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il 7 Ago 2019

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Il segreto per avere successo negli MTT secondo Peppe Ruocco: Mai scendere sotto il B-Game!

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Il segreto per avere successo negli MTT secondo Peppe Ruocco: Mai scendere sotto il B-Game!

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Giocare a poker per professione, o perlomeno farne una passione redditizia, significa tenere in conto una molteplicità tale di aspetti che vengono abitualmente sottovalutati anche dai più esperti.

Ecco perché abbiamo scelto di approfondire la discussione con uno che dell’attenzione ai dettagli fa il suo mantra, sia nei panni di giocatore che in quelli di coach: Giuseppe Ruocco.

La scorsa settimana abbiamo approfondito con lui il discorso sulla limp strategy, questa volta invece ci siamo soffertmati su aspetti collaterali del gioco, meno tecnici ma non per questo meno importanti. Anzi…

Mutitabling e focus

Il discorso comincia dall’eterno dilemma tra massa e qualità. Per Peppe la questione si è risolta sempre e solo in una direzione, anche quando la moda del momento prediligeva la massa:

Sono stato uno dei precursori di questa linea, ovvero una maggiore qualita che prevarica sulla quantità. L’hanno un po’ capito tutti sostanzialmente, io non sono mai stato un amante del mass grinding, magari anche per limiti miei eh, in ogni caso non ho mai tablato troppi X.

In realtà non ho nemmeno tablato troppi giorni, nel senso che non sono  affatto un mass-grinder per eccellenza e di questo un po’ me ne pento perché sicuramente è l’unico modo per abbattere la varianza long term. Tuttavia per esigenze di burn out o per mie esigenze in real life non ho mai massato troppo, sostenendo che bene o male anche il giocatore più preparato nelle migliori condizioni possibili non giocherai mai sempre A-game, specialmente quando il numero di tavoli raggiunge o supera una certa soglia.

Sentivo dire anche da reg affermati frasi come ‘Guarda, tanto il Big10 me lo metto lì in fondo e non gli do grossa attenzione, il mio focus sarà tutto sul 250 che è il mio main…’ E invece no. Soprattutto quando c’è un 6-max o in generale ogniqualvolta ci sono input multipli perché il tuo inconscio non sarà mai completamente sconnesso dal flow di quel torneo relegato all’angolo del monitor. E questo porterà inevitabilmente altrove il tuo focus.”

Quanto è importante bilanciare la schedule?

Un argomento sviscerato proprio quest’oggi nell’approfondimento che potrete trovare a questo link, che fin troppo spesso viene sottovalutato anche dai grinder più esperti. Ecco cosa ne pensa Peppe a riguardo:

Non entro nel merito della questione per evitare di dilungarmi troppo ma posso dire, e i miei coachati lo possono confermare, che per me il bilanciamento della schedule è una pietra miliare…Gli faccio letteralmente ‘na capa tanta’ sul bilanciare l’a.b.i., il numero  di 6-max, la presenza o meno di turbine. Il concetto è semplice: non bisogna mai scendere sotto il proprio B-game.

GTO o exploitative play?

Il poker è un gioco nel quale sapersi adattare all’avversario è la chiave per avere successo. Peppe Ruocco è sulla stessa lunghezza d’onda e sulla questione se sia meglio utilizzare uno stile puramente GTO o uno esclusivemante exploitativo nelle room “punto it” ha le idee abbastanza chiare:

In un field italiano, saturo sì, ma non ancora esattamente irresistibile (feedback generalizzato, non discrezionale) la GTO o pseudo tale deve rimanere un piano B, poichè la preparazione media/approccio verte ancora sul tendenziale EXPLOITATIVO.

Non deve essere una lotta di classe ancestrale tra scuole di pensiero, è giusto essere al passo coi tempi ed anzi, talvolta cercare di anticiparli (farsi trovar pronti in toto insomma, il più completi possibile se si è perfezionisti e si crede in ciò che si fa, e soprattutto se si predica).

Se non apportassimo consone variazioni sul tema, per fare un parallelo tanto calzante quanto tirato per i capelli ma calzante, sarebbe come se andassimo all’IPO (field notorio del Big 10) a performare grossi esercizi di stile contro il grigio ricreazionale. Un harakiri insomma.

Se vi siete persi la chiacchierata precedente sulla limp strategy date UNO SGUARDO QUI.

 

 

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