Tuesday, Jan. 25, 2022

Strategia

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il 11 Mag 2016

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Alec Torelli: “Quittare una sessione quando si è in attivo? Alcuni segnali suggeriscono quando farlo!”

Alec Torelli: “Quittare una sessione quando si è in attivo? Alcuni segnali suggeriscono quando farlo!”

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Upswing e downswing. Chi gioca cash game sa di viaggiare costantemente sulle montagne russe. Piatti vinti, piatti persi, il net profit che sale e scende senza controllo.

Anche il regular più preparato non è immune a certe fluttuazioni, specie quando s’imbatte in qualche cooler, o peggio ancora bad beat dopo averle abbondantemente ‘messe da meglio’.

Il professionista italo-americano, rispondendo ad un suo fan, ha dettato le linee guida per non smarrire il proprio mindset in seguito ad una o più mani sfortunate. Seguendo lo spunto offertogli, Torelli si è soffermato su quelle particolari sessioni in cui si è stati per larga parte in big profit e si finisce col chiudere con un piccolo attivo.

“E’ capitato a tutti! Stiamo facendo una gran sessione, vincendo più di quanto potessimo immaginare. Poi, poco prima di quittare, ci crackano gli assi e perdiamo gran parte di quanto guadagnato sin lì. E’ frustrante, ma una volta spento il computer dobbiamo sempre fare mente locale e ricordati che anche se eravamo sopra di diversi stack il giorno seguente troveremo il conto più ricco di quanto lasciato 24 ore prima. Chiudere in attivo, per quanto minimo, non può mai portare insoddisfazione e/o tilt.”

Fatta eccezione per bad beat o cooler imparabile, una delle cause che può talvolta portare a perdere parte del profit accumulato è perlopiù inconscia:

“Ci sediamo sugli allori e ci accontentiamo di giocare abc, senza rischiare più di tanto. Tanti player non se ne accorgono, ma sul finire di sessione modificano il proprio stile di gioco in base al net profit. Profit che magari era dovuto al gioco spumeggiante e aggressivo tenuto sin lì e che abbiamo accantonato per chiudere in maniera più conservativa e proteggere lo stack. La memoria selettiva va dunque a focalizzarsi su quegli spot imparabili, ma potrebbero essercene altri in cui abbiamo perso o non abbiamo vinto quanto avremmo fatto qualche ora prima.”

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Torelli sottolinea e ribadisce l’importanza di questo punto, ampiamente trattato nel suo “The four step to beat anyone in poker”, suggerendo il quit quando si è più che soddisfatti di quanto fatto:

“Se iniziamo ad adagiarci, se alteriamo il nostro gioco, se abbiamo paura di perdere parte della vincita… dobbiamo smettere di giocare. E’ sempre difficile quittare quando le cose stanno andando bene, ma se non si è focus come ad inizio sessione è giusto andare sit out e chiudere la lobby, altrimenti si perderà inevitabilmente!”

Per coloro che soffrono particolarmente bad beat, e bad run in generale, Alec consiglia di prendersi il giusto tempo di distacco dal mouse e rilassare mente e corpo con altro:

“Andate a farvi una passeggiata, andate a correre, organizzate una o più giornate tutte per voi. Cliccare quando non si è confident non porterà mai buoni risultati. Staccare dal poker per un po’, specie per chi grinda tanto, è una necessità!”

 

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