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il 1 Giu 2012

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WSOP 2012 – Andrea Dato: “I tornei sono più divertenti del cash game, ora voglio un braccialetto!”

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WSOP 2012 – Andrea Dato: “I tornei sono più divertenti del cash game, ora voglio un braccialetto!”

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“Quest’anno mi sento molto confident, ho avuto anche bei risultati, quindi so che giocherò bene: voglio il braccialetto”, queste le parole di Andrea Dato che oggi è approdato al Day2 dell’evento #6, il Mixed Max No Limit Hold’Em da 5.000$.

Quest’evento, che oggi si è giocato in modalità 9-handed, domani diventerà 6-handed, e da dopodomani fino alla fine procederà a suon di heads up. L’ultimo di questi testa a testa assegnerà il titolo che consacrerebbe la fama del pro di Glaming, ormai stimato giocatore di cash game high stakes che ultimamente sta dedicando gran parte del suo tempo ai tornei.

Nonostante Dato sia uno fra i migliori giocatori italiani, il giocatore romano è consapevole di quanto sia arduo il suo obiettivo: “In questi giorni ho giocato i tornei Hold’em e ho capito che vincere un braccialetto è veramente difficile. Ci sono due tipi di tornei alle WSOP: quelli con buy-in “bassi”, che si aggirano attorno ai 1.500$, e quelli più grandi che hanno un costo d’iscrizione medio di 10.000$. Andrea è ben consapevole che, in entrambi i casi, non ha vita facile: “Nei tornei con buy-in alto, in questi giorni ho visto solo giocatori forti, neanche di medio livello; se invece un buy-in è basso, di conseguenza ci sono 3.000 persone, e per vincere un torneo del genere puoi essere forte quanto vuoi, ma devi avere fortuna!”.

Tutti questi problemi per un giocatore che ha già vinto tantissimo e continua a farlo, grazie al suo gioco eccellente nel cash game: perché? “Ok, i soldi sono soldi, ma adesso voglio la gloria”, confessa il rounder, “E poi i tornei sono molto più divertenti”. Perché? “Mentre al cash game si gioca sempre con 100 bui, nei tornei ci sono tanti fattori da tenere in considerazione: l’avversario short, l’altro deep, la struttura”, mentre “Nel cash game gli spot ad un certo punto diventano standard e si ripetono”.

Chi l’avrebbe detto che uno dei più grandi cash gamer di high stakes in Italia si possa convertire alla modalità torneo? In fondo si guadagna molto di più giocando cash (soprattutto ai livelli cui è solito giocare Andrea Dato), e con più costanza. In realtà quello di Dato è un segnale importante per il poker italiano perché ci ricorda che il poker non è solo questione di soldi, ma anche di divertimento. E l’emozione che può dare vincere un titolo mondiale, probabilmente, non ha prezzo.

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