Saturday, Oct. 23, 2021

Strategia

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il 10 Ago 2016

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Alec Torelli vs. Phil Hellmuth: “Molte linee alternative ma un solo risultato: Phil Hellmuth in tilt!”

Alec Torelli vs. Phil Hellmuth: “Molte linee alternative ma un solo risultato: Phil Hellmuth in tilt!”

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Un mindset d’acciaio è una caratteristica fondamentale di ogni poker player che si rispetti. Ma a volte un’eccezione si può fare! 

Alec Torelli non è il tipo da farsi influenzare da ego o situazioni personali, però quando ci si trova al tavolo contro Phil Hellmuth è difficile resistere alla tentazione di farlo tiltare!

Considerando anche le batoste che a volte Torelli ha preso dal Poker Brat, Alec ammette di non vedere l’ora di giocare una mano contro di lui, e fa dei call extra-loose sperando di hittare… e finalmente arriva la rivincita al Poker Night In America!

Preflop: Blinds $25/$50, Phil Hellmuth rilancia da HJ con 74 a $150, call di Roger Sippl con AQ e call di Torelli da BB con K9.

“Phil rilancia con un ‘classico’ 7-4 suited sul mio big blind. Forse lo fa perché sono io di BB, forse perché se la sente, forse perché è tiltato. Chi lo sa, è Phil Hellmuth! Qui ho un range di call veramente grande, sono contro due giocatori con cui ho giocato molte mani in vari home games e sono due tipi che amano dare azione, e ovviamente non posso perdere la possibilità di giocare contro Hellmuth. A volte si può andare oltre la matematica… molta gente ama giocare contro Phil, perché se vinci la mano avrai una storia da raccontare.”

Flop: T39 – Triplo check.

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“Un flop buono per me, qui bisogna pianificare la strategia. Ho tre opzioni diverse di condotta, posso check-callare, check-raisare o andare in leading, l’unica cosa che non devo fare per sbagliare è un fold. Il leading è una buona opzione quando ti aspetti che i tuoi avversari siano propensi a rilanciare in bluff o con un punto peggiore del tuo. Se ritieni che gli opponent siano più inclini a puntare mani peggiori che a rilanciare in bluff, allora è meglio il check. Credo comunque che la maggior parte dei giocatori tenda a foldare air a meno che non abbiano comunque una buona equity. Il check-raise invece soddisfa due requisiti a differenza del leading: può succedere che oppo metta soldi con mani peggiori e foldi mani migliori. L’unico problema è che aumenta il mio STPR e riduce le mie possibilità nelle strade dopo, ed io sono uno che ama le opzioni. Preferisco quindi il check-call, sia con mani deboli che con mani forti per bilanciare, e avere maggiori possibilità al turn e river”

Turn: 2 – Check Torelli, Hellmuth bet $400, call di Roger, raise di Alec a $1.600, all in Hellmuth $4.150, call Torelli.

“Sono praticamente certo di avere il punto migliore, difficilmente gli avversari avrebbero checkato nut flush draw, ora la domanda è come estrarre più valore possibile. Posso puntare e sperare che qualcuno chiami o checkare e sperare che qualcuno punti. Se scegliessi l’opzione bet difficilmente riceverei un call perché credo che nessuno abbia nulla: Phil andrebbe in c-bet con tutto il suo range di value dopo il mio check e contro un terzo giocatore che reputa loose, e Roger avrebbe puntato sicuramente al flop dopo due check, anche in bluff. Puntando vincerei il piatto ora, e non è quello che voglio. Scelgo di checkare, magari qualcuno potrebbe bluffare con un X. Quando Phil punta, credo sia abbastanza polarizzato tra valore (2-2, A-Q con un cuori…), e il call di Sippl mi fa pensare che non sia vuoto. Ad ogni modo scelgo di check-raisare, anche perché sono particolarmente aggressivo in questa sessione, e la gente tende a non credere quando rilanci la quarta volta di fila… Per la mia gioia [ride] Phil Hellmuth sceglie di schiantarsi e rilancia all in, easy call.”

River: J – Alec vince la mano

“In questa mano le mie scelte non avrebbero cambiato probabilmente l’esito (obiettivo centrato: portare via tutto lo stack a Phil!) ma ci sono stati comunque ottimi spunti di riflessione. Non bisogna mai perdere l’opportunità di ragionare su uno spot anche se apparentemente è standard. E poi vedere Phil impazzire vale sempre qualsiasi cosa!” 

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