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il 25 Nov 2014

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Intervista esclusiva a Martin Jacobson: “Non pensavo al denaro, volevo solo vincere!”

Intervista esclusiva a Martin Jacobson: “Non pensavo al denaro, volevo solo vincere!”

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Oltre a essere un grande campione con le carte tra le mani, Martin Jacobson ha dimostrato di esserlo anche al di fuori del tavolo verde.

Scemata l’adrenalina nelle vene, seppur l’entusiasmo per il successo WSOP sia ancora alle stelle, lo svedese ci ha concesso un po’ del suo tempo per rispondere, in esclusiva per l’Italia, alle nostre curiosità. Un modo di rapportarsi coi media decisamente diverso, ad esempio, rispetto a quello del suo collega americano Daniel Colman.

 

IPC:  Martin, vincere il Main Event è il più grande traguardo che un professionista possa raggiungere, ma la gestione del futuro si rivela non sempre così semplice. Come pensi, dunque, di organizzare la tua carriera col braccialetto al polso? Credi di poter trovare nuove motivazioni?

Martin Jacobson: Lo penso anche io. Adesso comunque la mia passione per il gioco è forte come mai lo è stata prima, ma quanto la vittoria possa intaccare le mie motivazioni, però, lo scoprirò solamente quando mi siederò al tavolo e prenderò parte al prossimo torneo.

IPC: Come ha reagito il tuo paese, la Svezia, di fronte al tuo successo?

M.J.: Il mio risultato pare aver reso tutti estremamente felici e orgogliosi.

IPC: Anche l’intera comunità ha esultato per il tuo obiettivo raggiunto. Hai avuto la stessa impressione? Non è una cosa frequente, dato che nel poker vengono spesso fuori gli ‘haters’, pronti a criticare chi ce l’ha fatta.

M.J.: Si, ho ricevuto numerosi buoni feedback e tante persone sono riuscite a trasmettermi le loro vibrazioni positive, conseguenza della mia vittoria.

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IPC: C’è stato un momento della finale in cui hai pensato “Ok, posso vincere il braccialetto”? Poi, quanto l’aspetto economico ha influito nel gioco?

M.J.: Sapevo di potercela fare anche prima dell’inizio del final table, così ho provato a mantenere questo ‘mindset’ durante tutto il percorso verso la vittoria. Ho posto ben poca attenzione al denaro in ballo, ho cercato piuttosto di giocare al meglio per garantirmi la chance di poter vincere il torneo e diventare campione del mondo.

IPC: Vantavi già due runner-up all’EPT… quanto ti spaventava l’idea di vincere una terza ‘medaglia d’argento’?

M.J.: Avevo questo pensiero in qualche parte remota della mente, ma ho scelto di non focalizzarmici. Il mio solo obiettivo infatti era vincere.

IPC: Infine una curiosità. Sei un giocatore professionista, ma hai trascorsi da chef. Credi investirai soldi nella ristorazione? Apprezzi la nostra cucina?

M.J.: L’idea è quella di aprire in futuro un fast food salutare, ma finché avrò le motivazioni adeguate continuerò a giocare professionalmente a poker. Sicuro, adoro il cibo italiano!

 

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