Saturday, Oct. 23, 2021

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il 5 Giu 2015

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Presunto cheating alle WSOP: i professionisti si schierano contro Coca, il moldavo respinge le accuse.

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Mentre sono in corso le indagini del management WSOP sul sospetto cheating rivelato da Connor Drinan e Pratyush Buddiga che coinvolge il moldavo Coca finito quinto nel torneo Heads Up da 10.000 $ vinto da Keith Lehr, il mondo del poker si interroga se sia possibile un caso così palese di truffa ai danni degli avversari.

Sono nel frattempo arrivate le dichiarazioni di Aaron Mermelstein, già vincitore di un titolo WPT, eliminato dal moldavo Coca durante il secondo turno del torneo.

Voglio confermare quello che hanno detto i miei colleghi Connor e Prat. Nei primi livelli Coca è stato molto passivo, ha limpato quando era di bottone e semplicemente chiamato i miei raise pre flop. Sono salito rapidamente a 165.ooo chips dalle 120 mila di partenza e ho pensato che Buddiga avesse avuto una bad beat per perdere contro questo opponent. Poi però Coca è diventato molto più aggressivo ed, esattamente come è successo a Drinan, foldava quando io avevo un buon punto e mi 3bettava quando non lo avevo. Non ricordo di aver vinto una mano con Asso, Re o Dama tra le mie carte di partenza e una volta perso l’heads up ho pensato che il mio avversario avesse runnato troppo bene per essere sconfitto. Ho veramente pensato che mi stesse “crushando” leggendo la mia mano in qualche modo

Mermelstein analizza poi alcune mani nelle quali è stato outplayato dal “presunto” baro, tra cui quella della sua eliminazione in cui, secondo l’americano, Coca era sicuro che lui avesse un Asso tra le mani come si è poi rivelato.

Dopo questa terza testimonianza contro il player dell’Est Europa sono stati molti i commenti dei professionisti americani sui più importanti media del settore.

Andy Bloch, seppure non schierato sullo scandalo del momento, spiega come nella sua vita molte volte gli sia capitato di vedere carte segnate ai tavoli nei modi più disparati. Secondo lui quindi il fenomeno è diffuso e non sempre c’è bisogno dell’inchiostro.

Basta un piccolo segno fatto con l’unghia o con una chip che permetta secondo una particolare angolazione di capire quale carta abbia in mano l’avversario. Segno non visibile a occhio nudo se non sai cosa cercare esattamente. Gli occhiali quindi permetterebbero solo di vedere meglio il segno lasciato sulla carta.

Non lascia adito a fraintendimenti invece il commento di Brian Hastings.

Brian Hastings tweet

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Daniel Negreanu non prende una posizione sull’accaduto ma in tema di cheating torna nuovamente su un suo antico cavallo di battaglia: quello del divieto degli occhiali da sole. Secondo KidPoker sono il miglior strumento legale per barare e quindi sarebbe semplicissimo ridurre i rischi vietandone l’uso ai tavoli da poker.

dan negreanu tweet

Evidentemente Daniel non teme i passi in avanti fatti dalla ricerca scientifica e quindi la possibilità di utilizzare delle semplici lenti a contatto per barare, che fanno da filtro esattamente come gli occhiali da sole.

Dal canto suo Valeriu Coca, il player coinvolto nello scandalo, attraverso i microfoni di PokerNews.com sembra cadere dalle nuvole circa le accuse che gli vengono rivolte.

Secondo lui infatti i giocatori sconfitti starebbero semplicemente cercando una scusa per spiegare la loro debacle contro un amatore. Per il moldavo lo scandalo “è una fantasia e non è assolutamente un comportamento da gentlemen quello di perdere e poi accusare l’avversario di una scorrettezza“.

Il caso rimane dunque aperto e solo il tempo dirà chi ha ragione, anche perchè, come detto da Jack Effel, le WSOP stanno indagando e tengono molto alle segnalazioni dei giocatori.

Il monitoraggio circa i possibili casi di cheating è costante e include la sorveglianza con e senza telecamere e persino degli esami forensi sulle carte da gioco.

Dateci la vostra opinione sul caso commentando l’evento Facebook delle WSOP 2015.

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