Thursday, Sep. 16, 2021

Strategia

Scritto da:

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il 28 Giu 2016

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Doug Polk – Che cosa separa i giocatori forti dai giocatori migliori?

Doug Polk – Che cosa separa i giocatori forti dai giocatori migliori?

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Che cosa distingue un giocatore forte da uno migliore?

Non è una domanda semplice -se lo fosse probabilmente tutti i giocatori forti diventerebbero migliori- ma è una domanda necessaria da porsi se il proprio obiettivo è entrare nell’olimpo del poker.

Allora chi meglio di uno che di questo olimpo fa parte da anni può dare una risposta?

Doug Polk, (che nella descrizione del video in questione si definisce “il miglior giocatore del mondo”) ha pubblicato un video su Youtube dove spiega le differenze tra un giocatore semplicemente bravo da uno dei migliori:

“Se torno indietro nel tempo, quando stavo ancora scalando i livelli per arrivare al top, ricordo che commettevo un sacco di errori. Ci sono voluti molti anni di duro lavoro e dedizione per arrivare dove sono ora. Ma quali sono gli errori principali che commettevo a quei tempi?”

1 – Pochi tavoli alla volta

“So che è bello giocare su più tavoli, anche io lo facevo. Si alza il numero di mani giocate e la rakeback totale, ma sfortunatamente per ogni tavolo aggiunto cala il winrate su tutti i tavoli. Spesso aggiungere un tavolo colpisce così fortemente il winrate sugli altri tavoli che non conviene affatto aprirne un altro, anzi ha un effetto negativo. Io consiglio di giocare quattro o cinque tavoli, magari sei ma non di più assolutamente. Focus sulle decisioni e giocate meno tavoli.” 

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2 – Meno ore, più focus

“Questo è un altro grande errore: in passato giocavo troppe ore. Pensavo: ‘Ok, 24 tavoli, 10 ore, giocherò tot mani e guadagnerò tutta questa rakeback’. Non dico che la rakeback non sia importante, anzi bisogna sempre cercare il deal migliore, ma non deve essere l’obiettivo. Bisogna concentrarsi sul vincere i soldi al tavolo, non essere un giocatore perdente che grazie alla rakeback guadagna. Ogni spot, ogni singola mano deve essere giocata al meglio possibile, la nostra strategia di gioco deve essere superiore a quella degli avversari. È così che si fanno i soldi.”

3 – Ottimizzare il tempo: poker-studio-tempo libero

“La gente non spende abbastanza tempo fuori dal tavolo. Il coaching è importante, e allo stesso modo avere del tempo per sé stessi. Studiare è una parte integrante del gioco, per scalare gli stakes bisogna studiare e migliorare. Si può essere vincenti all’$1/$2, giocare molte ore finché non si guadagna abbastanza per il level up, ma quando si arriva al $2/$4 si può vincere molto meno o addirittura perdere. Investendo una buona parte del tempo nello studio, del nostro gioco e degli avversari, si risolve questo problema e la scalata diventa possibile.”

“Se seguirete questi consigli… vi aspetto agli high stakes tra i ragazzi grandi!”

Ecco il video per vedere tutti i dettagli e i commenti:

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