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il 17 Dic 2014

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Due milioni di vpp nel 2014 per il SNE Mathias ‘west4st’ Gollinucci: “Adesso però è tempo di studiare…”

Due milioni di vpp nel 2014 per il SNE Mathias ‘west4st’ Gollinucci: “Adesso però è tempo di studiare…”

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Di grinder veri che zitti zitti in Italia ‘macinano’ mani su mani, evidentemente, ce ne sono diversi.

Hanno magari poco tempo per ‘pubblicizzarsi’ sui social network, perché gran parte della loro giornata la trascorrono ai tavoli e quando staccano lo fanno davvero.

Meno di due settimane fa intervistammo ‘quattroganci’, prossimo ai due milioni di VPP annui su PokerStars, ma c’è qualcuno che è riuscito a tagliare prima dello psicoterapeuta il traguardo del doppio Supernova Elite.

L’impresa l’ha compiuta il 30enne romagnolo Mathias ‘west4st’ Gollinucci, che il 15 dicembre è arrivato a 2.000.000 di VPP nel 2014 sulla room della picca rossa.

Ecco l’immagine, postata sul proprio profilo Facebook, che attesta il suo pazzesco risultato:

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Mathias, che si sta godendo un piacevole ‘burnout’ dopo la faticaccia annuale, ci ha concesso un po’ del suo tempo libero per raccontarci come è successo tutto ciò.

“A fine dello scorso anno – spiega Gollinucciquando ho fatto il plan per il 2014, ero certo di non avere le skill necessarie per battere un livello come il NL200 di PokerStars. Allo stesso tempo, però, volevo raggiungere un profit che mi permettesse di realizzare obiettivi importanti in real life. Conscio quindi di dover migliorare, ho preso un coach che mi ha seguito costantemente e sono riuscito a studiare, magari non quanto avrei desiderato, nonostante il notevole volume di gioco. Mi sono sacrificato, sono stato costante, ma ho peccato nella tenuta mentale. Il mindset è un aspetto su cui devo lavorare”.

Abbiamo spinto Mathias a raccontarci quale tabella di marcia abbia seguito per conquistare così tanti VPP.

“Il mio main game è stato il NL200, mi sono seduto qualche volta al NL400 quando i tavoli lo permettevano. Ho grindato minimo 12 tavoli di NL200, otto ore al giorno, per sei volte a settimana. Nel mezzo ci ho fatto entrare le necessarie ferie. Sono stato un mese in Grecia, ho fatto qualche weekend in giro per l’Italia e tra poco andrò in montagna. Raggiunto il primo milione, poi, non mi sono affatto seduto, anzi. Il coach mi dava continuamente spunti su cui lavorare e non vedevo l’ora di provare a metterli in pratica”. 

Spesso quando si intraprende un percorso tanto arduo a risentirne è la qualità della real life, ma per Gollinucci non è stato così difficile gestire i rapporti con le persone a lui vicine.

“I miei genitori non hanno vissuto direttamente la mia avventura, perché convivo con la mia ragazza. Mi sento comunque di non aver rinunciato a nulla quest’anno, forse solo a qualche giorno di mare in piena estate per avere maggior tempo libero a settembre. Allora abbiamo fatto una vacanza che non scorderemo mai: 2.600 km girando il Peloponneso più un po’ di relax sulle isole”.

Chiaramente l’anno di ‘west4st’ non è stato una passeggiata di salute, qualche ‘problemino’ lo ha incontrato in primavera.

“Ho avuto problemi sin da inizio anno. Avevo un coach nel 2013 e ho deciso di cambiarlo verso aprile/maggio, da qui è iniziato il tracollo. Lui ha rivoltato il mio poker come un calzino e ho dovuto ripartire da capo. Sperimentare al NL200 quando si fanno certi volumi di gioco non è la cosa migliore, difatti ho swingato pesantemente in quel periodo. Poi quello che stavo imparando si è assemblato come un puzzle, ho capito cosa intendeva il coach e nelle ultime 600.000 mani, quindi, ho tenuto 0,75bb/100. Un discreto risultato considerato il mio mass-grind. Non mi va di dire però quanto ho guadagnato, ma ne è valsa sicuramente la pena sacrificarmi, passare le notti ad analizzare mani e range…”.

Mathias ha un bel rapporto con ‘quattroganci’, ma, forse per un eccesso di umiltà, reputa quest’ultimo molto più skillato di lui. Si sono confrontati per un po’ e alla fine è stato proprio il novarese a consigliargli a quale coach affidarsi.

“E’ di un altro livello, grazie a lui, infatti, sono migliorato molto. Per me è un esempio soprattutto per quanto riguarda lo studio: non si accontenta e non si ferma mai. Sapere di non essere il solo a provare a raggiungere l’obiettivo dei due milioni, poi, mi ha dato quella forza extra. Mi è dispiaciuto solo non aver studiato quanto avrei voluto, ma ora ho il tempo necessario per colmare tale gap. Ho trovato la motivazione necessaria per fare doppio Supernova Elite, comunque, perché volevo ottenere una cosa in real life che adesso potrò rendere concreta…”. 

 

 

 

 

 

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