Wednesday, Nov. 13, 2019

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il 6 Apr 2014

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Vendere quote nei tornei live: maggiorate o alla pari? Ce lo spiega Giuliano Bendinelli

Vendere quote nei tornei live: maggiorate o alla pari? Ce lo spiega Giuliano Bendinelli

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Vendere una quota dell’iscrizione a un torneo live è prassi abbastanza comune a tutti i livelli di gioco.

C’è chi lo fa per recuperare almeno in parte le spese di viaggio e alloggio, chi in “scambio” con altri player per abbattere la varianza, chi ovviamente per poter partecipare a qualche torneo fuori bankroll e chi semplicemente vuole avere un tifo ancora più acceso dai propri amici.

Per i “top reg” parlare di vendita quote vuole spesso dire una quotazione maggiorata rispetto a quel “1:1” detto “alla pari”, aggiungendo a quella quota una certa percentuale decimale che dovrebbe intendere una maggiore possibilità di recuperare denaro in quel torneo (ovvero un maggiore ROI).

Ma vendere quote è EV+ per un top reg? E in che modo dovrebbe maggiorare la propria quota da vendere nel caso?

Ce lo spiega il Pro di Poker Club Giuliano Bendinelli, che proprio per due eventi importanti e dal buyin a cinque cifre (high roller all’EPT di Sanremo e il main EPT Montecarlo) ha venduto quote alla pari sul suo profilo Facebook. Quote praticamente andate a ruba nel giro di pochi secondi come racconta lui stesso.

“Partiamo dal presupposto che in teoria per un top reg che si considera più bravo rispetto al field del torneo in questione, il fatto di vendere quote è sempre e comunque EV meno. A parte appunto fare maggiorazioni incredibili sulla quota. Diciamo che personalmente per tutti gli eventi sotto i 10 mila euro (che sono poi il 99% di quelli che faccio), mi sento perfettamente rollato e infatti non vendo mai quote (se penso di avere un ROI positivo non ha senso che venda una parte del guadagno ma lo tengo tutto per me).

Per questi due eventi da 10k€ invece ho deciso di vendere circa un 30% in quote, vendute alla pari questa volta e per diversi motivi. Premesso che a conti fatti per avere un EV Zero in questi due eventi avrei dovuto fare una maggiorazione rispettivamente di 1.2 (per il main EPT a Montecarlo) e di 1.3 o 1.4 (per l’high roller EPT di Sanremo). Quindi diciamo che in pratica ho fatto uno specie di “regalo” ai miei quotisti per più o meno 1.500€.

Ma come dicevo ho voluto metterle alla pari perchè da una parte mi faceva piacere snellire questa mia immagine di quello un po’ troppo pieno di sè (spero sia anche un modo per rendermi più simpatico) e dall’altra non avendo mai venduto una quota ero anche curioso di vedere in quanti mi avrebbero dato fiducia. Da questo punto di vista devo dire di essere molto contento per la risposta che ho avuto, visto che ho ricevuto qualcosa come 70 richieste in meno di dieci minuti (le quote infatti sono andate ai primi cinque che mi hanno mandato un messaggio in pratica dopo trenta secondi dal mio post…).  Cosa questa che sicuramente mi ha dato una nuova iniezione di fiducia e non posso che ringraziare comunque anche tutti gli altri che mi hanno contattato (credo però che sarà questo un caso più unico che raro e che se venderò quote la prossima volta sarà a valore maggiorato)”.

Giuliano spiega come un player dovrebbe ragionare sulla maggiorazione della quota da vendere.

“La maggiorazione in pratica è semplicemente una corrispondenza del ROI. Cioè se tu vendi una quota a 1.2 è perchè pensi di avere il 20% di ROI su quel torneo, se la vendi a 1.3 è perchè pensi di avere il 30% e via dicendo. Praticamente se quel torneo da 10 mila euro (per comodità facciamo conto che la rake non esista) si giocasse non una ma infinite volte, io presuppongo (dato i risultati precedenti, le skill che so di avere e il field presente) che il guadagno medio che penso di avere su ogni singolo torneo (facendo poi la divisione tra le volte che lo vinco, le volte che faccio ITM e le volte che non faccio ITM) è di 12.000 euro (cioè 10 che ritornano più 2 mila di profit) e quindi praticamente l’ EV Zero sarebbe vendere la quota a 1.2 così che se uno mi compra il 10% invece che pagarlo mille euro lo paga mille e duecento euro perchè in realtà  io in quel torneo prenderò di media 12000 mila euro.

Si basa quindi sul ROI atteso che pensi di avere su quel torneo. Vendere alla pari in fondo è come dire che sono carne morta a quei tornei, o meglio che devo essere estremamente fortunato per vincere perchè è come se fossimo tutti alla pari. Quindi non ci sono quei 15 o quelli che sono che possono avere più forza o più esperienza, ma nemmeno tutti quei player iscritti al torneo che reputo meno forti”.

 

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