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il 11 Lug 2017

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Max Pescatori sulle sue WSOP: “Se mi avessero detto che avrei fatto tre final table avrei firmato subito!”

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Max Pescatori sulle sue WSOP: “Se mi avessero detto che avrei fatto tre final table avrei firmato subito!”

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Se c’è qualcuno che sembra non accorgersi del passare del tempo questo è Max Pescatori.

Da oltre un decennio sulla cresta dell’onda, ‘Il Pirata’ continua a macinare risultati a suon di final table. E poco importa se anche quest’anno il braccialetto è stato solamente sfiorato, d’altronde per uno che ne ha già quattro in bacheca, e che ogni anno ce la mette tutta per aggiungerne qualcun’altro alla collezione, è solo questione di tempo.

Com’è questione di tempo il suo ingresso nella Hall Of Fame, visto che per il terzo anno consecutivo Max entrerà a far parte dei dieci papabili, assieme a gente come Phil Ivey, Huck Seed, David ‘Devilfish’ Ulliot e Mike Matusov.

La scorsa notte, mentre il Pesca imbustava il suo stack al termine del Day1 del Main Event, siamo riusciti a farci quattro chiacchiere spaziando dalla HOF alla sua performance in queste WSOP 2017. Ecco cosa ci ha raccontato:

Per quanto riguarda la  HOF, la cosa più bella è esser stato votato dai tanti fan. Ho anche messo un post quest’anno, cosa che non avevo fatto l’anno scorso, perché ci tenevo in maniera particolare dopo la litigata con Negreanu. Secondo lui quello che ho fatto alle WSOP negli ultimi è discutibile per entrare nella HOF, anche se in tanti pensano il contrario.

Quanto tempo bisognerà attendere prima di vederti entrare nella storia del poker mondiale dalla porta principale?

Quest’anno si sono affacciati tanti profili molto validi, come ad esempio Matusov che ha 4 braccialetti come me ma ha fatto qualche FT WPT e quindi ha vinto qualcosa in più. Altri come Huck Seed, vincitore del Main Event nel ’96, sono entrati solo grazie al fatto che Daniel gli ha fatto pubblicità. A mio parere è inutile lamentarsi dopo che sono usciti i nomi, uno può farlo prima e nominare quelli che preferisce…Daniel invece ha prima litigato e poi alla fine ha fatto così. Insomma, quest’anno paradossalment è più difficile dello scorso anno: c’è Ted Forrest, c’è David Chiu e soprattutto c’è Phil Ivey che entrerà sicuramente. Per quanto concerne il futuro anche questo è davvero difficile da prevedere dato che ogni anno ci sono nuovi player che compiono 40 anni, vedi Robert Mizrachi che ha un’ottima reputazione e il mio stesso numero di braccialetti, senza contare il fratello Michael…Insomma, la mia speranza e che prima o poi si decidano a inserire anche un player europeo dato che fino ad ora...”

Che dire invece di queste WSOP, giunte praticamente al termine con la chiusura del Main Event? 

Se mi avessero chiesto di firmare per fare tre tavoli finali prima di arrivare a qui non avrei esitato. Io dico sempre che se riesci a fare un buon final table sono già delle buone WSOP, se ne fai due…Io quest’anno ne ho fatti tre quindi direi che non posso lamentarmi: alla fine chi se ne frega di fare 15 cash se poi il miglior risultato è un 30° posto. Tra le altre cose ho fatto un final table back to back che di per sé è qualcosa di clamoroso, mentre è stato molto strano averne fatto uno nell’Hold’em, oltre a un ITM. Si vede comunque che un po’ di confidence c’è specie qua alle WSOP dove ci sono molti amatori, così come tanti top pro, anche se nel contesto di un torneo da 1.500$ è molto più facile stare alla larga dai più affermati. In merito al Main Event spero soltanto in un buon redraw: ieri ho giocato con tanta pazienza, aspettando uno-due giocatori contro cui avevo capito come guadagnare le chip e infatti è andata proprio così, come se si trattasse di un vero e proprio schema. Al day 2 con l’aumentare dei bui non ci sarà troppo tempo per studiare gli avversari ma siamo deep e tutto è ancora da vedere...”

 

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