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il 29 Ago 2019

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Esfandiari sempre più lontano dal poker: La famiglia è l’unica cosa importante

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Esfandiari sempre più lontano dal poker: La famiglia è l’unica cosa importante

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Sui social network si definisce ancora un professional poker player, ma ultimamente Antonio Esfandiari sembra avere altre priorità nella vita.

Lo ha già fatto capire in diverse interviste recenti. E in effetti basta guardare i suoi risultati su The Hendon Mob per rendersi conto che ha un po’ staccato la spina. Esfandiari ha piazzato tre ITM ufficiali in tornei live nel 2018 e uno solo nel 2019. Per la precisione un 82° posto al Main Event delle WSOP.

Eppure il suo nome è ancora in primissimo piano nel mondo del poker. Esfandiari è stato nominato per esempio questa estate nella Poker Hall of Fame in mezzo ad altri grandissimi campioni. Poi lo abbiamo visto scontrarsi anche con il nostro Dario Sammartino nel Main WSOP.

Apparizioni sempre più rare, come conferma lo stesso Esfandiari in un’intervista a Chad Halloway di PokerNews. Nell’intervista si parla poco di poker con un Esfandiari in partenza per il Burning Man, appuntamento annuale fisso per lui nel mezzo del deserto.

Volete sapere qualcosa di più dunque su Esfandiari? Eccovi accontentati con qualche curiosità. Si inizia parlando del libro ‘The Four Agreements‘ di Ruiz che ha influenzato la sua vita: “Molto potente, lo raccomando a tutti“.

Si passa poi all’acquisto da 100 dollari o meno che più ha impattato nella sua vita negli ultimi sei mesi: “Ho ordinato una coperta personalizzata per la casa con le foto dei bambini e della famiglia. Porta la parola ‘accogliente’ a un nuovo livello“.

A dimostrazione di quanto conti ora la famiglia per Antonio che non esibisce falsa modestia: “Nella vita ho fallito poche volte. Non vorrei sembrare sembrare un idiota, ma in genere sono sempre riuscito a fare ciò che mi veniva in mente. Credo davvero che siamo capaci di qualsiasi cosa quando diamo il massimo“.

Se potesse mandare un messaggio al mondo, ecco quale sarebbe: “L’attaccamento è l’origine di tutta la sofferenza umana. Questa citazione centra davvero il punto, secondo me. Pensateci“.

Passiamo a una cosa assurda che ama: “Il dolore al tavolo da poker. Anche se sono io a riceverlo. Non esiste quasi niente di simile“.

Ed ecco una cosa che gli ha migliorato la vita negli ultimi cinque anni: “Rendermi conto che la maggior parte delle cose ha poca importanza. Finché i miei figli sono sani e mia moglie è felice, tutto il resto è superfluo“.

Chiudiamo con un elogio allo yoga e all’esercizio fisico: “Niente mi rende più focused di quando il mio corpo è sano. Un corpo sano ti garantisce una mente sana”.

Sono questi, insomma, i segreti del vincitore del Big One for One Drop del 2012. Da diversi anni ormai Antonio non riesce a bissare un successo così clamoroso, ma la cosa non sembra affatto turbarlo. Magari in futuro lo rivedremo più attivo ai tavoli.

 

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