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il 11 Ott 2017

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Reg identikit – Enrico De Rosa, il grinder viaggiatore: “Ci sono lavori peggiori! Ho molta libertà nonostante gli mtt”

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Reg identikit – Enrico De Rosa, il grinder viaggiatore: “Ci sono lavori peggiori! Ho molta libertà nonostante gli mtt”

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Lo sapevate che il vincitore dell’ultimo Sunday High Roller grinda dallo Yucatan?

Il 24enne pugliese Enrico De Rosa da un paio di anni vive infatti a Merida, nel Messico meridionale, ma gioca principalmente i tornei del ‘punto it’.

Lo abbiamo contattato in questi giorni e ci ha spiegato tutto: “Mi sono trasferito qui quasi due anni fa. Ho scelto Merida in quanto è una città sicura, a differenza di molte altri posti in Messico dove la sera c’è addirittura il coprifuoco. Da queste parti la natura è favolosa, il mare è vicino a casa, la vita è appagante e costa poco. Ero venuto per diventare Supernova Elite su PokerStars ma poi la room ha tolto quello status.

Ho deciso perciò che tra due mesi torno a casa oppure mi sposto in un altro Paese, tipo Malta. Adoro viaggiare. Non mi dispiace troppo lasciare questo posto, mi sono divertito abbastanza. Ho legato con parecchie persone ma gli amici d’infanzia sono insostituibili“.

Enrico ricostruisce per noi la sua girovaga carriera pokeristica: “Gioco a poker ormai da sette anni, praticamente da quando sono diventato maggiorenne. Prima di abitare in Messico sono stato anche a Bucarest, in Romania.

Ho iniziato da 18enne con qualche freeroll online e sit da pochi euro, dedicandomi poi al cash game per quattro anni. Nel 2013 mi sono piazzato sesto a uno dei primi Sunday Million italiani e ho messo a segno un paio di ottimi colpi all’ICOOP.

Proprio in quel periodo ho deciso di lasciare il cash per dedicarmi agli mtt, perché sono più facili e c’è la possibilità di shottare. Tuttavia richiedono degli orari quasi da schiavo. Nel cash puoi anche vincere qualche posta e quittare la sessione giornaliera dopo un’ora e mezza di gioco. Nei tornei invece devi stare per tante ore al pc.

Gli orari degli mtt rovinano le giornate soprattutto ai grinder che stanno in Italia. Io in questi due anni dal Messico ho sempre iniziato a grindare verso le 14:00 e al massimo qui le sessioni finiscono verso le 22:00. Questo significa che hai ancora tutta la serata libera a tua disposizione. A me per esempio piace uscire con gli amici e con le ragazze (che sono più alla mano di quelle italiane), divertirmi e giocare a basket nel tempo libero“.

Enrico solo nel 2015 ha vissuto un anno in negativo, mentre nel 2016 ha sfiorato un titolo SCOOP e un Sunday Special. Il suo grafico online su PS.it ha superato la linea dei 120K vinti. Guardare per credere:

 

 

Enrico ci dice qualcosa in più sulla sua vita da grinder messicano: “Gioco ad ABI 35 tra il ‘punto it’ e il ‘punto com’. Negli ultimi due anni avrà saltato due sole domeniche di grinding, ma per il resto ho tutta la libertà che voglio. Ci sono lavori ben peggiori.

Preferisco comunque il ‘punto it’ perché il field è più facile e c’è meno varianza, almeno il mio profit lo tengo al sicuro.

Per giocare seriamente sul ‘punto com’ ci vuole il bankroll adatto e devi essere disposto a swingare tantissimo prima di vincere. Ci vuole un mindset di ferro nei momenti di bad run e non è sempre facile. L’anno scorso per esempio delle persone mi hanno scammato 10k e non avrei avuto la forza di perdere altri soldi“.

Enrico non ha una grandissima opinione dei reg italiani: “Si sentono fortissimi e insultano tutti. Studiano pochissimo e non cercano mai delle strategie alternative per risultare vincenti. Alcuni giocano come nel 2010.

Sel nel ‘punto com’ mi è capitato di osservare grandi campioni come Chris Moorman (a proposito, una volta ho incrociato anche Isildur!) e imitare le loro giocate, nel ‘punto it’ è meglio non copiare certe mosse anche se compiute da reg vincenti…

Nonostante questo però c’è chi riesce a vincere in Italia, perché comunque conosce bene gli avversari e sopperisce così a molte altre mancanze. Mi permetto di parlare così lontano dai tavoli, ma devo dire che in game non sottovaluto mai gli avversari. Resto umile e cerco di entrare nella loro testa, a volte overthinkando. 

Dedico parecchie ore allo studio. Non a caso questo mese ho vinto l’High Roller nel primo giorno in cui ho grindato. Per tutta la settimana non avevo fatto altro che studiare e rivedere degli spot”.

Sinceramente ci sono pochi italiani da cui mi farei coachare, se escludiamo gente come Rocco Palumbo, Davide Marchi o Enrico Camosci. Anzi, a dire il vero io faccio già il coach con piccoli gruppi di giocatori“.

Sulla futura liquidità condivisa Enrico dice: “Sono contento perché si creerà un field a metà tra quello del ‘punto it’ e del ‘punto com’. Gli spagnoli sono dei fish (quelli forti giocano nel .com) e anche i francesi non sono dei fenomeni.

I reg italiani di tornei si troveranno in difficoltà. Quelli del cash meno, perché nel cash non si vince per caso, lo studio paga. Io infatti sto pensando di tornare un po’ al cash. Negli mtt ho vinto meno di quanto mi aspettavo.

Per quanto riguarda il gioco live, credo che sia -EV. Non ho mai disdegnato però qualche partita cash dal vivo. Ho frequentato i tavoli dei circoli vicino casa e quelli di casinò come Campione o Nova Gorica. Mi è sempre piaciuto, quando ho avuto l’occasione, viaggiare per fare tornei e stare con gli amici“.

 

 

 

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