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il 30 Mag 2012

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WSOP 2012 – Dario Alioto gioca i suoi primi due eventi e rispolvera il NLHE

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WSOP 2012 – Dario Alioto gioca i suoi primi due eventi e rispolvera il NLHE

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Dario Alioto è uno dei pochi italiani a poter vantare di aver vinto un titolo mondiale alle World Series Of Poker. Specialista di Omaha, ha esordito in queste WSOP 2012 partecipando all’evento #2, il 1.500$ No Limit Hold’Em/Pot Limit Omaha, dove però la sua corsa si è fermata al secondo turno contro, ironia della sorte, un giocatore irlandese di cash game Omaha che “Era abbastanza vulnerabile come giocatore di Hold’Em, soprattutto nella fase push-fold”. Quindi le WSOP cominciano con un Alioto inedito, che preferisce affrontare il suo avversario in una partita di Texas Hold’Em piuttosto che Omaha, nonostante sia quest’ultima la sua specialità.

 

Com’è andato il tuo primo torneo?

Eravamo 319 giocatori iscritti su un CAP di 512. Dovendone passare 256 al secondo turno, ci sono stati dei giocatori che hanno avuto il vantaggio di saltare il primo Heads Up: io sono stato fra i fortunati.

Con chi ti sei scontrato al tavolo?

Ho giocato contro un giocatore irlandese di cash game, prettamente di Omaha. Questo giocatore si è mostrato abbastanza vulnerabile nel Texas Hold’Em, specialmente quando si trattava di giocare con meno di 15 bui. Mi sono trovato quindi in una situazione paradossale: nonostante il PLO sia la mia specialità, preferivo affrontarlo nel THE perché ero più avvantaggiato.

Che tipo di leak presentava questo giocatore?

Mancava molti push, non repushava quasi mai sui miei mini-raise… in pratica gli mancava l’esperienza da giocatore di Sit And Go: non era capace di giocare al meglio da short stack.

All’inizio non ero contento dell’accoppiamento in quanto lui era un giocatore esperto, poi però, resomi conto che era facilmente exploitable nel THE, mi sono ricreduto.

Presentava dei leak anche nel PLO?

Era bravo ma ho notato dei leak anche lì: ad esempio, tendeva a chiamare troppo dopo che aveva limpato, e poi usciva spesso pottando anche fuori posizione. Nella partita, poi, ha saputo bilanciare questo gioco cominciando a limpare anche con mani molto forti, mixando quindi il suo range e compensando i difetti del suo gioco con delle mosse più tricky.

Che tipo di strategia hai adottato?

L’evento in questione era triple-chance: praticamente si comincia con 6.000 chip a testa, più altre due chance, ovvero altri due gettoni da poter cambiare subito (e giocare quindi con 18.000) oppure riservarsi nel caso lo stack attuale venga distrutto. Visto che avevo notato dei leak nel gioco short-stack, ho deciso di non cambiare tutte e tre le chance sin da subito, quindi inizialmente ho giocato con 6.000 chip per metterlo in difficoltà. I giocatori di cash game irlandesi sono soliti a giocare molto deep al tavolo, anche 400x, quindi per loro è fastidioso e a tratti frustrante affrontare un avversario che ha davanti solo una trentina di bui. Infatti ho notato che oppo si lamentava con un suo amico riguardo la mia strategia di gioco, “No skill” diceva, ma la possibilità di giocarmi tre proiettili contro un giocatore che non è capace di giocare short-stack è un’occasione che non potevo perdere.

Com’è andata la partita?

Nella prima ora e mezza è stato uno sconto equilibrato: lo spostamento di stack non era mai alto. Abbiamo avuto per gran parte della partita le nostre 18.000 chip a testa, e raramente uno di noi scendeva sotto le 15.000.

Preflop non è andata malissimo, ma quando si giocava fino a showdown senza andare all-in, runnava veramente incredibile. A parte una scala, non c’è stata una volta che il punto mi abbia retto fino al river. Altre volte non floppavo, o se floppavamo entrambi era meglio lui, e così via.

Qual è stata la mano determinante?

Sono state due le mani che hanno deciso la partita. La più importante vedeva un piatto da 25.000 chip sulle 36.000 in gioco, quando i bui erano 400-800, quindi eravamo abbastanza short. Io miniraiso KKJT doublesuited, lui potta, io repotto e andiamo ai resti. Aveva AA86 con tre carte di picche. Parte da sopra e regge. Dopo che ha vinto il piatto sono rimasto con 6.000 chip, e sono riuscito a risalire fino a 13.000, grazie alla fase push-fold nell’Hold’Em che ho saputo sfruttare al meglio. Purtroppo nell’ultima mano lui pusha da bottone 10BB, io avevo una coppia di dieci e chiamo, lui chiude il colore e il mio torneo finisce lì.

 

Giusto il tempo di una Pepsi Cola nel corridoio del Rio che Dario si fionda nuovamente al desk delle registrazioni per giocare l’evento #4, il 1.500$ Seven Card Stud Hi-Lo Split 8-or-better, dove affronta addirittura Phil Ivey al tavolo per buona parte del torneo, ma neanche in questo evento il capitano del Sisal Poker Team Pro è fortunato: “Dopo qualche livello di gioco avevo raddoppiato il mio stack iniziale, poi però non ho vinto più una mano finché ho trovato l’eliminazione”. Niente da fare quindi, i primi due colpi sparati Dario Alioto in queste WSOP 2012 non sono andati a segno, ma il programma dei tornei è lungo e il braccialetto azzurro ha intenzione di giocare tantissimi tornei, specialmente le varianti: l’appuntamento è per l’evento #7 dopodomani, il Seven Card Stud da 1.500$!

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