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il 23 Gen 2014

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Vito ‘w1llyss’ Barone: ‘Nei periodi di bad run affidatevi allo studio e alle persone vicine… e distraetevi!’

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Vito ‘w1llyss’ Barone: ‘Nei periodi di bad run affidatevi allo studio e alle persone vicine… e distraetevi!’

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C’è l’abitudine, per i pokeristi e non solo, di fissare a fine anno i propositi per il successivo, come se con il primo gennaio tutto si annullasse e il gioco ripartisse da zero. Nel bene e nel male. Chi ha vinto tanto si prefigge di vincere di più, chi ha vissuto una bad run faticosa da reggere psicologicamente si prefigge di risalire la china, perché sa che ‘non può piovere per sempre’.

Vito ‘w1llyss’ Barone, uno dei grinder più infaticabili di Pokerstars, non è solito fare troppe dichiarazioni sui social network, ma non fa comunque mistero del pesante downswing che lo sta colpendo in questo gennaio. Per far capire alla comunità pokeristica in che modo un professionista riesce ad affrontare a testa alta un periodo lavorativo non propriamente facilissimo, a differenza di quanto possa accadere, invece, ad un giocatore meno esperto, Vito ha accettato di rispondere alle nostre domande.

IPC: Il tuo 2014 non è iniziato nel migliore dei modi: quali sono le maggiori difficoltà che stai incontrando?

Vito Barone: Registrare un mese particolarmente brutto nell’arco di un anno è normale per qualsiasi grinder, che ciò accada a gennaio non è il massimo perché si alzano le probabilità che l’incubo si ripeta all’interno della stessa annata. E’ difficile soprattutto non poter sapere quando il downswing possa finire e anche quantificare il rapporto tra bad run e bad play, ovvero se i motivi siano strettamente legati a un momento nero oppure se siano frutto anche di errori tecnici commessi. In certi momenti i dubbi vengono a tutti, anche ai giocatori maggiormente preparati, quindi è necessario non abbandonare mai lo studio e il confronto coi colleghi o coach.

IPC: Sei uno dei grinder dal mindset più roccioso, mai un whine, mai una lamentela pubblica: come riesci a trattenere gli sfoghi anche nei momenti lavorativamente meno positivi?

V.B.: Il whine non lo trovo costruttivo, anzi, ti fa apparire debole al pubblico, quindi, in generale, lo tengo all’interno della sfera domestica: povera mogliettina, cosa devono sopportare le sue orecchie! (ride)

IPC: Sei uno dei giocatori di spicco in Italia che gioca meno tornei live in assoluto: non credi che partecipare ad un IPT, ad esempio, possa aiutarti a staccare dalle fatiche quotidiane e ricaricare le batterie?

V.B.: Quando il poker era solo un hobby sognavo sempre di giocare live e mi divertiva molto, adesso prediligo staccare con attività totalmente differenti.

IPC: Vito, credi possa essere utile, per chi fa del poker la propria professione, affiancare a un coach anche uno psicologo al fine di migliorare le prestazioni ai tavoli?

V.B.: Ho provato questa via, ma dopo l’entusiasmo iniziale sembra che tutto, alla fine, dipenda sempre e solo da te e dalle persone che ti stanno vicine. Piuttosto che un estraneo, trovo sia importante avere amici o una moglie che comprendano appieno quello che stai facendo.

IPC: Da buon fisioterapista hai la cultura del mantenimento fisico: solo la palestra riesce a distrarti dal grinding oppure c’è qualcos’altro che ti aiuta a resettare la mente?

V.B.: Personalmente, oltre al lavoro che faccio in palestra, trovo molto utile viaggiare, giocare a golf o semplicemente stare col mio cane in mezzo alla natura, che sia mare, montagna o campagna non importa.

IPC: Come vedi ‘w1llyss’ tra cinque anni? Credi che riuscirai a mantenere i volumi di gioco attuali?

V.B.: Sinceramente non mi vedo ancora a lungo a fare certi volumi di gioco, perché non sono più un ragazzino, ho quasi 40 anni e la fatica inizia a farsi sentire. Cercherò comunque di riconfermare lo status di Supernova Elite su Pokerstars per qualche anno.

 

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