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Dopo Luca Moschitta, Giuliano Bendinelli, Luigi Curcio e Dario Sammartino, quest’oggi è Mustapha ‘Mustacchione’ Kanit, reduce dalla doppia vittoria all’Aussie Millions, a svelarci il suo thinking process.
La mano è delicata perchè arriva quando l’evento quattro della rassegna australiana, un A$1.100 6 max, si trova a quattro left.
Ecco l’azione raccontata strada per strada da Mustapha:
Ed ecco il thinking process:
PREFLOP
Ho una mano di assoluto valore, coppia di otto da small blind, e apro a 45.000 su bui 10.000/20.000 ante 2.000. Il mio avversario, Tam Truong, chiama senza esitazioni il mio raise.
FLOP
Al flop, su pairato, decido di andare in continuation bet perché so che con K high e A high chiamerà sicuramente la mia puntata, inoltre il board si presta a diversi floating in posizione. Truong, come previsto, chiama la mia puntata di 45.000 chips.
TURN
Al turn checko per prendere valore appunto dai floating e anche per potcontrollare, perchè non voglio ritrovarmi a giocare l’intero stack con l’altro deepstack del tavolo su un board simile. Il mio plan, comunque, è quello di chiamare se Truong puntasse per rivalutare al river in base alla carta e alla sua action. Lui, comunque, decide di checkare.
RIVER
Al river decido di bettare una size molto grossa, ovvero 140.000, in modo da farmi pagare dai 7, dato che, ogni tanto, anche contro di me Truong può herocallare. Vista l’azione sono comunque sicuro di avere la mano migliore: con un trips, infatti, Truong avrebbe bettato al turn, e con una mano come 9-9, che potrebbe essere nel suo range, non rilancerebbe al river, mentre con un set farebbe una size più corposa di questa. Quindi chiamo abbastanza sereno, del resto contro Truong ho ottime letture: poco dopo questa mano, contro di lui ho foldato anche un full avendo la certezza in quella circostanza di essere sempre battuto.
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