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il 8 Nov 2017

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Mario Llapi, runner IPO per 215.000€: “Non dovevo nemmeno esserci…”

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Mario Llapi, runner IPO per 215.000€: “Non dovevo nemmeno esserci…”

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“Il secondo è il primo degli ultimi”.

La provocazione del mitico Enzo Ferrari si addice a tanti contesti sportivi. Talvolta anche al Texas Hold’em.

Ma se l’argento vale 215.000€ non sono in tanti quelli che non firmerebbero per centrare quel piazzamento.

Mario Llapi, 23 anni da Genova, è il runner-up dell’IPO Venti Five. Sconfitto nel testa a testa conclusivo dal ‘divino’ Andrea Shehadeh, Mario (a sinistra in foto copertina) si è svegliato stamane con un portafoglio da fare invidia a tutti i grinder del Bel Paese.

Entusiasmo? Gioia irrefrenabile? Tutt’altro:

“Il dispendio energetico di questa trasferta è stato incredibile: 10 ore effettive di gioco per 4 giorni di fila e un tavolo finale con cifre spaventose in ballo. Ieri sera ero a pezzi sia fisicamente che mentalmente e questa mattina mi sono svegliato innanzitutto riposato. E’ una bella sensazione, ma è come se fosse un giorno qualunque.”

Le prime parole del player ligure lasciano trapelare una ‘normalità’ per certi versi surreale. Un piacevole shock che sembra non aver provocato effetti:

“Non voglio nascondermi dietro falsa modestia: credo di aver giocato un torneo impeccabile. Non penso di essere stato particolarmente fortunato. So che è strano dirlo, ma l’unica vera fortuna è stata non avere cooler avversi e non trovarmi quasi mai in situazioni intricate. Il Day4 è stato emblematico, un qualcosa che non mi è mai accaduto in carriera né live né online: ho giocato 0 showdown. Zero. Sembra impossibile ma è così. Da 4 milioni sono salito a 17 solo ed esclusivamente uncontested. Scelte giuste, aggressività calibrata e timing perfetto. Incredibile.”

Sconosciuto ai più, Mario è in realtà un regular online di una qual certa caratura:

“Ho iniziato a giocare 4-5 anni fa, home games tra amici, come la maggior parte di quelli che stanno leggendo queste righe. Mi sono avvicinato all’online con cautela. Giocavo principalmente heads-up turbo e hyper turbo da 5 a 20€, ma fino a un paio di anni fa il poker era un hobby o poco più. Fatta eccezione per qualche partita al circolo e sporadici MTT online, non c’era altro. Poi, non ricordo perfettamente quando e come, mi sono detto che dovevo provarci, sentivo che avevo la stoffa giusta, sentivo di avere qualcosa più degli altri. Grazie ad alcuni amici mi sono immerso sempre più nell’universo online e da inizio anno ho drasticamente alzato il mio ABI: in questo 2017 ho giocato praticamente sempre e solo MTT da 30€ di buy-in a salire. Negli ultimi tempi ho iniziato anche a grindare Spin&Go, arrivando a giocare anche quelli da 100€ di buy-in.”

Parte del merito va al più celebre compaesano Giuliano Bendinelli:

“Essendo della stessa città lo conoscevo da tempo, ma non avevo mai approfondito la sua conoscenza. Nell’ultimo anno siamo stati parecchio tempo assieme e pur non avendo seguito un vero percorso di coaching mi sono abbeverato alla sua fonte in più di un’occasione. Si è creato un rapporto speciale e se sono venuto all’IPO è anche grazie a lui: era una trasferta che non avevo in programma, ma mi ha convinto a venire ed è andata come è andata…”

Per quel concerne questa sua cavalcata, in cui è riuscito a mettere in riga tutti i player (3.001) tranne uno, LLapi ha capito di potercela fare dopo aver incassato un giga pot al Day3:

“All-in da parte di early position, gioco con i Re, repusha Bonavena, gioco. A-Q per Utg, A-K per Salvo, ma il board non regala sorprese e mi porto a circa 2.5 volte l’average. Da lì in poi è stata in discesa: c’erano davvero tanti occasionali. Esclusi Andrea e pochi altri sentivo di avere edge e, grazie anche alla struttura, poter imporre il mio gioco. L’heads-up finale è stato un Up&Down continuo. Dopo aver bluffcatcato Andrea con flush, abbiamo optato per un deal alla pari con 30.000€ extra per il vincitore. La mano conclusiva è stato un 60/40 a mio favore: A-T, Q-J. Apro, shova e callo per 27x effettivi. Q al turn e fine dei giochi. Ma è probabilmente uno dei pochi showdown giocati, e persi, dell’intero torneo. Non posso proprio avere alcun rammarico!”

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