parlare di fluttuazione positiva e/o negativa del gioco, al fine di definire in modo corretto i periodi favorevoli e quelli sfavorevoli, ma non certo utilizzare l’aggettivo ‘negativo’ a fianco del termine varianza.

IPC: Per capire meglio: quante possibilità ci sono che lanciando una moneta cada testa per 50 volte di fila? 

LA: Non so e non credo sia stato fatto un tentativo con il lancio di una moneta ma, negli anni ’60, è stato fatto un esperimento simile con il ‘rosso’ e il ‘nero’ della roulette, che ha fatto segnare un risultato decisamente sorprendente: per 32 volte, come ‘tetto’ massimo, la pallina è finita sui numeri rossi. Nonostante questo, però, ci tengo a precisare una cosa: ogni ‘coin flip’, come ogni lancio della pallina alla roulette, nonostante i calcoli statistici è una storia a sé stante. Il risultato è indipendente, ovvero totalmente slegato dall’esito dei lanci precedenti.

Da oggi, durante i vostri ‘whine’, se volete essere precisi iniziate a dire ‘sono in una fase di fluttuazione negativa del gioco’! 😀

E, soprattutto, sperate che il coin flip decisivo cada dalla parte (per voi) giusta: i calcoli probabilistici, alla fine, non influenzano in alcun modo le sorti del singolo evento.

 

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