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il 24 Dic 2015

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La donk bet nel cash game live secondo Alec Torelli: “Una mossa da usare nei piatti multiway”

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La donk bet nel cash game live secondo Alec Torelli: “Una mossa da usare nei piatti multiway”

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La rubrica “hand of the day” tenuta da Alec Torelli ha al suo interno sempre spunti parecchio interessanti.

La mano che il professionista americano ha analizzato nella sua ultima puntata del 2015 analizza uno spot in un tavolo full ring live e non è così comune trovare l’analisi di un giocatore professionista di una situazione del genere che possiamo trovare anche ai tavoli dei nostri casinò italiani.

Lo spot infatti è tratto da una partita di cash game con bui 1€/2€ in un tavolo full ring dove dopo un’apertura da early position fino a 8€ ci sono 4 call e il giocatore analizzato da Torelli completa da piccolo buio con QJ. Dopo il fold del grande buio si crea così un piatto di 50€. Lo stack del piccolo buio è pari a 300 € e tutti i giocatori coinvolti nella mano hanno degli stack più profondi.

Il flop JQK regala doppia coppia a hero che decide di checkare. La parola passa così all’original raiser che checka a sua volta mentre un giocatore che sappiamo essere bravo in middle position decide di bettare 30€. Lo small blind è l’unico che opta per il call.

Il piatto diventa così un testa a testa.

Turn: 8. Nuovo check/call per hero sulla puntata di 60€ dell’avversario.

Il river invece è un 9. Il piatto è diventato di 230€ e Hero gioca con 200€ circa.

L’avversario che ha invece ancora 300€ di stack dopo il check da small blind va in all in. Hero folda e in tutta risposta il bravo giocatore avversario gira una coppia di 3 per un completo bluff su tre strade.

L’analisi di Alec Torelli degli errori fatti dallo small blind parte dal preflop.

Sempre sbagliato il cold call fuori posizione con una mano spesso dominata su un’apertura da early position e il call di altri giocatori in posizione tra cui vi sono anche dei giocatori bravi i quali difficilmente ci faranno vincere il piatto un numero sufficiente di volte.

Il fold è sicuramente la scelta più conservativa ma probabilmente anche più corretta. Si può eventualmente, conoscendo le tendenze dei nostri avversari considerare lo squeeze, ma sicuramente una mossa che spesso ha più reverse implied odds rispetto ai vantaggi è il completare con due broadway offsuited.

Il flop però ci è particolarmente favorevole e secondo Alec qui c’è il secondo errore di Hero.

Questo infatti è uno dei casi in cui considerare una donk bet può essere una scelta vantaggiosa perchè sicuramente non vorremo abbandonare il piatto e quindi probabilmente ci vedremo costretti a check/callare out of position la puntata di uno degli avversari.

Ma quali sono gli elementi da prendere in considerazione per considerare profittevole una donkbet?

BOARD TEXTURE

Il nostro range di donk bet può essere ben bilanciato con mani nuts o combodraw.

GRANDEZZA DEL PIATTO e STACK TO POT RATIO

Difficilmente gli avversari potranno committarsi senza una mano che crusha la nostra doppia coppia. In caso di raise potremo tranquillamente foldare quindi.

SCARY CARD e FREE CARD

In caso di check da parte di tutti il tavolo il turn sarà molto probabilmente una scary card, con tutti i fiori a farci paura oltre agli assi, ai re, ai dieci e ai nove. Mezzo mazzo in pratica ci fa paura e non vogliamo assolutamente regalare una carta gratis agli altri giocatori.

NUMERO DI GIOCATORI

Il fatto che siano coinvolti ben cinque giocatori dovrebbe scoraggiare l’original raiser dal bettare con una mano di valore inferiore al nostro e quindi la possibilità di check da parte di tutti i giocatori aumenta così come aumenta la possibilità di check/callare essendo molto dietro rispetto alla mano con cui l’original raiser potrebbe cbettare.

Continuando nell’analisi della mano un’altra linea che si può tenere è il check/call al flop per poi donkbettare su ogni carta blank che cade al turn come è in questo caso l’8[d].

L’analisi relativa alla donkbet è la medesima fatta per il flop rafforzata però dal fatto che in questo preciso spot noi andremo a check/callare in un piatto multiway e poi a donkbettare in heads up dimostrando ancora più forza e prendendo il controllo della mano. Inoltre i draw saranno scoraggiati da mettere soldi nel piatto al turn solo per cercare di chiudere il loro progetto.

Il check/call al turn è quindi il terzo errore rilevato da Torelli nella condotta di Hero e sarà anche l’ultimo perchè il check/fold al river su una carta veramente brutta è sicuramente la scelta corretta nonostante il nostro avversario giri un bluff.

La donk bet risulta quindi una mossa che in un tavolo live full ring è sicuramente da avere nel proprio arsenale e da utilizzare soprattutto nei piatti multiway tenendo ben in considerazione la board texture del board.

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