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il 10 Ott 2015

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Ivey accusa ancora il Borgata, il casinò: “Non perdiamoci in chiacchiere, la legge deciderà se hai barato”

Ivey accusa ancora il Borgata, il casinò: “Non perdiamoci in chiacchiere, la legge deciderà se hai barato”

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Nuovo attacco di Ivey e nuova risposta per il Borgata!

Prima di raccontarvi gli ultimi sviluppi di questa infinita battaglia legale, facciamo un piccolo riassunto.

Nel 2012 Ivey vinse 9.6 milioni di dollari in alcune partite private di Baccarat al Casino Borgata.

Com’è comune che sia con i clienti più importanti, il Borgata ha assecondato alcune richieste di Phil: il permesso di essere accompagnato al tavolo dalla amica Cheng Yin Sun, un dealer che parlasse cinese mandarino e che mescolasse otto mazzi di marca Gemaco con retro viola attraverso un mescolatore automatico.

Più o meno nello stesso periodo, Ivey perse un processo contro il Casino Crockfords di Londra, che non consegnò la vincita di 7.7 milioni di sterline al Tiger Woods del poker accusandolo di aver praticato l’edge sorting, peraltro ammesso da Phil, che secondo il tribunale londinese equivale ad aver barato.

Forse approfittando di questa vittoria, anche il Casino Borgata nel 2014 accusò Ivey di edge sorting, chiedendo quasi dieci milioni di dollari in totale. La differenza sostanziale con la causa disputata nel vecchio continente sta nel fatto che il Borgata ha regolarmente pagato le vincite a No Home Jerome.

L’edge sorting riguarda lo sfruttamento di un difetto delle carte da gioco, il cui motivo disegnato sul retro non è simmetrico permettendo così di riconoscere determinate carte se girate in senso contrario alle altre.

A quanto sembra la “complice” di Ivey avrebbe chiesto in cinese al dealer di rimescolare certe carte in senso opposto per poter prevedere grosso modo il valore della carta che sta per essere girata.

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Ivey ha ricordato il suo punto di vista, ovvero che l’edge sorting non è barare ma approfittare delle debolezze del casinò come esso approfitta di quelle dei giocatori, ma il giudice distrettuale ha dato l’avvio alla fase preliminare del processo ad inizio 2015.

Dopo un po’ di tempo King Phil ha fatto di nuovo sentire la sua voce, accusando il Casinò Borgata di aver distrutto materiale fondamentale per il processo (nel dettaglio le carte utilizzate) pur essendo perfettamente conscio del valore che aveva, e ha rincarato la dose ricordando che il Casino era sicuramente consapevole dei difetti delle carte Gemaco, ma ha accettato di utilizzarle e pagare anche le vincite.

Ovviamente la risposta non ha tardato ad aspettare: il Borgata ha spiegato di essersi liberato delle carte come da regolamento, e ha ricordato che ogni danno subito da Ivey e Sun è solo conseguenza delle loro azioni.

Phil ora ha tentato una nuova stoccata, puntando il dito contro le cameriere del casinò, le ‘Borgata Babes’, che secondo Phil con i loro modi di fare provocanti e la quantità di alcolici che servono, non permettono ai giocatori di giocare utilizzando il cervello. Un ottimo esempio di come il casinò sfrutti le debolezze dei giocatori.

Nemmeno stavolta il casinò ha perso tempo ed ha risposto, invitando Ivey ed il tribunale a non perdersi in altri discorsi ma di restare concentrati sul punto della vicenda: Ivey e Sun hanno ammesso di fare edge sorting? Allora bisogna solo capire se per la legge ciò è legale o meno, e comportarsi di conseguenza.

Il Borgata ha inoltre tenuto a precisare che né le carte da gioco né la quantità di drink offerti né la bellezza ed i modi delle cameriere hanno a che fare con le azioni dei due accusati.

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