Tuesday, Jul. 23, 2019

Poker Live

Scritto da:

|

il 3 Giu 2012

|

 

WSOP 2012 – Dario Alioto: cronaca di un day 2 finito male

Ricevi tutti i nostri articoli via email, inserisci qui

Autorizzo, ai sensi del d.lgs. 196/2003 s.m.i., l’utilizzo dei miei dati personali, anche per conto di terzi, per finalità promozionali e di marketing. Leggi l'Informativa sulla Privacy.

AutorizzoNon Autorizzo

WSOP 2012 – Dario Alioto: cronaca di un day 2 finito male

Area

Vuoi approfondire?

Argomenti correlati

Uscire a due passi dalla bolla non fa tanta differenza per chi punta al braccialetto e non alla zona premi. Tuttavia le chip c’erano, e molti si chiedono: “Ma se è così forte, e aveva le chip, come ha fatto ad uscire?”. Bella domanda. In questo pezzo ripercorriamo insieme al capitano di Sisal Poker la cronaca del suo Day2 all’evento #8, il 1.500$ Omaha Hi-Lo Split 8 or Better delle World Series Of Poker 2012. Alioto era approdato alla seconda giornata di torneo da “big stack”, poi però qualcosa è andato storto… scopriamo mano per mano le fasi salienti del torneo che hanno determinato la sua eliminazione.

“Durante le prime fasi del torneo vinco ¾ di piatto contro Racener e salgo a 38.000, poi ho vinto e ho perso chip finché non è stato rotto il tavolo. Un’ora e mezzo dopo l’inizio del Day2 ho 30.000 chip.”

MANO #1 – Sono di grande buio con AAJ8, mi limito a difendere sull’apertura di un giocatore da Middle Position, e al flop scendono AQ2 rainbow: io checko, lui punta, io rilancio e lui chiama. Al turn cade un 3, io punto e lui chiama. Al river scende un 4, questa volta scelgo di checkare con il plan di chiamare nel caso lui punti, e infatti così succede. Aveva AT57: al flop sembrava quasi impossibile che vincesse, doveva cadere l’impossibile. Eppure.

MANO #2 – La seconda mano importante del torneo mi fa vincere un po’ di chip: ho coppia, nut flush draw e straight draw al flop, chiudo la mia scala al river dove oppo check/folda perché, probabilmente, era in draw di colore al flop, che non si è poi concretizzato.

MANO #3 – Su flop Q92 ho A4 di cuori, siamo in un 3-way pot in compagnia di Chad Brown. Io punto, un giocatore chiama e Chad Brown rilancia trovando due call. Il turn è un 3, quindi a questo punto ho nut flush draw e nut low draw, due check e Brown punta, chiamiamo entrambi. Si crea un piatto mostruoso che posso vincere con tantissimi out, il river però è un re che non mi serve: perdo il piatto, torno intorno alle 19.000 chip.

MANO #4 (Dario ha analizzato più approfonditamente questa mano insieme a noi) – In BVB Chad limpa, io rilancio con AT62 da grande buio, lui chiama e scendono ApQpJc; io ho l’asso di picche, ma è l’unica carta di picche che ho in mano. Lui checka, io punto, lui rilancia e io chiamo. Al turn esce un 3 di picche: a quel punto posso tranquillamente rappresentare il colore all’asso, soprattutto perché ho molta fold equity essendo in una situazione prossima alla bolla. D’altro canto, il mio avversario può tendere a check/raisare con tante mani finte su quel flop che non dà possibilità di low. Lui punta, io rilancio e lui gioca. Al river cade un asso. Chad Brown, conoscendolo, passa poco al river, quindi scelgo di non puntare. Checko dietro, e lui mostra un full con QQ95.

MANO #5 – Rimango con 7.000 chip quando i bui sono 800/1.500 e le puntate 1.500/3.000. Un avversario rilancia da late position, io sono di cut-off con A934, una mano non molto forte per l’high, quindi preferisco limitarmi al call, con la speranza che qualcun altro entri nel piatto, così che io possa estrarre più valore dal mio low, il quale è anche accompagnato dal 4. Il flop è AT2 con due picche: coppia d’assi, low draw e flush draw. Lui punta, io rilancio, e andiamo ai resti. Lui gira A234, quindi ho un miliardo di out per l’high perché col 5 splitto, col 9 e col 10 vinco, così come con tutte le picche e nel caso si accoppi il board runner runner dandomi una doppia con il kicker superiore. Il mio draw per il low è simile al suo. Al turn arriva un dieci di fiori che mi dà possibilità di battere la sua doppia. Al river esce un’altra carta di fiori che gli fa chiudere colore e sono player out. Lui esclama “nice hand”, spinge via le carte e mi dà le sue chip. Il dealer prendere la mano gettata, la controlla, e la butta nel muck. Poi un altro giocatore al tavolo suggerisce di guardare meglio, perché in realtà la mano muckata è quella vincente. Il dealer ripesca le carte dal muck (essendo andati all-in, tutti avevano visto le carte quindi, da regolamento, le carte sono recuperabili e riconoscibili ndr), e constata che, effettivamente, il mio avversario aveva flush e quindi vinto la mano. E io penso: “Guarda con chi devo perdere, gente che neanche sa cos’ha in mano”.

Articoli correlati

Lascia un commento

ItaliaPokerClub non è un operatore di gioco a distanza, ma un portale informativo dedicato ai giochi. Tutte le poker room partner del nostro portale hanno regolare licenza AAMS. Il gioco è riservato ai soggetti maggiorenni e può causare dipendenza e ludopatia.
Consigliamo, prima di giocare, di consultare le probabilità di vincita dei singoli giochi presenti sui siti dei concessionari