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il 4 Apr 2018

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Thinking Process – Adrian Mateos folda trips: “Difficilmente un amatore bluffa senza equity contro di me…”

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Thinking Process – Adrian Mateos folda trips: “Difficilmente un amatore bluffa senza equity contro di me…”

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Un interessante docu-live griffato Winamax con protagonista Adrian Mateos ci ha permesso di entrare nella testa dello spagnolo e seguire pedissequamente i suoi elaborati Thinking Process.

Il fenomeno spagnolo, 13.390.000$ di vincite in tornei live (!), ora compagno di Team di Mustapha Kanit nella scuderia della room francese, ha dunque analizzato alcuni spot giocati nelle prime fasi del PokerStars Championship di Praga, andato in scena nel dicembre dello scorso anno.

Una delle mani più interessanti prese in esame dal natio di San Martin De La Vega lo vede difendere da big blind con A6 l’open del cutoff…

Ecco l’intero spot in grafica.

Ecco dunque il TP del campione iberico:

“Preflop posso sia chiamare che tribettare, preferisco decisamente la prima opzione, specie quando non ho particolari info sul mio avversario. L’unica cosa di cui sono abbastanza sicuro sul suo conto è che non si tratti di un professionista. Lo intuisco da come si muove…”

Al flop la prima piccola sliding door:

“Flop superlativo per me! Su questa texture andrò ovviamente a checkare tutto il mio range. Dopo la puntata di oppo devo decidere se limitarmi al call o rilanciare. Anche in questo caso preferisco la prima delle due: sia perché underreppo la forza del mio punto sia perché giocherei in check/call anche con un’ampia fetta di range con cui ho deciso di difendere pre.”

Il turn è sostanzialmente una blank:

“Questa carta cambia poco o nulla. Checko nuovamente e il mio avversario decide di puntare ancora: 2/3 pot. A questo punto il call è l’unica scelta possibile. Ho una mano troppo forte per foldare e non ha alcun senso rilanciare.”

Il river è un K. Mateos bussa, oppo spara la terza a 15.000.

“Questa è davvero una carta terribile. Quando il mio avversario decide di puntare ancora sono costretto a escludere tutte le pocket pair di 9 alle donne che avrebbero talvolta potuto giocare così fino al turn. Restano dunque tutti gli assi migliori dei miei e tutti i flush draw chiusi. Non vedo quasi nessuna combo di bluff. Potrebbe avere 4-4, 5-5, 5-6, Q-Jo, Q-To ma non sono certo le ribarrelli turn, indi per cui al river restano davvero poche mani contro cui vinco. E’ una situazione di m*** perché il mio trips è diventato un mero bluff catcher. Il mio 6 non solo è un brutto kicker, ma una brutta carta perché blockera le combo di bluff di 5-6. Inoltre, non avendo picche, non blockero alcuna combo di flush. Foldare tris non è mai facile, ma considerando in ultimo anche l’immagine che avevo al tavolo ho deciso di passare la mia mano! Difficilmente un amatore s’inventa un bluff no equity contro un professionista :)”

 

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