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il 23 Dic 2020

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Devolverà in beneficenza l’intera vincita del Main Event WSOP ibrido: la storia di Gershon Distenfeld, finalista al Rio

Devolverà in beneficenza l’intera vincita del Main Event WSOP ibrido: la storia di Gershon Distenfeld, finalista al Rio

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Il 28 dicembre al Rio Casinò di Las Vegas si giocherà il tavolo finale statunitense del Main Event WSOP ibrido.

Due giorni dopo il vincitore affronterà l’omologo del tavolo finale internazionale, ossia l’argentino Damian Salas, in un testa a testa che metterà in palio un milione di dollari.

Dai finalisti statunitensi arriva una bella storia natalizia. Uno dei nove player approdati al tavolo finale dopo le due giornate di gioco online, infatti, ha deciso che devolverà il 100% della vincita del Main Event WSOP in beneficenza.

L’autore del nobile gesto è Gershon Distenfeld, Direttore di Credito della AllianceBernstein e volto noto negli Stati Uniti per gli spettatori di BloombergTV e CNBC in qualità di analista:

Secondo quanto riporta il portale PokerNews, il business-man ha già deciso anche le associazioni no-profit cui devolverà la vincita:

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“Non voglio guadagnare personalmente, donerò il 100% delle mie vincite al netto delle tasse ad associazioni caritatevoli. Le istituzioni caritatevoli che ho scelto racchiudono molte aree di interesse mie e di mia moglie e includono organizzazioni che hanno dato prova in modo tracciabile di aiutare i meno fortunati e i più vulnerabili a migliorare le loro vite. Ciascuna istituzione riceverà un ottavo della mia vincita totale. Se sarò eliminato in nona posizione sarebbero circa 10 mila dollari ciascuna. Se dovessi vincere il gruzzolo diventerebbe di circa 285.000$ ciascuna”.

Distenfeld, che come tantissimi si è approcciato al poker a seguito della impresa di Moneymaker, inizierà il tavolo finale con il sesto stack in gioco.

“Ho studiato a lungo i comportamenti finanziari e ciò ha avuto un impatto sul mio modo di approcciare i mercati – spiega – ho portato la stessa disciplina ai tavoli da poker. Spesso non dipende da quanto sei smart a determinare il tuo successo. Per essere un vincitore in modo costante, si tratta piuttosto di capitalizzare i bias cognitivi degli avversari”.

Già essere a questo tavolo finale per il 44enne nato a Queens, New York, è un sogno. La speranza è che il suo sogno possa aiutare quanta più gente possibile:

“Solo essere presente a questo tavolo finale è irreale. Ancora me ne devo rendere conto a pieno. Vincere sarebbe indescrivibile. Ho sognato di farlo ma non seriamente, considerando che non avrei mai pensato neanche di poter giocare il torneo visto che ho molto poco tempo a mia disposizione. Non importa quanto mi alleni, non sarò mai capace di usare una mazza da golf come Tiger Woods, tirare a basket come Lebron o battere a baseball come Mike Trout. Ma il tavolo finale del Main Event WSOP è raggiungibile dalla persona media. Estremamente difficile. Ma almeno possibile!”

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