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il 17 Dic 2020

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Perché l’eliminazione a tavolino di Sun al Main Event WSOP ibrido è stata un errore, e perché no

Perché l’eliminazione a tavolino di Sun al Main Event WSOP ibrido è stata un errore, e perché no

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Il primo tavolo finale del Main Event WSOP ibrido si è chiuso ieri a Rozvadov con la vittoria di Damian Salas.

In attesa del testa a testa dell’argentino con il vincitore del tavolo finale statunitense, le attenzioni sono rivolte alla eliminazione davvero singolare di Peiyuan Sun.

Il giocatore cinese infatti si è ritrovato player out “a tavolino” in nona posizione dopo aver deciso di non presentarsi al casinò Kings, probabilmente per via dell’emergenza Coronavirus in corso.

Sopravvivendo alle prime due giornate di gioco online, Sun era arrivato al final table dal vivo con uno stack di 11bb: giusto una manciata di chips in più del fanalino di coda del chipcount, il bulgaro Stoyan Obreshkov, ma ad appena sette big blind di distanza dal quinto stack in gioco e a dieci big blind dal quarto.

Vista la situazione da all-in obbligati, quindi, il cinese avrebbe potuto ‘sciacallare’ almeno una posizione semplicemente morendo di bui e ante, se il suo stack fosse stato messo sul tavolo.

Di solito nei tornei dal vivo di poker si fa così quando un giocatore non si presenta a inizio giornata: questo, almeno, sostiene chi critica la decisione degli organizzatori. Cerchiamo di capire nel dettaglio le due posizioni in modo da offrire una panoramica esaustiva dell’accaduto.

 

Perché l’eliminazione a tavolino è stata giusta

La decisione di togliere dal tavolo lo stack di Peiyuan Sun ha avuto diversi effetti benefici sul gioco. In primis ha ridotto l’incidenza della sorte e tenuto i giocatori sullo stesso piano: con un player in sit-out, infatti, l’estrazione iniziale dei posti avrebbe inevitabilmente favorito chi si fosse venuto a trovare alla sua più immediata destra.

Gli organizzatori hanno anche evitato le storture che la presenza di un giocatore in sit-out avrebbe creato dal punto di vista della pressione ICM sui partecipanti, visti gli scalini di premio vertiginosi, che passavano da 75 mila dollari del nono posto al milione e mezzo per il vincitore.

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Storture che sarebbero state ancora maggiori vista la situazione da push or fold per cinque giocatori su otto: i big stack avrebbero avuto il vantaggio di poter esercitare una pressione estrema sugli short, obbligati a chiamare strettissimi per non bruciare $EV visto il player in sitout.

 

Perché si doveva lasciare sul tavolo lo stack di Sun

Nei tornei dal vivo chi non si presenta al tavolo muore di bui. As simple as that. Togliere lo stack di Sun dal gioco e assegnargli il premio, di fatto, equivale ad averlo squalificato.

Ha pagato il buy-in e doveva avere la possibilità di sciacallare qualche posizione: poco importa se il torneo fosse ibrido e il tavolo finale live sia arrivato al termine di due giornate di gioco online.

In passato è successo più volte che un giocatore che ha mancato di presentarsi al torneo abbia scalato qualche posizione, finendo le chips a suon di bui e ante, senza essere presente fisicamente al tavolo. Il caso più eclatante fu Stu Ungar al Main Event WSOP del 1990. Anche Sun doveva avere questa possibilità.

 

 

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