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il 12 Feb 2016

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“Quanto è difficile vivere giocando a poker?” alla domanda su Quora risponde Alec Torelli

“Quanto è difficile vivere giocando a poker?” alla domanda su Quora risponde Alec Torelli

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Se state leggendo questo articolo c’è una buona probabilità che il vostro sogno, e per alcuni il vostro obiettivo, sia vivere giocando a poker.

Come sogno/obiettivo è piuttosto comune, l’unico punto di domanda sta nella effettiva difficoltà di raggiungerlo.

Nella speranza di colmare questo vuoto un utente di Quora (sito simile a Yahoo Answers per capirci) ha domandato quanto sia difficile vivere giocando a poker, e difficilmente avrebbe potuto trovare una risposta da una persona più competente in materia.

Nella discussione infatti interviene Alec Torelli, il professionista di origini italiane, grinder online e rounder di cash game live che spiega quali siano i pro ed i contro di giocare a poker come professione:

“Comincio dicendo che è una domanda un po’ ambigua: ‘vivere’ dipende molto da quali sono i tuoi standard. Per alcuni essere un poker pro potrebbe significare semplicemente guadagnarsi da vivere grazie al gioco, ma non credo che sia sufficientemente stimolante come vita o come motivazione per migliorare il proprio gioco. Si dice che il poker sia il modo più difficile per fare una vita facile. Al suo interno il poker è come il tennis: in televisione si vedono i grandi campioni ed il loro stile di vita, e si pensa che sia difficile se non impossibile arrivare a quel risultato. La maggior parte dei giocatori grinda quotidianamente per cercare di vincere ciò che serve per pagarsi l’affitto.”

Ma il poker è un gioco che si evolve costantemente ed in breve tempo è capace di rivoluzionarsi del tutto:

“Se pensi a tutto questo e ci aggiungi il fattore varianza ti accorgi che non ha tutto il fascino che pensavi. Evan Silverstein ha sottolineato i drammatici cambiamenti del poker, facendo notare quanto è cambiato negli ultimi anni. Nel 2007 ero uno dei top winner di Full Tilt con più di $1.000.000 di guadagno, ora addirittura è difficile che giochi online. Ma potrei ancora vincere a quel gioco? La risposta è sì, ma perché dovrei? Ci sono molte più opportunità da altre parti e per ottenere gli stessi risultati dovrei impegnarmi il triplo. Il poker live è un discorso diverso, credo che il $5/$10 live sia più facile del $0,50/$1 online. Ed ecco la differenza con il tennis: nel tennis devi essere uno dei migliori 50 al mondo per vivere bene, nel poker puoi anche essere il millesimo o meno, finché trovi avversari peggiori di te.” 

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All’inizio del discorso Torelli ha sottolineato di non essere dell’idea che vivere di poker significhi solo guadagnare i soldi sufficienti a vivere. Andiamo ad esplorare la vita di un professional poker player:

“Non è una brutta vita, specialmente se pensi che puoi decidere i tuoi orari e vivi giocando a carte, ma bisogna fare comunque grandi sacrifici, soprattutto se vuoi scalare i livelli. Ad esempio quando nel 2012 mi sono trasferito a Macao per trovare le partite più adatte alle mie necessità giocavo 60/80 ore intensive a settimana per circa tre settimane al mese. Poi io e mia moglie andavamo a riposare una settimana in Thailandia, Bali o Singapore per poi tornare ai tavoli da gioco. Io amo questa vita, ma noi rappresentiamo un’eccezione alla regola. Spendere tutte quelle notti in diversi alberghi, e per 6 mesi non stare mai più di 8 giorni nello stesso luogo può essere vista come una cosa esotica per molti, ma per gli amanti della routine potrebbe essere un vero e proprio incubo!”

Arriviamo al nocciolo della questione, la vera domanda, nascosta in quella proposta nel forum: io, persona qualsiasi, posso arrivare a quella vita?

“Arrivare a Macao potrebbe essere visto come arrivare nell’NBA, ma la differenza è che una volta arrivato lì puoi comunque perdere. Conosco alcuni ottimi giocatori che sono arrivati a Macao sicuri di farcela, ma hanno pagato il prezzo di questa sicurezza. In altri sport una volta firmato il contratto verrai pagato in ogni caso, vincente o perdente, sano o infortunato, ma il poker non è così. Devi guadagnare soldi ogni giorno, e puoi perdere anche se sei il migliore. Ovviamente nel lungo termine non è così, la fortuna conta zero ed il migliore alla fine dei conti vincerà di più, ma per sconfiggere la varianza devi saper gestire i tuoi soldi. Non serve a nulla avere tutte le skill del mondo se non arrivi a questa long run.”

“In sintesi il poker può essere paragonato ad altri settori come la recitazione, la scrittura o gli sport: è fantastico per quelli che sono in vetta, ma molti fanno fatica. La maggior parte non guadagna nemmeno un dollaro. Ma questo non deve scoraggiarvi: infatti le più grandi soddisfazioni arrivano da dove pochi si avventurano.”

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