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il 18 Mar 2021

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Reg identikit: Marco Rayden Richetto, il rapper diventato pokerista

Reg identikit: Marco Rayden Richetto, il rapper diventato pokerista

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Per la nostra rubrica reg identikit, in cui approfondiamo la conoscenza di specialisti e professionisti delle due carte, abbiamo oggi un ospite d’eccezione.

Molti di voi infatti conosceranno Marco Richetto col nome d’arte ‘Rayden’ con cui ha inciso cinque dischi dal 2007 al 2016.

Proprio dopo l’uscita del suo ultimo lp il rapper ha conosciuto il poker, che ha rappresentato per lui una vera e propria ancora di salvezza per uscire da un periodo della sua vita piuttosto buio, come potrete leggere più sotto.

Dopo una prima fase in cui alternava le scorribande ai tavoli ai concerti in giro per tutta Italia, Marco ha deciso di dedicarsi anima e corpo al gioco e i risultati si vedono, come si può apprezzare dall’andamento del suo grafico SharkScope:

grafico marco raydenartist richetto

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A oggi, secondo il sito di tracking, con il nickname ‘RaydenArtist’, Richetto ha giocato su PokerStars 6.479 tornei a buy-in medio 16,13€ per un profitto complessivo di 35.430€ che si concentra tutto nell’ultimo anno. Sentiamo la sua storia.

 

Il poker come luce in fondo al tunnel

Marco spiega di aver iniziato a giocare in un periodo un po’ buio della sua vita:

“Nel 2016 avevo pubblicato il mio ultimo disco per l’etichetta di Fedez e J-Ax, ma non era quello che voleva il mercato visto che proprio quell’anno esplose Rovazzi. E’ un po’ come se ti trovi a essere il più forte del mondo a cricket quando tutti hanno occhi solo per il calcio: non c’è nessuno che ti si fila… Fatto sta che il disco non ha avuto l’esito che speravo, nel giro di poco tempo dalla sua uscita avevo finito tutti i lavori promozionali, non sapevo che direzione prendere e così ho iniziato a giocare per tenere un po’ impegnata la testa.”

E’ bastata la scintilla iniziale per far divampare la passione:

“Fino a quel momento non avevo mai giocato, neanche un sit’n’go tra amici. Le mie conoscenze pokeristiche derivavano tutte dai programmi che guardavo in tv su PokerItalia24. Ma sono una persona che quando affronta le cose ci mette il cuore in tutto e per tutto: se faccio una cosa la faccio al meglio delle mie possibilità, così è stato con la musica e poi anche con il poker.”

 

L’incontro della svolta

Animato dall’obiettivo di esplorare e approfondire il poker, ‘Rayden’ ha iniziato ad andare in freestyle tra i tavoli delle varie specialità come un tempo faceva sul palco.

“Al tempo non sentivo parlare molto di coach, ho iniziato a giocare cash game a limiti bassi e poi piano piano ho provato un po’ di tutto, sit, spin, tornei… Nei tornei nei primi due anni ho sempre bazzicato intorno allo zero profit, con gli Spin invece è andata meglio, ho fatto un piccolo percorso con una scuola ai livelli bassi e poi mi sono messo a giocare per conto mio con buoni risultati da subito”.

Parallelamente Marco ha continuato a giocare tornei e a un tavolo finale è arrivato l’incontro che ha dato la svolta alla sua carriera con le due carte:

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“Un giorno faccio un tavolo finale al 30€ The Big pomeridiano e tra gli avversari c’è anche Nicolò ‘whyalwaysme’ Serlenga, che incuriosito dal mio nickname mi chiede in chat se sono il rapper. Nel torneo mi ha letteralmente disintegrato, ha vinto lui e io ho chiuso terzo. Poi mi ha scritto su Facebook che era venuto a vedere due miei concerti, da lì siamo diventati molto amici e sono diventato un suo allievo. Mi ha formato molto bene pokeristicamente.”

 

Il piede in due staffe

Nel 2019 Marco ha continuato a girare l’Italia per spettacoli mentre piano piano aumentava il tabling ai tavoli:

“Sono passato da 4-6 ad almeno dieci tavoli, quindi a livello di profit ho patito un po’. In più ho girato l’Italia con Mamacita, il format musicale di Radio 105. Ho fatto 90 date e alla fine è stato un po’ pesante. Magari facevo un sabato sera a Bologna, staccavo alle cinque di mattina, alle sei prendevo il Flixbus per Torino, arrivavo a mezzogiorno e alle sei del pomeriggio mi svegliavo per aprire i tavoli su PokerStars. Non il massimo, infatti ho chiuso l’anno in perdita, anche se lieve. Però ho messo dentro il mestiere che mi serviva”

Col 2020 per Rayden è arrivato il momento di raccogliere ai tornei:

“Da marzo ho raccolto quello che ho seminato tutto assieme e mi sono concentrato sugli mtt staccandomi un po’ dagli Spin che continuavo a giocare perché mi facevano fare profit e avevo preso anche dei moltiplicatori grossi. Grazie al coaching a marzo 2020 ho fatto il primo big shot vincendo un NOS e poi ho chiuso l’anno in bellezza vincendo un evento delle Winter Series, in cui poi ho centrato una bella doppietta a gennaio.”

 

Obiettivo: diventare un poker pro

Nel frattempo per Marco c’è stato un altro incontro che si sta rivelando cruciale per il presente e il futuro del suo percorso pokeristico: quello con Simone ‘spera91’ Speranza.

“Ci siamo incontrati verso settembre-ottobre, lui mi conosceva musicalmente, io pokeristicamente, ci eravamo scritti. Gli avevo chiesto un pacchetto di ore di coaching ma mi ha risposto che era impegnato fino a fine anno e che mi avrebbe tenuto uno slot a partire da gennaio. Poi mi ha richiamato per chiedermi se non volessi entrare nel progetto Rookies della sua Academy”.

Assieme ad altri tre ragazzi, Rayden ha ora due anni di tempo per migliorare col poker fino a diventare lui stesso un coach della scuola di poker di ‘spera’:

“Adesso fondamentalmente ho fatto lo switch mentale di dedicarmi al poker a tempo pieno. Ci sto mettendo tutte le mie energie. Gioco sei giorni a settimana e almeno tre quattro pomeriggi studio. Il progetto della Academy mi ha fatto scattare la scintilla. Nicolò Serlenga continua a essere un fratello ma con gli altri Rookies ho un gruppo di studio in cui c’è un continuo scambio di idee, le cose sono organizzate come se fosse un calendario di lezioni universitarie e ciò mi aiuta a dare un po’ più di corpo e organicità allo studio”.

Nel futuro prossimo di Marco non c’è solo il poker giocato ma anche quello trasmesso in diretta:

“Ci sono tanti progetti collaterali che sono importanti a iniziare dal discorso di Twitch: andare in diretta streaming mi viene molto naturale avendo lavorato nel mondo dello spettacolo e come Rookie della In The Zone Academy lo farò molto spesso.”

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