Thursday, Dec. 12, 2019

Strategia

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il 10 Ago 2016

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Nathan Williams: Come avere controllo sulla varianza ai low stakes

Nathan Williams: Come avere controllo sulla varianza ai low stakes

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Nella faticosa camminata di ogni giocatore che vuole scalare i livelli partendo dai micro-limiti, c’è una cosa che è particolarmente difficile da digerire: la varianza.

Giocando per cifre piccole, diventa ancora più frustrante fare un passo avanti per poi doverne rifare subito uno indietro.

Purtroppo i vecchi tempi dei guadagni d’oro al tavolo verde sono finiti anche ai livelli bassi: ancora battibilissimi, certo, ma in un modo o nell’altro il field si è indurito anche lì rispetto a qualche anno fa.

Nathan Williams ha allora deciso di stilare una guida pubblicata su PokerNews per mantenere la concentrazione durante le bad run ai low stakes, controllare la varianza e lavorare per ridurre gli swing.

Ciò che va su deve poi tornare giù

Bisogna pensare a upswing e downswing nella giusta ottica: nessuno dei due è normale.

Siamo in qualche modo portati a pensare che il gioco sia in debito con noi, ad esempio quando runniamo bene o i nostri assi “finalmente” tengono, ma la verità è che anche quando vinciamo il risultato è fuori dal normale. 80% non è uguale a 100%.

Sempre ricordare che avremo sempre alti e bassi e nulla potrà cambiare questa cosa, e non bisogna mai concentrarsi sull’esito di un tavolo o una sessione, ma sempre pensare soltanto al long term. Solo dopo sample degni di questo nome vedremo che la varianza avrà un ruolo insignificante.

Avere più alti che bassi

Pochi giocatori si rendono conto di avere effettivamente potere sulla varianza: più alto è il winrate, minori sono i downswing che subiranno. 

Williams è famoso per aver giocato milioni di mani online agli stake più bassi tenendo winrate altissimi, come 20 o 30 bb/100. Con un volume e un winrate così elevato non ha praticamente mai chiuso un giorno in negativo.

Ovviamente – ricorda – questo non accade a qualsiasi livello, visto che più si sale più si abbasserà il winrate medio, ma ai microlimiti è ancora possibile.

Ci sono tre modi principali per controllare la varianza:

1 – Aumentare le proprie skill

Come abbiamo detto le frequenze di upswing e downswing sono direttamente legate al winrate. Bisogna imparare a conoscere al meglio il proprio livello e costruire strategie che permettano di batterlo.

Ovviamente dedicare la giusta attenzione allo studio, e continuare a studiare finché non sarà evidente di avere edge su chiunque altro del proprio field.

2 – Arrivare prima al “Long Term”

Altro fattore collegato alle frequenze dei nostri swing è il numero di mani giocate. Giocare più degli altri con un winrate positivo diminuisce la probabilità che a fine sessione il nostro conto sarà in rosso.

Giocare più mani inoltre influisce anche sul punto 1, permettendo di maturare esperienza in tempi minori e di vedere lo stesso scenario più volte in poco tempo, facilitando l’aggiustamento dei propri leak (ma attenzione a non giocarne troppe, come ammonisce in quest’altro articolo)

3 – Giocare contro avversari più scarsi di te

Il punto finale per diminuire la varianza e cercare di avere più upswing che downswing è cercare gli avversari deboli, preferibilmente i più deboli.

I folli winrate di Nathan non sono possibili a livelli più alti, perché la maggior parte degli avversari sarà più competitiva, anche se nulla vieta di trovare una partita facile agli high stakes o una difficile ai low.

Williams non si siede nemmeno al tavolo se non trova avversari considerevolmente più deboli, indipendentemente dal livello, e sostiene che non ci sia altro modo per avere winrate elevati.

 

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