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il 10 Apr 2019

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Parliamo di 6+ Hold’em: l’analisi del bluff di Justin Bonomo

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Parliamo di 6+ Hold’em: l’analisi del bluff di Justin Bonomo

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Dopo aver appreso le regole e i concetti base del 6+ Hold’em di PokerStars passiamo all’analisi di alcune mani giocate dai professionisti.

In questo caso, analizzeremo una mano giocata nel recente Super High Roller del Triton Poker Honk Kong, in formato 6+ Hold’em con un sistema di sole ante senza blinds.

La mano in questione è arrivata quando erano rimasti in gioco 16 player sugli 81 ai blocchi di partenza.

Gli ante sono a 12.000, con doppio ante di 24.000 per il bottone in questa mano occupato da Justin Bonomo con uno stack di 950.000 chips. Contro di lui Gabe Patgorski da cutoff con uno stack di 1.500.000 chips.

Poco prima di questa mano Bonomo ha già bluffato puntando per una size di due volte il piatto.

 

L’azione

“Jungleman” Dan Cates dà inizio all’azione limpando da hijack con 10 9.

Patgorski chiama da cutoff con A 10, Bonomo checka con J 8.

Flop: K A Q

Cates checka, Patgorski betta 50.000 chips e Bonomo chiama.

Cates folda e lascia i due avversari in heads-up.

Turn: A

Patgorski decide di slowplayare e checka.

Bonomo betta 100.000 chips e riceve il call.

River: J

Patgorski checka nuovamente Bonomo va all-in, mettendo nel piatto tutte le sue 789.000 chips.

Patgorski prende un po’ di tempo per pensare per poi foldare e concedere il piatto a Bonomo.

 

Riflessioni ed analisi della mano

Questa situazione ricalca un concetto che abbiamo gia visto nell’articolo sul gioco preflop. Isaac Haxton ha sottolineato che i giocatori che non agiscono da bottone sono molto incentivati a limpare puntando solamente un altro ante per vedere il flop.

Nella mano analizzata Cates fa proprio questo limpando con un mediocre 10 9. Patgorski si limita a limpare da cutoff, nonostante abbia un A-10 suited. Tuttavia, le carte suited nel 6+ Hold’em hanno un valore inferiore rispetto al regular Hold’em. Questa differenza di value è dovuta al fatto che ci sono meno carte e quindi meno possibilità di combinare il colore.

È da considerare che la mano di Patgorski è una di quelle con cui molti giocatori avrebbero raisato in questo spot. Bonomo decide di checkare per osservare il flop che poi si rivela: K A Q. Ognuno a questo punto ha un possibile progetto: Patgorski ha una top pair e 4/5 di scala, entrambi gli avversari hanno un blocker.

Patgorski punta circa il 50% del piatto con la mano per il momento migliore. Bonomo ha buone probabilità di combinare una scala se esce un 10 al turn, quindi chiama la bet di Patgorski. Nel 6+ Hold’em è possibile combinare scala una volta su quattro al turn, è una statistica da non sottovalutare.

Bonomo inoltre, se al turn uscisse una carta di quadri, avrebbe anche un progetto di colore. Entrambi i giocatori non sono effettivamente committati al momento.

Al turn Bonomo non solo ha un blocker per la scala, ma ottiene anche un blocker per il colore dato che arriva un A.

Patgorski checka e Bonomo ha una buona opportunità di bluff.

Con il turn Patgorski checka nonostante ha appena combinato un tris, decide di non far intendere la sua mano all’avversario e asseconda l’azione di Bonomo. Bonomo è dunque ancora in svantaggio in termini di odds.

Quando Patgorski chiama la bet di Bonomo, sembra molto probabile che abbia il tris d’assi, oltre alla possibilità di aver combinato una scala. Inoltre è possibile che abbia un progetto di colore considerando che ha semplicemente limpato preflop.

Al river, Bonomo ha un value quasi infimo rispetto al suo avversario. Probabilmente ha bisogno di bluffare per vincere la mano.

 

Quale bet-size scegliere per far foldare Patgorski?

Se Bonomo pensa che Patgorski abbia almeno un tris d’assi, una low bet non sarà sufficiente a fargli cedere il piatto. Pushare per una size maggiore del piatto probabilmente può indurre Patgorski a foldare.

Analizzando la mano di Patgorski, ha una scala e un tris d’assi con la possibilità di combinare un full. Bonomo probabilmente shova per bluffare un colore.

Bonomo ha checkato preflop, quindi poteva certamente avere due carte suited. Ciò rende particolarmente difficile per lui il bluff, ma nonostante ciò al flop ha scelto questa strada.

Potrebbe essere plausibile pensare che Bonomo sia in costante bluff considerando come ha agito nelle sue mani precedenti. Tuttavia ha chiamato al flop con un terzo giocatore dietro di lui.

Tra i tanti bluff, i più plausibili derivano da mani che hanno progetti di scala. Patgorski deve considerare questa evenienza e analizzare in quali casi conviene chiamare. Infine c’è il fatto che Bonomo aveva appena bluffato in maniera simile nella mano precedente.

Questo rende più o meno probabile che stia bluffando? Citando Bobby Baldwin: “Il secondo Bluff contro un giocatore forte, è quello buono!”. Il secondo bluff di Bonomo a differenza del primo è stato vincente.

 

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