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il 12 Dic 2013

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Tassazione paritaria su tutti i giochi: anche il Fatto Quotidiano difende il poker online

Tassazione paritaria su tutti i giochi: anche il Fatto Quotidiano difende il poker online

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Lo avevamo anticipato qualche giorno fa e ieri anche “Il Fatto Quotidiano” ha pubblicato la notizia sul sito web.

Stiamo parlando della proposta shock dei deputati del PD, Luigi Bobba e Michele Anzaldi che hanno presentato un emendamento alla legge di stabilità per allineare la tassazione su tutti i giochi d’azzardo legali. Tra questi, come avvisato, potrebbe rientrare anche il poker online e, se davvero fosse così, le conseguenze per il “punto it” rischierebbero di essere davvero drammatiche.

Dello stesso avviso è l’esperto di giochi, e collaboratore del Fatto Quotidiano, Dario De Toffoli, che ha attaccato in maniera decisa l’idea promossa da Bobba e Anzaldi, facendo maggiore chiarezza sugli effetti che avrebbe l’approvazione del loro emendamento.

Per quanto riguarda gli MTT, scrive De Toffoli, lo Stato incassa oggi il 3% di ogni torneo, mentre il gestore opera una trattenuta di circa il 10% totale. Esempio: in un torneo da 100 euro, 90 vanno nel montepremi, 7 al gestore e 3 allo Stato. In altre parole, lo Stato già prende in media il 30% dell’incasso del gestore.

In base alla citata proposta, la tassazione statale dovrebbe passare dal 3% al 10%. Questo, spiega De Toffoli, metterebbe le poker room davanti a una scelta piuttosto semplice: lasciare la trattenuta totale al 10% e, di fatto, lavorare gratuitamente – ipotesi realizzabile solo su Marte – oppure alzarla fino al limite massimo del 20% (come previsto dalla legge) per guadagnare quella percentuale sufficiente alla sopravvivenza.

Per i giocatori, dunque, l’approvazione dell’emendamento Bobba-Anzaldi significherebbe pagare una rake tra il 17-20% ogni volta che si iscrivono a un torneo. Ipotesi, anche questa,  impensabile. Ogni MTT sarebbe, di fatto, -EV. Troppa la differenza tra spese e possibilità di vittoria: uno scenario del genere farebbe crollare il punto it nel giro di qualche mese.

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De Toffoli non usa mezzi termini e definisce “palesemente incompetenti” i due deputati, prima di chiosare con una assoluta verità:

“Il problema italiano non è per nulla il poker online, l’emergenza gioco d’azzardo riguarda in massima parte le slot machine e la criminalità organizzata che ne gestisce una buona fetta.”

Non possiamo che condividere tutto e sperare che questo emendamento finisca celermente nella spazzatura

 

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