Sunday, Nov. 17, 2019

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il 2 Nov 2013

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Massimo Mosele: “I ragazzini della nuova scuola sono davvero tosti!”

Massimo Mosele: “I ragazzini della nuova scuola sono davvero tosti!”

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Massimo “MAXSHARK” Mosele, pro di PokerYes, vero e proprio veterano del poker con alle spalle una esperienza di anni di gioco, ci racconta il suo punto di vista sul Texas Hold’em di oggi, facendo le opportune distinzioni tra il gioco live e l’online.

Il vero gioco professionistico di oggi è l’online. E te lo dice uno che ha giocato tantissimo “dal vivo“. Il numero di mani e tornei che puoi giocare da dietro una scrivania sono infinitamente maggiori rispetto a quelli che può fare un torneista da casinò”.

Come già affrontato in un nostro articolo di poco tempo fa, MAXSHARK torna dunque a sottolineare l’influenza della varianza nell’Hold’em, battibile, a sua detta, solo se si grinda seriamente seduti davanti al computer di casa.

Ma passando all’aspetto tecnico del gioco, abbaiamo chiesto a Max un parere sulle nuove “young guns” e sul gioco loose aggressive.

IPC: E’ davvero la nuova frontiera o la vecchia scuola continuerà a tenere botta?

MM: Secondo me non si deve fare una distinzione netta, sarebbe riduttivo dire che un metodo è migliore di un altro. La vecchia scuola va sempre rispettata poiché, se giocata bene, ovvero evitando di essere estremamente passivi, è probabilmente un’ottima via per ottenere buoni risultati. Altrettanto vero è che i rappresentanti della nuova scuola sono veramente forti, preparati e tosti. Sorrido quando sento gente che dice di giocare da 30 anni: ci sono ragazzini che hanno massato milioni di mani e sono spesso più skillati di persone molto più grandi di loro.

IPC: Hai dovuto modificare il tuo gioco in questi ultimi tempi?

MM: Secondo me il poker è essenzialmente un gioco dove bisogna adattarsi agli avversari: se ti trovi in un tavolo aggressivo meglio aspettare una buona starting hand, viceversa, se il tavolo è molto chiuso, è fondamentale essere più intraprendenti. Tornando alla distinzione live/online, è ovvio che dal vivo è molto più facile trarre informazioni: quando stai seduto ore ed ore allo stesso tavolo, non hai difficoltà a capire che giocatore ti trovi davanti e, anche grazie ai tells fisici, puoi estrapolare molte più informazioni, inaccessibili, invece, se il tuo avversario si “nasconde” dietro un computer.

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