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il 11 Nov 2014

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La maledizione del final table del Main WSOP per Mark Newhouse

La maledizione del final table del Main WSOP per Mark Newhouse

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La sensazione di rivivere qualcosa che sembra essersi già verificata nel passato capita molto spesso.

Il fenomeno si chiama Déja Vù e non è poi così raro, visto che a tutti, nel corso della vita, succede di ritrovarsi in situazioni piuttosto simili e ripetitive.

E probabilmente in questo momento è esattamente quello che sta pensando Mark Newhouse.

Nonostante l’incredibile entusiasmo che ci aveva confidato, infatti, il player americano è uscito in nona posizione dal Main Event WSOP 2014, la stessa identica posizione dello scorso anno dove comunque ebbe la ‘attenuante’ di partire da ultimo del count.

Uno scherzo del destino, una storia che si ripete al punto da assumere i contorni di una vera maledizione pokeristica.

Forse Newhouse avrebbe fatto a meno di entrare nella storia, visto che questo ha comportato il finire due volte di fila da ultimo dei November Nine, per un gruzzolo di ‘appena’ 1.433.949′ dollari.

Molto probabilmente Mark avrebbe preferito arrivare a un solo tavolo finale per uscire poi sesto. Di sicuro avrebbe guadagnato di più: 1.535.691 quest’anno, 1.600.793$ nel 2013.

Certo, a quei livelli si gioca per i massimi e il giocatore statunitense ha affrontato il tavolo finale puntando dritto al braccialetto e ai 10 milioni tondi della prima moneta. 

Come è vero che il buongiorno si vede dal mattino, Newhouse ha chiarito quale sarebbe stata la sua condotta fin dalla prima mano del tavolo finale, in cui ha rotto il ghiaccio rilanciando Q 2 da bottone.

Subito si è anche visto come sarebbero andate per lui le cose, con Will Tonking che chiama da grande buio con A 9 e trova la doppia coppia su un flop con tre carte a cuori.

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Sarà lo stesso statunitense a sancire l’eliminazione del giocatore del North Carolina, con la mano che è stata ampiamente dibattuta sulla nostra pagina Facebook:

newhouse busto

 

Una eliminazione bruciante per chiunque: neppure nel più brutto dei suoi incubi un giocatore vorrebbe vivere una simile disfatta. Nono per due volte di fila al tavolo finale più importante dell’anno.

Il senso di impotenza che Newhouse proverà adesso deve essere davvero devastante. Ma d’altronde a volte le cose sembrano andare come secondo un copione scritto dal Fato.

Alla luce del risultato di oggi, un Tweet scritto dallo stesso Newhouse lo scorso 7 luglio diventa scaramanticamente inquietante.

 

(Ho appena comprato l’ingresso per il Day 1 c del Main Event. Non devo finire nono ancora una volta)

 

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