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il 16 Mar 2017

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Reg Identikit – Stefano ‘sbruf10’ Rege: “Amo il cash game, ma non disdegno gli MTT!”

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Reg Identikit – Stefano ‘sbruf10’ Rege: “Amo il cash game, ma non disdegno gli MTT!”

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E’ uno dei nomi nuovi del cash game punto it.

Da qualche tempo a questa parte si sta facendo sempre più spazio a forza di bb/100 incamerati, e inevitabili level up.

Stefano ‘sbruf10’ Rege ci ha raccontato la sua storia pokeristica, dagli albori a oggi:

“Ho conosciuto il Texas Hold’em ai tempi delle superiori! Le mie prime partite sono stati semplici sit’n’go casalinghi con gli amici, giocati per puro divertimento. Appena ho compiuto 18 anni mi sono iscritto su PokerStars e ho puntualmente perso i primi 20 euro caricati. Dopo qualche mese, in cui effettuavo piccoli depositi, ho vinto il mio primo torneo incassando 2.000€ e da li ho iniziato a giocarci più spesso, ma sempre per divertimento. Col passare degli anni ho provato a trasformare il giochino in un lavoro e da circa 3 anni mi sono buttato sul cash game. Nl25, NL50… fino ad arrivare al NL100. Ho passato anche qualche momento difficile, soprattutto l’anno scorso quando ho swingato per parecchi mesi, ma grazie a l’aiuto dei miei amici ‘karimm92’ e ‘lucaseba89’ sono riuscito a passare il momento e recentemente ho ottenuto risultati più che soddisfacenti, riuscendo addirittura ad uppare al NL200.”

La diatriba MTT – Cash Game, approfondita giusto ieri in un sondaggio effettuato tra diversi player, è questione annosa. Abbiamo dunque chiesto a Stefano cosa lo abbia portato a scegliere di concentrarsi sui tavoli ‘real money’:

“Ho deciso di focalizzarmi sul cash game perché penso che sia meno varianzoso rispetto agli MTT e il fatto di togliere direttamente i soldi ai miei avversari mi stimola molto. 😀 Nonostante tutto non mi sento un ‘purista’: anche se la mia routine quotidiana si concentra sul cash, gli MTT mi piacciono molto e ne gioco abbastanza, soprattutto i domenicali.”

Studio teorico/review o confronto con gli altri reg? Per ‘sbruf10‘ l’una non può e non deve escludere l’altra:

“Penso che siano importanti tutte allo stesso modo, perché senza una solida base di conoscenza teorica non si va da nessuna parte. Da questo punto di vista credo che il coaching possa essere molto utile per riuscire ad uppare più velocemente grazie all’aiuto di player più preparati di noi. Personalmente, però, credo che la cosa più importante in assoluto sia il mindset; ho dovuto lavorarci davvero tanto per raggiungere uno status mentale ideale per affrontare i tavoli da gioco.”

E se il presente vede Stefano ancora impegnato per diverso tempo ai tavoli online NL100 e Nl200 – per provare chissà – a salire ancora, il suo futuro potrebbe essere ancora più ‘grande’:

“Se riuscissi a mantenere un profit costante, in futuro mi piacerebbe trasferirmi a Malta e grindare sul dot com. Al momento probabilmente è ancora presto e quel che mi concedo ogni tanto sono le partite dal 2-5 a salire al casinò, in concomitanza con gli eventi live, così come è stato la scorsa settimana a Saint Vincent per il Millions. Le partite ‘da casinò’ sono molto più facili di quelle online, ma giocando poche mani e difficile fare un buon profit…”

Stefano impegnato ai tavoli di Saint Vincent

In ultimo, come da tradizione per la nostra rubrica, il 25enne piementose ci ha rivelato i nomi dei suoi 3 punti di riferimento pokeristico in Italia e nel mondo:

“Per quel che concerne l’online, non ho dubbi: Karim e Luca [Radani e Sebastiani, ndr.] sono stati importantissimi per la mia crescita. Se invece devo fare un nome internazionale, non posso tradire quel che è stato il mio idolo di sempre, il player che mi ha fatto innamorare di questo gioco: Daniel Negreanu!”

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