Monday, May. 23, 2022

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il 20 Gen 2022

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Reg identikit: Gianluigi AA-GIANLU-AA Giuliani

Reg identikit: Gianluigi AA-GIANLU-AA Giuliani

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E’ nella top 20 dei torneisti online 2021, e spesso ritorna nei nostri report dedicati ai multi-table-tournament delle piattaforme di gioco italiane.

Per la rubrica ‘Reg Identikit’ approfondiamo oggi la conoscenza di Gianluigi Giuliani, 25enne di Cagliari che su PokerStars sta macinando numeri incredibili con il nickname ‘AA-GIANLU-AA’.

Ecco il suo grafico da marzo 2020 ai giorni scorsi: in neanche due anni Gianluigi ha giocato 6.483 tornei a buy-in medio 35,9€ per un profitto di 112.454€!

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Ciao Gianluigi, per iniziare raccontaci: da quanto tempo giochi a poker e hai iniziato subito seriamente?

Ho iniziato a giocare online a 18 anni ma non da subito seriamente, anzi. Giocavo spinto dallo spirito competitivo che mi contraddistingue, da completo autodidatta.  Ho iniziato ad approcciare il poker più seriamente da marzo 2020, quando ho resettato le mie statistiche di SharkScope. All’inizio cercavo di migliorare guardando i giocatori più bravi e preparati di me. Poi quando ho iniziato a giocare seriamente e sono venuto ad avere un roll che mi permettesse di prendere coaching l’ho fatto subito.

Chi sono stati i tuoi coach e oggi dai coaching?

Il mio primo coach è stato Emiliano Conti, che è una delle persone che rispetto di più nel mondo del poker perché per anni è sempre stato sul pezzo e ha una disciplina e una visione limpida del gioco che sono invidiabili. Mi ha aiutato veramente tanto e ci tengo a ringraziarlo. Con Emi sono salito all’abi massimo del punto it già pochi mesi dopo aver iniziato con lui, visto che avevo vinto un high roller e seppure avevo venduto una quota abbastanza grande della mia action ho comunque potuto fare un upgrade di roll e secondo Emi ero abbastanza preparato per i tornei dei livelli più alti. Dopo il pacchetto con Emiconti ho iniziato con Simone Speranza e devo dire che è stata una scelta azzecattissima. Ho fatto dieci ore ed è tuttora il mio coach. Penso che sia il giocatore più forte italiano ad abi umani – mostri sacri esclusi – il coach migliore e più preparato.

Anche io a volte faccio coaching a ragazzi che giocano abi più bassi del mio ma non è mai stata una cosa cercata. Sono stato contattato da loro anche se non pubblico mai nulla di particolare sui social, comunque vedo il coaching come una attività secondaria, ora come ora non mi interessa più di tanto fare il coach.

Oggi quanto giochi e quanto tempo dedichi allo studio?

Quando ci sono le Series gioco tanto come mi è successo all’inizio di questo 2022, ma uno degli obiettivi dell’anno è sicuramente non giocare troppo: quando non ci sono le Series vorrei giocare quattro o cinque giorni a settimana al massimo. Di pomeriggio non gioco mai perché non mi motiva e scenderei troppo di abi. Per quanto riguarda lo studio mi capita di confrontarmi con altri regular, in solitaria non ho mai studiato troppo ma credo che dovrò iniziare sicuramente, così come dovrò iniziare a migliorarmi nell’uso dei solver.

Oltre ai tornei giochi anche altre specialità?

Gli Spin&Go non mi piacciono, ho giocato cash game nel 2021, penso di aver fatto un 10-15k mani al NL200, ovviamente il sample è esiguo ma è stato sufficiente a farmi capire che gli specialisti cash game hanno una marcia in più nel gioco postflop rispetto ai torneisti, con tutto che alla fine ho chiuso in profit. Diciamo che ho giocato for fun senza particolari pretese, un po’ come mi è successo con lo Short Deck.

Che effetto ti ha fatto finire l’anno nella classifica dei venti migliori torneisti italiani?

Sono ovviamente contento anche se forse potevo fare meglio, ho iniziato l’anno in top ten poi non ho shottato per un po’ di mesi e sono sceso. Poi proprio l’ultimo giorno dell’anno sono riuscito a rientrare nella top 20, ma francamente mi ha sorpreso di più finire 30° nel 2020 con lo stesso guadagno del 2021 visto che avevo iniziato a giocare in ritardo di tre mesi e in più a buy-in medio 15€!

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Chi è il tuo idolo pokeristico?

Voglio fare un nome che non è tra i più attuali e scontati: Fillippo Candio. Se gioco è anche merito suo, è della mia stessa città, in quel 2010 ha fatto una grande pubblicità al poker italiano, un grande show. Giocava con le emozioni e ne ha tirate fuori tante anche a chi lo ha guardato. Per me è entrato nella leggenda del poker italiano.

L’ho incontrato varie volte al tavolo live anni fa, non gli ho mai detto quanto lo stimo ma giocarci qualche mano e scambiarci due parole mi ha fatto piacere. Spero sempre che in futuro lo rivedremo alle World Series, sarebbe epico! Mi piacerebbe tanto affrontarlo in una sfida HU live a Cagliari, non penso succederà mai, ma nel caso mi darebbe fastidio batterlo perché per me è una leggenda! (ride, ndr)

Quale credi che sia il tuo principale pregio e il tuo principale difetto al tavolo verde?

Un difetto enorme è che spesso non gioco A-game in early stage. Mi dico che devo stare più concentrato nelle fasi iniziali dei tornei perché penso mi faccia perdere dei soldi. Questa è la lacuna  più grande, poi ovviamente si deve sempre migliorare sotto ogni aspetto.

Sul pregio non mi piace dirmi da solo che sono bravo, ma forse il principale è la capacità di approcciare in modo tranquillo le late stage senza farmi prendere dalle emozioni e riuscendo a stare sempre sul pezzo. Dico così ma in realtà negli ultimi mi è capitato di fare qualche errore grossolano in late stage.

Cosa ti piace in particolare dei tornei e chi sono gli avversari più preparati del panorama italiano?

Mi piace la competizione, mi piace affrontare i field duri anche se certe volte ti può portare ad avere attesi più bassi. Ma è quello che accende la scintilla no? Pensando solo ai soldi non so quanto puoi durare in questo gioco, personalmente è lo spirito competitivo che mi stimola e mi dà voglia di giocare. La mia mentalità mi fa vivere il poker come una questione personale ancora prima che economica. Forse è diversa da quella del reg medio, può benissimo essere sbagliata ma questo è il mio punto di vista sul gioco.

Per quanto riguarda gli avversari più ostici, escludendo i miei coach, nella mia top tre metto Luigi ‘Il-Giuglia’ D’Alterio, Gabriele ‘KingMave’ Re, che stimo tantissimo per il percorso personale che ha fatto ed Emanuele ‘barrampk96’ Monari.

Che programmi hai per il tuo futuro a due carte, ti vedremo anche live o stai facendo un pensiero ad andare all’estero per misurarti col field dot com?

Dal vivo ho fatto solo una trasferta a Malta nel 2019, quindi prima che iniziassi a giocare seriamente. A maggio vorrei andare a giocare il Battle Of Malta, se tutto andrà bene ci sarò perché mi piacerebbe giocare dal vivo più spesso di quanto non abbia fatto finora.

Sicuramente il punto com mi attira, ho voglia di fare questa esperienza anche se credo che questo 2022 sarà l’anno giusto al 30%. Ma sono sicuro che il mio approccio competitivo prima o poi mi porterà lontano dall’Italia, non mi vedo tra cinque anni a giocare sempre sul punto it, non è questo il mio obiettivo.

 

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