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Strategia

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il 8 Ott 2015

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Nove errori da evitare nel cash micro-stakes: i consigli di Nathan Williams

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Nove errori da evitare nel cash micro-stakes: i consigli di Nathan Williams

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Molti si buttano a capofitto nel cash game, ma spesso non sanno bene quali strategie adottare e, sopratutto, commettono errori fatali che si traducono nella perdita di interi stack.

Per questo Nathan Williams, in arte “Blackrain79“, regular del cash nonché autore di numerosi libri sui micro stakes, sulla pagine di Pokernews.com ha dato alcuni consigli a chi vuole approcciare il cash livello micro.

Il canadese illustra, in particolare, quali siano i nove errori principali commessi dai principianti.

1) Giocare troppe mani
Se si giocano troppe mani spazzatura, non si risulterà mai vincenti in questo gioco, poiché si perderà spesso contro hands più forti. Inoltre Williams sottlinea come, a questi livelli, sia molto difficile bluffare gli avversari. Per questo motivo l’autore suggerisce di giocare circa il 20% delle mani al tavoli max 6, e 15% al nine.

2) Giocare troppe poche mani
L’altro lato della medaglia riguarda il giocare pochissime mani. In questa maniera ci mettiamo nella condizione di farci rubare blinds in continuazione e lasciare che il nostro stack venga eroso. Quando poi arriva il nuts e entreremo nel piatto, gli avversari avvertiranno la nostra forza e non ci daranno azione.

3) Fare slow play
Spesso vediamo ai tavoli finali di grandi eventi giocatori professionisti fare slowplay contro avversari aggressivi per trapparli e portare via molte fiches. Questo approccio però non funziona nei livelli micro del cash game, poiché i giocatori che frequentano questi tavoli non hanno nulla in comune con i professionisti. La maggiorparte della “fauna” dei micro stakes è composta da giocatori passivi e deboli molto propensi a chiamarvi anche con mani spazzatura, specialmente se i soldi messi in gioco sono insignificanti per loro. Ecco perché non bisosgna mai trappare questi players, ma cercare sempre di mettere più soldi possibili nel piatto e puntare per valore.

4) Mancanza d’iniziativa
Una dei maggiori punti chiave nel successo a qualsiasi livello di stakes consiste nell’essere noi i protagonisti dell’azione. Questo perché quando si prende l’iniziativa nelle mani si hanno molte più possibilità di vincere il piatto. Quando si fa solo call, si può contare solo sulla forza della propria mano, mentre bettando o raisando si può vincere il piatto avendo con la best hand o forzando al fold gli avversari. Le mani buone sono rare, ecco perché vincere tanti piccoli piatti quando gli avversari non hanno nulla in mano risulta molto importante per vincere la guerra.

5)Non riconoscere l’importanza della posizione
Sembra banale, ma il concetto di posizione del poker è cruciale, a tutti i livelli. Andremo più lontano dal botton e dal cut-off rispetto a ogni altra posizione. Per questo motivo bisogna sfuttare le posizioni migliori, specialmente nei micro stakes popolati da giocatori passivi e arrendevoli. Per questo motivo Williams suggerisce di rubare bui con un range costituto da un 30% di mani, e di fare spesso 3bet nelle posizioni vantaggiose.

6) Pensieri irrazionali
Spesso nella chat dei tavoli, nei forum o sui commenti di Youtube si leggono le opinioni più assurde. Molte persone sono convinte che se giocassero agli high stakes contro avversari più skillati e “prevedibili”, inizierebbero a vincere. Molti invece ritengono come il gioco sia truccato o quanti siano perseguitati dalla sfortuna. Tuttavia non bisogna dare peso a queste dicerie senza fondamento, ma restare concentrati tenendo a mente la natura prettamente matematica del poker.

7)Tilt
Il pensiero irrazionale fa parte del tilt, fenomeno devastante anche per i più grandi giocatori. L’autore sottolinea come sia molto importante riconoscere i segnali del tilt e smettere di giocatore al momento opportuno. Giocare in fase di tilt vuol dire sedersi al tavolo e cimentarsi in call terribili e giocate iperaggressive senza senso guidate dallo stato emozionale e non logico. In questi casi la miglior soluzione è stoppare il client e dedicarsi a qualcosa di diverso per il resto della giornata.

8) Gestione del bankroll
Altro elemento importante per avere successo è il bankroll. Williams sottolinea quanto sia importante disporre di un bankroll adeguato per affrontare i micro stakes, in modo da evitare che i downswings lo erodano completamente. L’autore consiglia di non iniziare a giocare con meno di 40 buy-in per ogni limite: se quindi si gioca al NL2, bisogna disporre di almeno 80 dollari, al NL5 200, e così via.

9) Non focalizzarsi sul lungo termine
Williams sottolinea come non ci si arricchisce nel poker in tempi ristretti. Si tratta di un gioco basato sul lungo termine, con i suoi alti e bassi, e un giocatore vincente si focalizza sui risultati mensili e annuali, non giornalieri e settimanali.

 

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