Monday, Jun. 14, 2021

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il 1 Giu 2021

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Daniel Negreanu contro Ivan Luca: una doppia analisi da vecchia e nuova scuola

Daniel Negreanu contro Ivan Luca: una doppia analisi da vecchia e nuova scuola

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In questi tempi il gioco si è evoluto un bel po’, vero? Se non ne siete certi, Daniel Negreanu ha riservato per voi una doppia analisi di una mano giocata contro Ivan Luca.

Nella prima parte Daniel spiegherà il thought process di un giocatore “all’antica” come era lui qualche anno fa, e nella seconda parte analizzerà la mano con le teorie moderne, sottolineando le differenze di ragionamento tra le due.

 

La mano di Negreanu contro Ivan Luca

La mano si svolge al PCA Super High Roller 2018 di PokerStars, 15 left. 

Preflop: Blinds 6.000/12.000, Ivan Luca apre 99 a 30.000 da UTG+1, Daniel con 22 chiama dalla posizione dopo. Foldano tutti gli altri.

Flop: 536 (pot:94.000) – Luca punta 28.000, raise 95.000 di Negreanu, call.

Turn: 3 (pot: 284.000) – Check to check.

River: 8 (pot: 284.000) – Ivan Luca checka, Negreanu bet 400.000, folda Luca.

 

Analisi vecchia scuola

Il vecchio me non approverebbe questa mano, direbbe che è stupida perché è quello che sembra.

Preflop gioco sempre una coppia perché se chiudo set al flop posso prendergli tutto lo stack, altrimenti non perderò mai troppi soldi con 2-2, quindi la mano è facile.

Al flop lui punta meno di quanto abbia rilanciato preflop, non sembra molto spaventoso. Chiamo per capire dove sono. So che tutti i giocatori new school diranno: AAAH L’HA DETTO DAVVERO 😀

Lui sa che gioco anche con carte basse, quindi se rilancio posso fargli foldare tutti i suoi AK, AQ, e se chiama almeno so che ha qualcosa. In più non voglio che peschi qualche free card che può mettermi in difficoltà.

Lui chiama, al turn 3 checka e io checko back perché so di non avere la miglior mano ora. Non c’è motivo di puntare perché mi chiamerebbe, meglio prendere la carta gratis sperando in un 2 o in un 4.

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Al river non posso battere niente, la giocata standard è che io checki dietro e lui vinca il piatto. Ora, il me stesso vecchia scuola direbbe:

‘Ma che diavolo, ci sono 284.000 nel pot e tu ne punti 400.000 con coppia di due? È stupido! Sei un poker player abbastanza bravo da evitare tutte queste follie e lasciarle ai ragazzini che bluffano troppo. La gente chiama fin troppo, non c’è motivo di bluffare, specialmente dopo il raise al flop sai che ha una mano. È un azzardo, un grande errore.’

 

Analisi nuova scuola

Preflop decido di chiamare perché ho uno stack sufficiente per cercare un set in posizione. Nel mio calling range ci sono mani come QJs, JTs e posso rappresentare qualcosa su vari flop.

Al flop Luca fa una c-bet standard, buona size (notare la differenza con la vecchia scuola, dove la size era bassa).

È un flop migliore per lui che ha tutte le overpair nel suo range, penso che abbiamo circa lo stesso numero di suited connector che hittano quel board. Forse Luca un po’ di più perché gioca molto aperto quando ha un buon stack.

Il mio raise al flop, ammetto, era un po’ condizionato dal mio pensiero old school, ma in fondo non è così sbagliato. Luca non ha un grande range di 3-bet qui, e io quando rilancio sto dicendo di avere 56s o set. Se Ivan ha KK o QQ la giocata standard è il call. La mia giocata lo congela un po’, e nega dell’equity a mani come QJ per esempio.

Molti possono pensare che checkando al turn smetto di raccontare la storia che stavo dicendo al flop, ma credo di poterla raccontare anche puntando al river. Una certa percentuale di volte checkerò back i miei full house. Penso che una bet al turn non farebbe foldare le overpair. Non sto checkando al turn con il solo piano di arrendermi comunque.

Il river connette alcune mani che potrei avere, come 87s e 97s, che si aggiungono al mio range di valore con i full giocati in slowplay. Quindi quando checka posso rappresentare questo range: quattro combo di 97s, tre set di 6 e tre di 5, una combo di 33 e forse tre combo di 88.

Ci sono quattordici combinazioni di valore che rappresento per usare un’overbet, che è l’unica size che qui potrebbe far foldare Luca.

Nel mio range di bluff ci sono sei combo di 22 e sei combo di 44, quindi 12 combinazioni totali. Forse possiamo aggiungere qualche mano come KQs. A questo punto c’è un buon bilanciamento tra bluff e valore.

Quando overbetti sei estremamente polarizzato, o hai le migliori mani o bluff totale, mai mani di medio valore come TT o JJ, con quelle si tende a puntare 2/3 pot, quindi Luca fondamentalmente dovrà andare in bluff-catch.

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