Strategia

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il 7 nov 2012

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Il set mining

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Il set mining

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“Cosa vuol dire set-mining?”

Con questo termine si indicano quelle particolari giocate dove, passivamente, facciamo dei call preflop con delle pocket pairs (pp) e l’intento è di legare un tris (set) al flop. Se il board non dovesse aiutare l’equity della nostra mano ci potremo limitare ad agire come nel famoso detto “no set, no bet” e non investire più soldi nella mano.

Possiamo dunque considerare le pp medio-basse (22-99) come dei draw che, per andare avanti nel corso della mano, hanno bisogno di migliorare la loro equity, legando uno degli ultimi 2 out a disposizione nel mazzo. Perché accade questo? Il motivo principale che ci spinge a giocare in questo modo, questa tipologia di carte, è che esiste un’altissima probabilità che sul board cadano delle overcards rispetto alla nostra coppia. A quel punto, chiaramente, sarà più difficile capire se possiamo estrarre valore dalla mano dell’avversario, o se gli stiamo semplicemente regalando dei soldi.

Esattamente come nei draw, dunque, abbiamo bisogno di sapere quanto spesso riusciamo a completarli.
Le probabilità (odds) di legare un set (tris) al flop sono circa 8:1. Questo vuol dire che, su 8 volte che andremo a vedere il flop con la nostra coppia di due, 1 volta sola vedremo apparire il terzo due sul board.

Nel caso in cui non riuscissimo a settare, non saremo molto contenti di continuare ad ingrandire il piatto, ovviamente. Perciò, dobbiamo trovare una strategia valida che ci permetta di non sprecare soldi nel lungo periodo. Ecco alcuni consigli da seguire su come affrontare questo tipo di situazioni.

Controllare lo stack dell’avversario

Prima di addentrarci nella mano, bisogna sempre accertarci che lui abbia uno stack adeguato per garantirci il giusto guadagno le volte che settiamo. Come facciamo a scoprire quanto deve essere profondo (deep) il suo stack? E’ molto semplice: noi sappiamo che, statisticamente, settiamo 1 volta su 8. Questo, vuol dire che non avremo mai pot odds buone, offerte dal piatto preflop; dobbiamo quindi ricorrere alle implied odds.

Ragionevolmente, tenendo in considerazione le volte in cui l’opponent legherà un punto più forte del nostro (esempio: set vs overset) e le volte in cui non continuerà ad investire soldi nel piatto, possiamo dire che “il nostro progetto” ci farà vincere lo stack dell’avversario 1 volta su 13. Perciò: se quest’ultimo è superiore all’entità del suo raise, moltiplicato per 12 volte, allora è profittevole chiamare in set-mining. Esempio:

No-Limit Hold’em, €1.00 BB (6 handed)

Hero (BB) (€133)
UTG (€69)
MP (€110)
CO (€70)
Button (€30)
SB (€361)

Preflop: Hero is BB with 3 3

UTG calls €1.00, 2 fold, Button raises to €4.00 ,1 fold, Hero ???

In questo caso lo stack dell’avversario è troppo corto per far si che il nostro call sia profittevole nel lungo periodo perchè: 12 volte perdiamo quei soldi (4€ x 12 = 48€), 1 volta vinciamo lo stack (30€). EV = 30€ (vincite) – 48€ (perdite) = -18€. Come possiamo vedere, ogni nostro singolo call in situazioni come questa, ha un valore atteso negativo!

Avere un’immagine aggressiva

I nostri avversari, saranno più portati a dar credito alle nostre puntate se, tendenzialmente, arriviamo poche volte a bettare su tutte le streets. Questo comporta che, anche se avranno del valore, lo folderanno molto spesso (in quanto saranno insospettiti dalla nostra azione insolita e molto forte).
Come possiamo costruirci un’immagine da giocatori aggressivi, in modo da estrarre il massimo valore quando abbiamo dei punti molto forti? Ecco come consiglia di giocare le nostre pp Nicola “Brunoliegibastonliegi” Pegoretti.

Posizione

Nel Texas Hold’em, la posizione è fondamentale; conoscerel’azione precedente a noi ci permette di muoverci con maggiore semplicità, facendo meno errori possibili. Tuttavia, minore è l’abilità dell’avversario, minore importanza avrà la nostra posizione.

Scelta dell’oppo

E’ abbastanza evidente che, chi ci darà più implied odds, sono i player loose o molto aggressivi. La loro tipologia di gioco, permetterà a noi di ingrandire velocemente i piatti. Difficilmente potremo togliere tutto lo stack ad un avversario particolarmente nitty. D’altro canto, c’è anche da dire che è molto più semplice trovare una range forte e disposta a finire ai resti in un giocatore chiuso, piuttosto che in uno che non seleziona bene il proprio range di mani. In definitiva, in base alla tipologia di avversario che ci troveremo davanti, potremo stabilire quante implied odds abbiamo.

Questi, dunque, sono gli aspetti principali da considerare quando decidiamo di utilizzare le nostre coppie per set-minare. Rispettando queste semplici regole, ci troveremo in meno spot pericolosi e ci ritroveremo a commettere meno errori nel long term.

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