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il 6 Ago 2019

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Stephen Chidwick fa il fenomeno al Triton Million: ecco come ha sceriffato Vivek Rajkumar!

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Stephen Chidwick fa il fenomeno al Triton Million: ecco come ha sceriffato Vivek Rajkumar!

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Chiedetevi pure come mai Stephen Chidwick stia mettendo a ferro e fuoco la scena high stakes e sia riuscito a balzare in testa alla All-Time Money List Inglese, oltre ad essere una presenza costante nella Top 10 di tutti i tempi…

Nella fase più importante del torneo dei record, giocato la scorsa settimana a Londra, Stephen Chidwick ha messo a segno un hero-call a dir poco sensazionale, specie se consideriamo la posta in palio con scalini milionari per ogni eliminazione.

La mano nel dettaglio

SITUAZIONE: Siamo al livello 100K/200K, Ante 200K, tavolo 6-handed.

PREFLOP: L’indiano Rajkumar apre a 450K da BTN con  A 8, Chidwick difende da BB con J 5. Gli stack in gioco? 18.500.000 per l’indiano, 4.500.000 per l’inglese.

FLOP: J 9 4 Check-call per Chidwick sulla c-bet 300K dell’avversario.

TURN: Q Secondo check-call per Chidwick, stavolta la bet è di 850K.

RIVER: 6 Terzo check per Chidwick, Rajkumar shova per poco più di una pot size bet, Stephen mette la pila dei suoi time bank in mezzo e si prende il tempo necessario ad annunciare il call.

L’analisi dello spot

Rajkumar è in rush, è appena riuscito a balzare in testa al count dopo un colpo giocato al 30% e ha un sorrisone stampato in faccia che, siamo sicuri pur non conoscendolo, avrà avuto poche volte nella vita considerati i 19 milioni in palio per il vincitore.

Sull’onda dell’entusiasmo apre da BTN trovando la difesa di Chidwick, uno che difficilmente molla la presa anche nelle situazioni di massima pressione.

La sua difesa con J 5 e oltre 20 x a disposizione, considerato anche che il range dell’indiano potrebbe non essere proprio dei più tight oltre all’indiscussa edge postflop, è assolutamente legittima.

La c-bet è quanto di più standard potesse verificarsi, così come il call di Chidwick con top pair.

Il turn è una di quelle carte talmente buone per il range avversario da potersi prestare a una second barrel in bluff: Chidwick questo lo sa e per la medesima ragione non ha alcuna intenzione di passare la sua second pair.

La bet di Rajkumar polarizza il suo range su una mano molto forte o aria totale. La presenza di un draw a scala e uno a colore, allargano quello di air/semi-bluff rispetto a quello di valore, motivo per cui il call di Chidwick è ancora una volta corretto.

Al river Rajkumar decide di mettere massima pressione all’avversario mettendolo ai resti. A questo punto Chidwick deve stimare in che misura il suo bluff catcher può risultare la mano migliore allo showdown. Stephen perderebbe ovviamente da tutti i Jack alti, una mano che però difficilmente rientra nel range di Rajkumar.

Si tratterebbe di una giocata piuttosto fine, che per quanto visto fino a quel momento al tavolo non sembra essere nelle sue corde. Non siamo sicuri nemmeno che con una mano forte come A-Q l’indiano possa effettivamente adottare una linea così aggressiva (bet-bet-shove) su una texture che non è affatto tra le più wet possibili.

Ci sono certamente le doppie come Q-J/Q-9/J-Q, ma due di queste combinazioni vengono blockerate dalla sua mano, mentre nella parte più forte del range potrebbe esserci una mano come K-T. Forse i set giocherebbero così, ma si tratta comunque di possibilità remote.

Con tante altre mani di medio basso valore Rajkumar avrebbe checkato almeno una delle tre strade, mentre se andiamo a vedere la parte del range di bluff che adotta una linea così strong troviamo davvero una marea di combinazioni.

Praticamente tutti gli A-x, alcuni 10-x, dei flush draw pescati al turn o mani come 8-7/7-6 magari a Picche, K-9, qualche raro A-K. In generale tutto ciò che non vuole arrivare a showdown e cerca di far passare una mano di medio-basso valore.

La decisione è di importanza capitale, non solo perché siamo 6-left e ogni scalino pesa come un macigno, ma anche perché un eventuale double-up cambierebbe completamente il corso del torneo per Chidwick, che infatti si prende tutto il tempo necessario prima di effettuare la scelta.

Alla fine arriva il call, un call monumentale che solo un campione del suo calibro può riuscire a piazzare con una freddezza a dir poco sconvolgente. E bravo Stephen insomma…

Ecco il video della prodezza:

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