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il 17 Feb 2016

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Alec Torelli: “Come convinciamo un avversario a pagare?”

Alec Torelli: “Come convinciamo un avversario a pagare?”

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A furia di costruire machiavellici Thinking Process, nel poker può capitare a volte di perdere di vista il vero obiettivo: fare soldi.

Non basta avere il punto per vincere a poker, lo sappiamo bene. Anche quando il nostro avversario ha top range rischiamo di portarlo al fold e perdere così un sacco di valore.

D’altra parte non possiamo utilizzare size troppo esigue, rischieremmo di trovarci face up o perdere valore anche così. O forse no?

Risponde a questa domanda Alec Torelli, il forte professionista americano di origini italiane, che durante il recente 888 Snow Limit Event in Austria ha giocato una mano che gli ha fornito un ottimo spunto di riflessione:

Alec (75.000) è UTG+2 con AA e rilancia a 2.000 (blinds 400/800) ricevendo la 3-bet a 4.000 dal giocatore alla sua sinistra, un giocatore molto solido che non ha mai 3-bettato prima preferendo sempre il flat anche con ottime mani, con uno stack di circa 45.000.

A questo punto la domanda di Alec è come far mettere più soldi possibile nel piatto al suo avversario, come tenerlo in gioco e riuscire a prendere tutto il suo stack nelle street successive.

Pensando che il 3-betting range del suo avversario è sicuramente forte e che oppo non folderà presumibilmente mai ad una 4-bet, Alec decide di mettere 12.000, ricevendo ovviamente il call.

Flop A49, che per quanto splendido possa sembrare in realtà mette in difficoltà Torelli, che spesso facendo azione porterà al fold le pocket pair dell’avversario che pensano di essere battute da una coppia di assi.

Certo, oppo potrebbe avere A-K o A-Q con cui le metterebbe tutte, ma Alec non si concentra su questa possibilità che avverrebbe lo stesso, cerca invece di estrarre il massimo possibile dai K-K, Q-Q, J-J, e decide di fare una size proporzionale all’equity corrispondente: 5.000, con il plan di puntare 10.000 al turn e 15.000 al river per vincere tutto lo stack all’avversario.

Turn 9, ancora una pessima carta per Alec, che anche se si sente al 100% sicuro di vincere, ha di fronte un avversario che si sentirà ancora meno sicuro di farcela.

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Allora Torelli replica lo stesso ragionamento e tentando di committare l’avversario e di non farlo foldare punta sole 8.000 chips, ricevendo ancora un call.

Il river è una Q che può essere una buona carta se l’avversario avesse A-K, A-Q o Q-Q, ma in quel caso le chips finirebbero dentro in maniera automatica.

Come estrarre però il massimo valore contro un bluff-catcher come K-K o J-J? A questo punto Alec utilizza anche un pizzico di psicologia: un giocatore non vuole mai uscire dal torneo, prova una specie di imbarazzo a chiamare un all in che lo condanna a perdere.

Alec non vuole che il suo avversario venga convinto a foldare dalla paura di perdere o mostrare un K-K battuto, allora punta 12.000 e l’avversario call-mucka esitante rimanendo dietro con sole 9.500.

Una condotta sicuramente particolare, ma che spiegata passo per passo si dimostra senza dubbio coerente: tutto si può riassumere in tre concetti chiave: size, avversario e psicologia.

Le bet size sono basse perché il range avversario gioca praticamente allo 0%, quindi non c’è motivo di preoccuparsi di proteggere la sua mano, in caso di cooler la size non ha importanza e, terzo ed importante punto, questa dinamica può concedere ad Alec di rappresentare mani molto forti con puntate molto basse, aumentando il successo dei suoi steal nelle mani successive.

La conoscenza dell’avversario permette ad Alec di capire con una buona precisione il suo range e di gonfiare molto il piatto preflop, mentre contro altri avversari ci si sarebbe potuti limitare al call, e anche nelle street successive la continuation bet è molto più facile sapendo che l’altro ha sicuramente una monster. Inoltre non c’è motivo di checkare.

Le mani avversarie che hanno valore al river erano molto poche in proporzione al suo range, dettaglio che ha convinto Alec a puntare poco e a decidere di committare l’avversario sia al piatto che a livello psicologico.

Psicologicamente perdere è una cosa che chiunque vorrebbe evitare. Per questo lasciare l’avversario con soli 8 bb, seppur pochi, a volte può fare la differenza tra un fold e un call. Non sempre, ricorda Torelli, ma non essere costretto a giocarti tutto e girare le carte può darti la spinta decisiva per il call.

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