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il 8 Ago 2017

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TP storici: Perati vs Dato all’IPT Grand Final Saint Vincent 2013

TP storici: Perati vs Dato all’IPT Grand Final Saint Vincent 2013

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Per la rubrica ‘TP storici’ rispolveriamo oggi uno spot che ha visto affrontarsi Mario Perati e Andrea Dato all’IPT Grand Final Saint Vincent 2013 vinto da Domenico Drammis.

La dinamica della mano è sicuramente interessante perchè fa capire come ragionano due rounders quando si trovano uno di fronte l’altro, e l’importanza che possono avere i tells in queste situazioni di gioco.

Ecco lo spot che abbiamo graficato per la nostra pagina Facebook:

 

Ed ecco i thinking process dei due protagonisti.

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Mario Perati

Il preflop è abbastanza standard, io flatto spesso mani speculative perché in posizione riesco a prendermi diversi vantaggi. Al flop Andrea betta circa 2/5 del pot e siccome so che un giocatore skilled come lui può cbettare il 100% dei flop come questo, avendo hittato il 6 chiamo per rivalutare. Al turn 4♦, Andrea betta 32k circa 1/3 del pot, e inizio a parlarci. Al tavolo cerco di parlare molto con i miei oppo, per trarre il maggior numero di info, comunque inizio a pensare al range di mani con cui poteva fare quest’action: sono convinto che molti giocatori preferiscano potcontrollare anche con mani di valore come A-A, A-K, K-Q perciò mi aspettavo un check da parte sua. Inizio dunque a pensare di essere effettivamente buono, ma è ancora possibile che lui abbia una quadri alta. Al river 9♦ lui betta ancora, ma una size particolare: meno di 1/4 del pot. Per quanto riguarda il mio range percepito, io non raisando turn a volte ho flush già chiuso, altre ho mani come K-Q, K-J, K-10 e tante volte pair. Credo lui volesse far foldare tutte le pair senza quadri e a volte anche qualche K. Lì inizio a pensare a cosa mi aspettavo che lui facesse se fosse uscito quadri, cosa lui si aspettava da me, e come avrei giocato io la mano se fossi stato al suo posto, con un range di valore o in bluff. Ci penso e ci ripenso e c’è qualcosa che non mi quadra. Continuo a parlare con lui per cercare ulteriori informazioni e, dopo un po’, intuisco che sta sperando io foldi; anche per questo decido di chiamare e vinco la mano.

 

Andrea Dato

Su flop K xx la c-bet al flop è abbastanza standard. Quando Perati chiama può avere ancora tante cose: un K, un 6, flush draw. Al turn, oltre alla coppia di 3 già hittata al flop, mi si apre anche una bilaterale, ma qui decido di trasformare il mio valore in bluff e punto ancora. Muhamet chiama e a questo punto metto tanti K nel suo range. Il mio plan in questo momento non è ancora del tutto chiaro: posso spararne una grossa al river oppure no. Al river esce quadri e su questa carta opto invece per una puntata piccola cercando di rappresentare tanti colori medi. Penso che il suo sia un call tecnicamente bruttino, ma confrontandomi con lui a fine torneo ho capito che ha optato per quella scelta più per dei tell che ho fatto trapelare che per la mano in sé e per sé. Mi ha fatto parlare e mi ha “sgamato” in pieno: bravo lui!

 

Articolo pubblicato su Poker Sportivo n. 82, gennaio 2014

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